Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

martedì 19 novembre 2013

quid est homo, quod memor es ejus? aut filius hominis, quoniam visitas eum? {Sal 8,5; cfr. Sal 143 [144],3} I*



dal vocabolario Zingarelli 


 
la creazione dell'uomo, Portale Reale della cattedrale di Chartres (XIII sec.)


* che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,il figlio dell'uomo, perché te ne curi?


umiltà – II

Un vecchio trappista ha detto: «l'umiltà è condividere i giudizi di Dio»...


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, La Trinità (Trono di Grazia), 1577, Madrid, Prado

venerdì 15 novembre 2013

Vita manifestata est, et vidimus, et testamur (I Ioh 1, 2)

Il verbo tedesco wissen (= sapere) ha la stessa radice dell'italiano vedere
Morfologicamente ha una forma passata, ma ha un significato presente: «ho visto, quindi so».

lunedì 11 novembre 2013

Jugum meum suave est, et onus meum leve (Mt 11, 30)



Alla figura dell'Atlante stoico del mondo antico, che porta il mondo sulle spalle, un miniatore del monastero di San Gallo ha sostuito quella dell'evangelista che porta la Buona Novella: il suo significato si è fatto uomo. 

venerdì 8 novembre 2013

De quel prix est le monde auprès de la vie ? et de quel prix est la vie, sinon pour la donner ? 

Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per essere data?

Paul Claudel, L'annonce faite à Marie. (It.: L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati), IV, V 

giovedì 7 novembre 2013

Est-ce que le but de la vie est de vivre? est-ce que les pieds des enfants de Dieu seront attachés à cette terre misérable?
Il n'est pas de vivre, mais de mourir, et non point de charpenter la croix mais d'y monter, et de donner ce que nous avons en riant! 


Forse che fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con fermi piedi su questa miserabile terra?
Non vivere, ma morire, e non digrossar la croce ma salirvi e dare in letizia ciò che abbiamo.


Paul Claudel, L'annonce faite à Marie. (It.: L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati), IV, V 

giovedì 24 ottobre 2013

il punto indicato (Lc 6,8) – II

La sainteté n'est pas d'aller se faire lapider chez les Turcs ou de baiser un lépreux sur la bouche. 
Mais de faire le commandement de Dieu aussitôt, 
Qu'il soit 
De rester à notre place, ou de monter plus haut

Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca, ma fare la volontà di Dio con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più alto.

Paul Claudel, L'annonce faite à Marie, (L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati)

mercoledì 16 ottobre 2013

16 ottobre: san Gallo – I



Dilecte Deo, Galle, perenni!

 Hominibusque et coetibus angelorum
 Qui Jesu Christi oboediens arduae suasioni

 Praedia patris, gremium matris,
 Coniugis curam, ludicra nati

 Sprevisti pauperem pauper dominum sequens
 Et crucem gaudiis praetulisti lubicris.
 Sed Christus pretio centuplicato

 Haec compensat, ut dies iste testatur.
 Dum tibi nos omnes filios dulci subdit affectu

 Sueviamque suavem patriam tibi, Galle, donavit,
 Nec non et iudicem in caelis apostolorum choro iunctum te fecit sedere.

 Te nunc suppliciter precamur, 
ut nobis Jesum Christum, Galle, postules favere
 Et locum corporis eius pace repleas

 Ac tuos supplices crebra preces subleves,
 Ut tibi debitam honorificentiam
 Laetabundi semper mereamur solvere.

 O GALLE, DEO DILECTE!».

Notker Balbulus, monaco a San Gallo, † 912


Libera traduzione: 

Gallo, amato da Dio, dagli uomini e dagli angeli,
che obbedendo all’arduo consiglio di Gesù Cristo hai rinunciato ai beni paterni, agli affetti di una madre, alla cura di una moglie, ai giochi dei figli,
per seguire, povero, il Signore povero, preferendo la croce ai giochi vani.
Ma di tutto questo Cristo ti ricompensa con il centuplo come attesta questo giorno: ti ha dato l’affetto di noi, tuoi figli, ti ha donato la dolce Svevia come patria, ti ha fatto sedere come giudice nel coro degli apostoli.
Ora ti supplichiamo di intercedere per noi presso Gesù Cristo,
e di riempire di pace il luogo ove riposi,
cosicché noi, “lietabondi” [un neologismo inventato da Notker], possiamo continuare a prestarti gli onori a te dovuti 


 piatto di legatura del Cod. Sang. 53

sabato 12 ottobre 2013

gratutudine – III

Infine, anche se i fratelli arrivano a dare la vita per i fratelli, il sangue di un martire non viene sparso per la remissione dei peccati dei fratelli, cosa che invece [Cristo] ha fatto per noi. 
E con questo ci ha dato non un esempio da imitare, ma un dono di cui essergli grati.

Dai Trattati su Giovanni di sant'Agostino


Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone

venerdì 11 ottobre 2013

non voglio vivere inutilmente! (don Luigi Giussani) – I

Quaerens me, sedisti lassus, 
redemisti Crucem passus: 
tantum labor non sit cassus! 

Per cercarmi sedesti stanco, 
mi hai redento con la Passione sulla croce: 
che tanta fatica non sia vana! 
dal Dies irae, XIII sec.















Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con due donatori (ca. 1580), Parigi, Museo del Louvre

giovedì 10 ottobre 2013

non dormitabit neque dormiet qui custodit Israël (Sal 120 [121], 4)

«E anni dopo posso dire che il Signore mi ha guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire quotidianamente la sua presenza. E’ stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. 

(Ultima Udienza Generale di Benedetto XVI - Catechesi del Santo Padre, mercoledì 27 febbraio 2013) 



lunedì 7 ottobre 2013

7 ottobre: Beata Vergine Maria del Rosario (anniversario della battaglia di Lepanto del 7.10.1571)

Lorenzo Lotto (1480-1556/57), Madonna del Rosario (1539), Cingoli (MC), Chiesa di san Domenico

Alziamo i nostri occhi al cielo,
non dimentichiamo la sua clemenza.
Imploriamola con sicurezza e poniamo la nostra fiducia in lei...
Permettiamole di essere la nostra comune gioia,
la nostra comune gloria,
la nostra comune speranza,
la nostra comune consolazione,
la nostra comune riconciliazione,
ed il nostro rifugio comune.
Se siamo tristi, voliamo a lei, affinché possa rallegrarci.
Se siamo scoraggiati, voliamo a lei, affinché possa riempirci di gioia.
Se siamo disperati, voliamo a lei, affinché possa risollevarci.
Se siamo inquieti, voliamo a lei, affinché possa consolarci.
Se siamo perseguitati, voliamo a lei, affinché possa proteggerci. 
Se siamo in disaccordo con suo Figlio,
voliamo a lei, affinché possa riconciliarci con lui. 
Permettiamole di essere la nostra custode in questa vita,
e la nostra protettrice nell’ora della morte.
Che ci protegga dal peccato sin d’ora,
e, più tardi, ci presenti al suo amatissimo Figlio!

          Beato Aelredo di Rielvaux OCist (1109/10-1166/67), Sermone 45

venerdì 4 ottobre 2013

4 ottobre: san Francesco di Assisi


Altissimo, onnipotente, bon Signore,
tue so' le laude, la gloria et l'honore
et onne benedictione.

A te solo, Altissimo, se konfanno
et nullo homo ene digno te mentovare.

Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messer lo frate sole,
lo qual è iorno; et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l'hai formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale alle tue creature dai sustentamento.

Laudato si', mi' Signore, per sora acqua,
la quale è molto utile
et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi' Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte;
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.

Laudato si', mi' Signore,
per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengon infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke le sosterranno in pace
ka da te, Altissimo, saranno incoronati.

Laudato si', mi' Signore,
per sora nostra morte corporale,
da la quale nullo uomo vivente pò skappare.

Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda nol farà male.

Laudate et benedicete mi' Signore et rengratiate
et servitelo cum grande humilitate.

San Francesco, Cantico delle creature

Dal codice 338 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi con qualche minimo adattamento e la divisione in strofe 


Giotto, San Francwsco predica agli uccelli (ca. 1295-1299), Assisi, Basilica superiore

giovedì 3 ottobre 2013

Signore, donami il senso dell'umorismo!

Donami una buona digestione, Signore,
e anche qualcosa da digerire! 
Ma come o quando qualcosa debba capitare,
Lo lascio decidere a te, Te, che lo sai meglio. 


Donami la salute del corpo, 
e fammelo anche mantenere al meglio. 
E anche un cuore che non sia infastidito
qualunque sia ciò che devo fare.

Dammi un'anima sana, Signore,
che abbia negli occhi ciò che è buono e puro, 
che non si scandalizzi dei propri peccati, 
ma trovi il modo di rimettere a posto le cose. 

Dammi un'anima che non sia ripiegata su di sè, 
che non si autocommiseri, non si lamenti né piagnucoli. 
Fa' che non abbia un’eccessiva autostima, 
né un esagerato amor proprio.

Signore, donami il senso dell'umorismo, 
concedimi la grazia di stare agli scherzi, 
così da avere un po' di allegria nella vita, 
e di renderne partecipi gli altri. 

Give me a good digestion, Lord,
And also something to digest; 
But when or how that something comes 
I leave to Thee, Who knowest best. 

Give me a healthy body, Lord; 
Give me the sense to keep it so; 
Also a heart thatvis not bored 
Whatever work I have to do. 

Give me a healthy mind, good Lord, 
That finds the good that dodges sight, 
And, seeing sin, is not appalled, 
But seeks a way to put it right. 

Give me a point of view, good Lord; 
Let me know what it is, and why; 
Don’t let me worry over much 
About the thing that’s known as ‘I’; 

Give me a sense of humour, Lord; 
Give me the power to see a joke, 
To get some happiness from life, 
And pass it on to other folk.
Thomas Henry Basil Webb (1898–1917)

L'autore morí  in combattimento nel corso della 1ª guerra mondiale. A dodici anni compose questa preghiera ("Chester Cathedral Refectory Prayer"), spesso erroneamente attribuita a San Tommaso Moro.


mercoledì 2 ottobre 2013

1º ottobre: santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo

«Teresa [...] ci ha consegnato una originale autobiografia che è la storia della sua anima. Da essa traspare come la sua sia stata un'esistenza nella quale Dio ha offerto un preciso messaggio al mondo, indicando una via evangelica, la "piccola via", che tutti possono percorrere, perché tutti sono chiamati alla santità». 

papa Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Divini Amoris scientia 



lunedì 30 settembre 2013

et ducam cæcos in viam quam nesciunt, et in semitis quas ignoraverunt ambulare eos faciam (Is 42,16)

«Dio [...] viene visto da coloro che lo possono vedere, cioè da quelli che hanno gli occhi.
Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole. 
Tuttavia per il fatto che i ciechi non vedono, non si può concludere che la luce del sole non brilla». 
san Teofilo di Antiochia, dal Libro ad Autolico

venerdì 27 settembre 2013

spes autem non confundit (Rm 5,5)

«Ma la speranza è un’altra cosa, non è ottimismo. 
La speranza è un dono, è un regalo dello Spirito Santo e per questo Paolo dirà: ‘Mai delude’. 
La speranza mai delude, perché? 
Perché è un dono che ci ha dato lo Spirito Santo. 
Ma Paolo ci dice che la speranza ha un nome. 
La speranza è Gesù. 
Non possiamo dire: 'Io ho speranza nella vita, ho speranza in Dio', no: se tu non dici: 'Ho speranza in Gesù, in Gesù Cristo, Persona viva, che adesso viene nell’Eucaristia, che è presente nella sua Parola', quella non è speranza. 
E’ buon umore, ottimismo». 
Messa mattutina celebrata da Papa Francesco nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 9 settembre 2013

il punto indicato (Lc 6,8) – I

«...ma quella via, 
Su cui ci pose il ciel, correrla intera 
Convien, qual ch'ella sia, fino all'estremo.» 

Alessandro Manzoni, Adelchi IV,1

giovedì 26 settembre 2013

«Perché temi di perdere ciò che ha saputo trovarti? 
Penitenza non è dolore. 
È amore».

Oscar V. Milosz, Miguel Mañara, Quarto quadro

mercoledì 25 settembre 2013

...nihil habentes, et omnia possidentes (2 Cor 6,12)

«Povertate è nulla avere — e nulla cosa poi volere;
ed omne cosa possedere — en spirito de libertate.»
Jacopone da Todi  (ca. 1233–1306)

martedì 24 settembre 2013

redde mihi lætitiam salutaris tui (Sal 50 [51], 14)*

«Dio Padre onnipotente, 
che ci dai la grazia di celebrare 
il mistero della risurrezione del tuo Figlio, 
concedi a noi di testimoniare con la vita 
la gioia di essere salvati».
Colletta del martedì della IVª settimana di Pasqua 
* Rendimi la gioia di essere salvato  

lunedì 23 settembre 2013

Utinam me quoque, suum sérvulum, dignarétur de somno inértiæ excitáre!

«Volesse il cielo che il Signore si degnasse di scuotere anche me, meschino suo servo, dal sonno della mia mediocrità e accendermi talmente della sua divina carità da farmi divampare del suo amore sin sopra le stelle, sicché ardessi dal desiderio di amarlo sempre più, né mai più in me questo fuoco si estinguesse! 
Volesse il cielo che i miei meriti fossero così grandi che la mia lucerna risplendesse continuamente di notte nel tempio del mio Dio, sì da poter illuminare tutti quelli che entrano nella casa del mio Signore! 
O Dio Padre, ti prego nel nome del tuo Figlio Gesù Cristo, donami quella carità che non viene mai meno, perché la mia lucerna si mantenga sempre accesa, né mai si estingua; arda per me, brilli per gli altri».

san Colombano, abate (ca. 540-615), Istr. sulla compunzione, 12, 2-3


domenica 22 settembre 2013

Tu le sais, ô mon Dieu ! pour t'aimer sur la terre je n'airienqu'aujourd'hui! ! ..

«Tu lo sai, o mio Dio, 
per amarti in terra 
non ho che oggi!»

santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Mon chant d'aujourd'hui, 1º giugno 1894

sabato 21 settembre 2013

21 settembre: san Matteo evangelista -

Gesù vide Matteo al banco delle imposte.
Gli disse: «Seguimi».
Ed egli si alzò e lo seguì.
 

cfr. Mt 9,9 



Gesù lo guardò con sentimento di misericordia e lo scelse  – miserando atque eligendo 
cfr. San Beda il Venerabile, omelia 21



sabato 14 settembre 2013

troppo perde il tempo...

«Sarebbe tempo perso quello in cui non avessimo vissuto come uomini, fatto esperienza, imparato, costruito, goduto e sofferto.
Perso è il tempo incompiuto, vuoto. 
Certamente non lo sono stati gli anni scorsi».

Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) 



gratitudine – II

«Gratias tibi ago, 
dulcissime Deus, 
quod hodie et in omnibus horis sociasti desiderium meum»

«Ti rendo grazie, 
o Dio dolcissimo, 
perché oggi ed in ogni ora ti sei associato al mio desiderio» 
trovato in un manoscritto del XV secolo

venerdì 13 settembre 2013

gratitudine – I

«O cor, non essere engrato — tanto ben che Dio t’ha dato!
vive sempre ennamorato — con la vita angelicata».
Jacopone da Todi  (ca. 1233—1306)

giovedì 12 settembre 2013

The most incredible thing...

«The most incredible thing about miracles is that they happen»
G. K. Chesterton, The Blue Cross, in: “The Innocence of Father Brown.” 


«La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono» 
G. K. Chesterton, La croce azzurra, in: "L'innocenza di padre Brown"

sabato 7 settembre 2013

...qui amat non laborat

«Quando si ama, non ci si sottrae allo sforzo. 
Sapete infatti che chi ama non sente fatica, mentre anche la minima fatica è pesante per chi non ama. 
Se tante fatiche impone la cupidigia agli avari, la carità non dovrà esigere da noi alcuna fatica?»

Sant'Agostino, Trattati su Giovanni, XLVIII

sabato 31 agosto 2013

"Voi siete nel numero delle vergini folli [...]  o delle vergini sagge; nel primo caso la comunità vi è necessaria, nel secondo è la comunità che ha bisogno di voi"

san Bernardo di Chiaravalle, Epistola 115 


domenica 25 agosto 2013

...Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno (Fil 1, 21)

«Credo che coloro i quali gustano la croce di Cristo nostro Signore, si riposino giungendo a queste tribolazioni e muoiano quando da esse fuggano o se ne trovino fuori. 
È peggio della morte vivere, lasciando il Cristo, dopo averLo conosciuto, per seguire le proprie opinioni o inclinazioni!»

San Francesco Saverio ai compagni residenti in Roma (Goa, 29 settembre 1542) 



mercoledì 21 agosto 2013

la morte di Cristo e la fede

«F. M. Dostoevskij, nella sua opera L’Idiota, fa dire al protagonista, il principe Myskin, alla vista del dipinto di Cristo morto nel sepolcro, opera di Hans Holbein il Giovane: 
"Quel quadro potrebbe anche far perdere la fede a qualcuno".
Il dipinto rappresenta infatti, in modo molto crudo, gli effetti distruttivi della morte sul corpo di Cristo. 
E tuttavia, è proprio nella contemplazione della morte di Gesù che la fede si rafforza e riceve una luce sfolgorante, quando essa si rivela come fede nel suo amore incrollabile per noi, che è capace di entrare nella morte per salvarci. 
In questo amore, che non si è sottratto alla morte per manifestare quanto mi ama, è possibile credere; la sua totalità vince ogni sospetto e ci permette di affidarci pienamente a Cristo».
Papa  Francesco, Lumen Fidei, I, 16

 
Hans Holbein il Giovane, Cristo morto nel sepolcro, 1521 (l'originale è a Basilea, una pregevole copia alla Biblioteca abbaziale di San Gallo)

giovedì 15 agosto 2013

15 agosto: Assunzione della Beata Vergine Maria - Come Io ho amato voi (III)



«La Madonna ci insegna ad aprirci all’azione di Dio, per guardare gli altri come li guarda Lui: a partire dal cuore. E a guardarli con misericordia, con amore, con tenerezza infinita».
Benedetto XVI, Atto di venerazione all’Immacolata a Piazza di Spagna, 8 dicembre 2009

giovedì 1 agosto 2013

1 agosto: sant'Alfonso Maria de' Liguori, autore di "Tu scendi dallestelle"

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo,
e vieni d'una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato !
Ah, quanto ti costò l'avermi amato!

A te che sei del mondo 
il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m'innamora,
Giacche ti fece, amor, povero ancora.



Caravaggio, Natività con i santi Francesco e Lorenzo (rubato nel 1969)

lunedì 29 luglio 2013

29 luglio: santa Marta di Betania

Marta disse a Gesù:"Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 
Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà"
Gv 11, 21-22

Jan Vermeer, Cristo in casa di Marta e Maria (ca. 1655), National Gallery of Scotland, Edimburgo

sabato 27 luglio 2013

chi ascolta voi ascolta Me (Lc 10, 16)


1) il copista porge il suo lavoro  (il blocco di pergamena, bianco: non ancora rilegato) all'abate:


2) l'abate porge il manoscritto, che nel frattempo è stato rilegato, a san Pirmino (ca. 670 - 753), fondatore del monastero:


3) in Paradiso san Pirmino porge il manoscritto a san Pietro  (si direbbe proprio che gli bacia l'anello!):

 

4) infine san Pietro porge l'opera a Gesù:


Sciaffusa, tesoro della cattedrale, Cod. U 1, X sec. (ultimo quarto)

giovedì 25 luglio 2013

25 luglio: san Giacomo il Maggiore

E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli:"Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo". Egli disse loro:"Cosa volete che io faccia per voi?". Gli risposero: "Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra". Gesù disse loro:"Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?". Gli risposero:"Lo possiamo". E Gesù disse:"Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato". All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. 
Mc 10, 35-41 

Notate come tutti gli apostoli siano ancora imperfetti, sia i due che vogliono innalzarsi sopra i dieci, sia gli altri che hanno invidia di loro. Ma, come ho già detto, osservateli più tardi, e li vedrete esenti da tutte queste miserie. 
Giovanni stesso, che ora si fa avanti anche lui per ambizione, cederà in ogni circostanza il primato a Pietro, sia nella predicazione, sia nel compiere miracoli, come appare dagli Atti degli Apostoli. 
Giacomo, invece, non visse molto tempo dopo questi avvenimenti. Dopo la Pentecoste infatti sarà tale il suo fervore che, lasciato da parte ogni interesse terreno, perverrà ad una virtù così elevata da essere ritenuto maturo di ricevere subito il martirio.
san Giovanni Crisostomo, Omelie sul vangelo di Matteo, Om. 6

martedì 23 luglio 2013

22 luglio: santa Maria Maddalena

«...ti conosco in modo del tutto speciale!»

Le disse Gesù:"Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse:"Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse:"Maria!". Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico:"Rabbunì!", che significa: Maestro!
Gv 20, 15-16 

«Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Le viene chiesta la causa del dolore, perché il desiderio cresca, e chiamando per nome colui che cerca, s’infiammi di più nell’amore di lui.
«Gesù le disse: Maria!». Dopo che l’ha chiamata con l’appellativo generico del sesso senza essere riconosciuto, la chiama per nome come se volesse dire: "Riconosci colui dal quale sei riconosciuta! Io ti conosco non come si conosce una persona qualunque, ma in modo del tutto speciale".
san Gregorio Magno, «Omelie sui vangeli» 





lunedì 22 luglio 2013

"Come io ho amato voi" — II

«...Qui si potevano amare le creature quasi come le amava Dio stesso, conoscendo il peggio di loro»

Graham Greene, The Heart of the Matter (it.: Il nocciolo della questione, Milano, Mondadori 1952)