...se non è vera, è ben trovata!
Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.
sant'Agostino, Discorso 141
giovedì 27 febbraio 2014
lunedì 24 febbraio 2014
«Lasciati guardare dal Signore!» Papa Francesco, Veglia di Pentecoste, 18 maggio 2013
Dopo aver preso [Gesù] lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro.
Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui».
Ma egli negò dicendo: «Donna, non lo conosco!».
Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No, non lo sono!».
Passata circa un'ora, un altro insisteva: «In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo».
Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici».
E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito, pianse amaramente.
Lc 22, 54-62
Pietro negò per la prima volta, e non pianse, perché il Signore non lo guardava.
Negò una seconda volta, e non pianse, perché, ancora, il Signore non lo guardava.
Negò per la terza volta, Gesù lo guardò, e pianse amaramente.
Guardaci, Signore Gesù, affinché possiamo piangere il nostro peccato e lavare il delitto!
Questo episodio mostra che anche la caduta dei santi è utile: il rinnegamento di Pietro non mi nocque per nulla, invece mi giovò il suo pentimento.
sant'Ambrogio di Milano, Esposizione del Vangelo secondo Luca, X, 89
domenica 16 febbraio 2014
"real life"
Il diavolo Screwtape (traduzione italiana: Berlicche) scrive al nipote Wormwood (traduzione italiana: Malacoda)
«Your business is to fix his attention on the stream. Teach him to call it "real life" and don't let him ask what he means by "real".
«Your business is to fix his attention on the stream. Teach him to call it "real life" and don't let him ask what he means by "real".
[…]
Thanks to processes which
we set at work in them centuries ago, they find it all but impossible to
believe in the unfamiliar while the familiar is before their eyes. Keep
pressing home on him the ordinariness of things. Above all, do not attempt to
use science (I mean, the real sciences) as a defence against Christianity. They
will positively encourage him to think about realities he can't touch and see.
There have been sad cases among the modern physicists. If he must dabble in
science, keep him on economics and sociology; don't let him get away from that
invaluable "real life"».
«Il tuo lavoro dev'essere quello di fissar la sua attenzione su questa corrente. Insegnagli a chiamarla "la realtà della vita", senza permettere che si chieda che cosa intende dire quando dice "realtà".
[…]
Grazie a quei procedimenti che abbiamo cominciato a far operare in loro secoli fa, per loro è ormai quasi impossibile credere a ciò che non è ordinario, mentre ciò che è ordinario gli sta davanti agli occhi. Continua a battere il chiodo della ORDINARIETA' delle cose. Soprattutto guardati bene dal fare il tentativo di usar della scienza (voglio dire delle vere scienze) come di una difesa contro il Cristianesimo. Quelle scienze altro non potrebbero fare che incoraggiarlo a pensare alle realtà che non può toccare né vedere. Sono avvenuti tristi casi fra i moderni studiosi di fisica. Se deve guazzar nella scienza, mantienilo nell'economia e nella sociologia; non permettere che s'allontani da quell'impagabile “realtà della vita”».
C. S. Lewis, The Screwtape Letters (it.: Le lettere di Berlicche, a cura di Alberto Castelli)
martedì 7 gennaio 2014
6 gennaio: Epifania del Signore
...Nec nox vacat novi
sideris luce
...né alla notte manca
la luce di una nuova stella
Notker Balbulus, monaco a San Gallo, † 912
domenica 22 dicembre 2013
magnificare: magnum facere (= far grande) – II
«Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore» [Lc 1, 46].
Dice: «il Signore mi ha innalzato con un dono così grande e così inaudito che non è possibile esprimerlo con nessun linguaggio:
a stento lo può comprendere il cuore nel profondo.
Levo quindi un inno di ringraziamento con tutte le forze della mia anima e mi do,
con tutto quello che vivo e sento e comprendo,
alla contemplazione della grandezza senza fine di Dio [...]».
[...]
Solo quell’anima a cui il Signore si è degnato di fare grandi cose può magnificarlo con lode degna
ed esortare quanti sono partecipi della medesima promessa e del medesimo disegno di salvezza:
Magnificate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome [cfr. Sal 33, 4].
Magnificate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome [cfr. Sal 33, 4].
Dal Commento su san Luca di san Beda il Venerabile
Jacopo Carucci detto il Pontormo, Visitazione (olio su tavola, 1537), Carmignano, Pieve di San Michele
sabato 21 dicembre 2013
magnificare: magnum facere (= far grande) – I
sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio.
Se c'è una sola madre di Cristo secondo la carne,
secondo la fede, invece, Cristo è il frutto di tutti,
poiché ogni anima riceve il Verbo di Dio
[...]
Magnificate il Signore con me [cfr. Sal 33, 4];
il Signore è magnificato non perché la parola umana possa aggiungere qualcosa alla grandezza del Signore,
ma perché egli viene magnificato in noi.
Cristo è l'immagine di Dio:
perciò l'anima che compie opere giuste e pie magnifica l'immagine di Dio a somiglianza della quale è stata creata»
il Signore è magnificato non perché la parola umana possa aggiungere qualcosa alla grandezza del Signore,
ma perché egli viene magnificato in noi.
Cristo è l'immagine di Dio:
perciò l'anima che compie opere giuste e pie magnifica l'immagine di Dio a somiglianza della quale è stata creata»
Dal Commento su san Luca di sant'Ambrogio
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Visitazione
lunedì 16 dicembre 2013
tunc saliet sicut cervus claudus!
...Dite agli smarriti di cuore:
"Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi".
Allora lo zoppo salterà come un cervo...
Is 35, 4.6
venerdì 6 dicembre 2013
ragionevolezza – I
"È già una fortuna non piccola e non occasionale – che ci viene dalla nostra professione di fede – quella di conoscere il senso di alcune piccole consuetudini e di alcune circostanze occasionali. Per esempio, tutti mangiamo il panettone a Natale, ma solo i credenti sanno perché lo mangiano.
Non è che il loro panettone sia necessariamente più buono di quello dei non credenti: è semplicemente più ragionevole".
Non è che il loro panettone sia necessariamente più buono di quello dei non credenti: è semplicemente più ragionevole".
Card. Giacomo Biffi (1928-2015)
giovedì 5 dicembre 2013
mercoledì 4 dicembre 2013
martedì 3 dicembre 2013
signatum est super nos lumen vultus tui, Domine (Sal 4, 7)*
«Nella prima venuta [il Signore] venne nella debolezza della carne, in questa intermedia viene nella potenza dello Spirito, nell'ultima verrà nella maestà della gloria.
[...]
Questa sua venuta intermedia farà in modo che «come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, così porteremo l'immagine dell'uomo celeste» (1 Cor 15, 49)»
san Bernardo di Chiaravalle, Discorso 5 sull'Avvento
* Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
lunedì 2 dicembre 2013
alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina (Lc21, 28) - I
Il labirinto è un po' l'immagine del cammino della vita, spesso contorta e che sembra farci tornare indietro invece di condurci alla meta.
Quello "cristiano" però, a volte rappresentato nelle cattedrali (nell'immagine il pavimento della cattedrale di Chartres), porta sempre alla meta: per quanto contorta possa essere la strada, essa è una sola, non è possibile sbagliare.
Quello "cristiano" però, a volte rappresentato nelle cattedrali (nell'immagine il pavimento della cattedrale di Chartres), porta sempre alla meta: per quanto contorta possa essere la strada, essa è una sola, non è possibile sbagliare.
domenica 1 dicembre 2013
Avvento: "ti porterò io a salvezza, non temere!"
Rorate coeli desuper
et nubes pluant iustum
Ne irascaris Domine,
ne ultra memineris iniquitatis;
ecce civitas Sancti facta est deserta,
Sion deserta facta est;
Jerusalem desolata est,
domus sanctificationis tuae et gloriae tuae,
ubi laudaverunt te Patres nostri.
Peccavimus, et facti sumus tamquam immundus nos,
et cecidimus quasi folium universi,
et iniquitates nostrae quasi ventus abstulerunt nos, abscondisti faciem tuam a nobis,
et allisisti nos in manu iniquitatis nostrae.
Vide Domine afflictionem populi tui
et mitte quem missurus es;
emitte Agnum dominatorem Terrae;
et petra deserti ad montem filiae Sion;
ut auferat ipse jugum captivitatis nostrae.
Consolamini, consolamini, popule meus
cito veniet salus tua;
quare moerore consumeris,
quia innovavit te dolor?
Salvabo te, noli timere;
ego enim sum Dominus Deus tuus, sanctus Israel Redemptor tuus.
et nubes pluant iustum
Ne irascaris Domine,
ne ultra memineris iniquitatis;
ecce civitas Sancti facta est deserta,
Sion deserta facta est;
Jerusalem desolata est,
domus sanctificationis tuae et gloriae tuae,
ubi laudaverunt te Patres nostri.
Peccavimus, et facti sumus tamquam immundus nos,
et cecidimus quasi folium universi,
et iniquitates nostrae quasi ventus abstulerunt nos, abscondisti faciem tuam a nobis,
et allisisti nos in manu iniquitatis nostrae.
Vide Domine afflictionem populi tui
et mitte quem missurus es;
emitte Agnum dominatorem Terrae;
et petra deserti ad montem filiae Sion;
ut auferat ipse jugum captivitatis nostrae.
Consolamini, consolamini, popule meus
cito veniet salus tua;
quare moerore consumeris,
quia innovavit te dolor?
Salvabo te, noli timere;
ego enim sum Dominus Deus tuus, sanctus Israel Redemptor tuus.
Come rugiada scenda dal cielo, dall’alto venga chi ci renda giustizia.
Non adirarti Signore, non soffermarti sulla nostra inettitudine. Ecco
io sono come una città desolata, vuota è questa mia vita; come
abbandonato io mi sento, questa creatura fatta per un destino di
gioia perfetta e di amore, sì che ogni genio ne ha tratto motivo di lode
a te. Abbiamo ceduto al male, ci siamo complicati, siamo crollati
come vento vorticoso, ci hai inariditi abandonandoci alle nostre
miserie. Guarda, o Signore, l’angoscia del tuo popolo, manda colui
che ci fai così aspettare. Mandaci quell’essere dolce e forte come
dominatore, dalla bruma dell’orizzonte fallo comparire aglio occhi
ansiosi di questo mio e tuo essere, perché ci liberi lui dalla prigionia.
(Tu, o Signore, mi dici): confortati, confortati, o mio popolo,
improvvisa verrà la tua salvezza. Perché ti struggi di amarezza, per
il dolore che ti penetra? Ti porterò io a salvezza, non temere; sono
infatti il tuo Signore, il tuo Creatore, l’Ideale tuo, il tuo Redentore.
(Traduzione di Luigi Giussani)
(Traduzione di Luigi Giussani)
giovedì 28 novembre 2013
9 MADELEINE
L'oiseau de sa voix pure
Chante votre grandeur
Le ruisseau qui murmure
Vous donne sa fraîcheur.
Le lys de la vallée
Vous offre avec bonheur
Sa corolle embaumée
Son parfum, sa blancheur.
10 JÉSUS
Salomon dans sa gloire
Etait moins bien paré
Sur son trône d'ivoire
Que le lys embaumé*,
Les simples pâquerettes
Surpassent le grand roi
Et toutes ces fleurettes
Ne brillent que pour toi.
MADDALENA
L'uccello con voce pura
Canta la vostra grandezza.
Il ruscello che mormora
vi dona la sua freschezza.
Il giglio della valle
vi offre con gioia
La sua corolla profumata,
il suo profumo, il suo candore.
GESÙ
Salomone nella sua gloria
sul sui trono di avorio
non vestiva
come il giglio profumato.*
Le semplici margheritine
sorpassano il gran re.
E questi fiorellini
non brillan che per te.
* cfr. Mt 6, 28-29; Lc 12, 27
santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Jésus à Béthanie (Gesù a Betania, recréation pieuse nº 4)
venerdì 22 novembre 2013
giovedì 21 novembre 2013
il punto indicato (Lc 6,8) – III
«...mon coeur est joyeux comme le nid qui se souvient et comme la terre qui espère sous la neige.
A cause que je sais que toutes choses sont où elles doivent être et vont où elles doivent aller:
au lieu assigné par une sagesse qui (le Ciel en soit loué!) n'est pas la nôtre».
au lieu assigné par une sagesse qui (le Ciel en soit loué!) n'est pas la nôtre».
«... il mio cuore è gioioso come il nido che ricorda e come la terra che spera sotto la neve.
Perché so che tutto è dove deve essere e va dove deve andare:
al luogo assegnato da una sapienza che (il Cielo ne sia lodato!) non è la nostra».
Oscar V. Milosz, Miguel Mañara, VI (traduzione italiana di Mimmi Cassola)
martedì 19 novembre 2013
quid est homo, quod memor es ejus? aut filius hominis, quoniam visitas eum? {Sal 8,5; cfr. Sal 143 [144],3} I*
dal vocabolario Zingarelli
la creazione dell'uomo, Portale Reale della cattedrale di Chartres (XIII sec.)
* che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,il figlio dell'uomo, perché te ne curi?
umiltà – II
Un vecchio trappista ha detto: «l'umiltà è condividere i giudizi di Dio»...
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, La Trinità (Trono di Grazia), 1577, Madrid, Prado
lunedì 18 novembre 2013
venerdì 15 novembre 2013
Vita manifestata est, et vidimus, et testamur (I Ioh 1, 2)
Il verbo tedesco wissen (= sapere) ha la stessa radice dell'italiano vedere.
Morfologicamente ha una forma passata, ma ha un significato presente: «ho visto, quindi so».
lunedì 11 novembre 2013
Jugum meum suave est, et onus meum leve (Mt 11, 30)
Alla figura dell'Atlante stoico del mondo antico, che porta il mondo sulle spalle, un miniatore del monastero di San Gallo ha sostuito quella dell'evangelista che porta la Buona Novella: il suo significato si è fatto uomo.
venerdì 8 novembre 2013
giovedì 7 novembre 2013
Est-ce que le but de la vie est de vivre? est-ce que les pieds des enfants de Dieu seront attachés à cette terre misérable?
Il n'est pas de vivre, mais de mourir, et non point de charpenter la croix mais d'y monter, et de donner ce que nous avons en riant!
Forse che fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con fermi piedi su questa miserabile terra?
Non vivere, ma morire, e non digrossar la croce ma salirvi e dare in letizia ciò che abbiamo.
Il n'est pas de vivre, mais de mourir, et non point de charpenter la croix mais d'y monter, et de donner ce que nous avons en riant!
Forse che fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con fermi piedi su questa miserabile terra?
Non vivere, ma morire, e non digrossar la croce ma salirvi e dare in letizia ciò che abbiamo.
Paul Claudel, L'annonce faite à Marie. (It.: L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati), IV, V
giovedì 24 ottobre 2013
il punto indicato (Lc 6,8) – II
La sainteté n'est pas d'aller se faire lapider chez les Turcs ou de baiser un lépreux sur la bouche.
Mais de faire le commandement de Dieu aussitôt,
Qu'il soit
De rester à notre place, ou de monter plus haut
Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca, ma fare la volontà di Dio con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più alto.
Paul Claudel, L'annonce faite à Marie, (L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati)
mercoledì 16 ottobre 2013
16 ottobre: san Gallo – I
Dilecte Deo, Galle,
perenni!
Hominibusque
et coetibus angelorum
Qui
Jesu Christi oboediens arduae suasioni
Praedia patris, gremium matris,
Coniugis curam, ludicra nati
Sprevisti pauperem pauper dominum sequens
Et
crucem gaudiis praetulisti lubicris.
Sed Christus pretio centuplicato
Haec compensat, ut dies iste testatur.
Dum tibi nos omnes filios dulci subdit affectu
Sueviamque
suavem patriam tibi, Galle, donavit,
Nec non et iudicem in caelis apostolorum choro
iunctum te fecit sedere.
Te
nunc suppliciter precamur,
ut nobis Jesum Christum, Galle, postules favere
ut nobis Jesum Christum, Galle, postules favere
Et locum corporis eius pace repleas
Ac tuos supplices crebra preces subleves,
Ut tibi debitam honorificentiam
Laetabundi semper mereamur solvere.
O GALLE, DEO DILECTE!».
Notker Balbulus, monaco a San Gallo, † 912
Libera traduzione:
Gallo,
amato da Dio, dagli uomini e dagli angeli,
che
obbedendo all’arduo consiglio di Gesù Cristo hai rinunciato ai beni paterni,
agli affetti di una madre, alla cura di una moglie, ai giochi dei figli,
per
seguire, povero, il Signore povero, preferendo la croce ai giochi vani.
Ma
di tutto questo Cristo ti ricompensa con il centuplo come attesta questo
giorno: ti ha dato l’affetto di noi, tuoi figli, ti ha donato la dolce Svevia
come patria, ti ha fatto sedere come giudice nel coro degli apostoli.
Ora
ti supplichiamo di intercedere per noi presso Gesù Cristo,
e
di riempire di pace il luogo ove riposi,
cosicché noi, “lietabondi” [un neologismo inventato da Notker], possiamo continuare a prestarti gli onori
a te dovuti
piatto di legatura del Cod. Sang. 53
sabato 12 ottobre 2013
gratutudine – III
Infine, anche se i fratelli arrivano a dare la vita per i fratelli, il sangue di un martire non viene sparso per la remissione dei peccati dei fratelli, cosa che invece [Cristo] ha fatto per noi.
E con questo ci ha dato non un esempio da imitare, ma un dono di cui essergli grati.
Dai Trattati su Giovanni di sant'Agostino
Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone
venerdì 11 ottobre 2013
non voglio vivere inutilmente! (don Luigi Giussani) – I
Quaerens me, sedisti lassus,
redemisti Crucem passus:
tantum labor non sit cassus!
Per cercarmi sedesti stanco,
mi hai redento con la Passione sulla croce:
che tanta fatica non sia vana!
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con due donatori (ca. 1580), Parigi, Museo del Louvre
redemisti Crucem passus:
tantum labor non sit cassus!
Per cercarmi sedesti stanco,
mi hai redento con la Passione sulla croce:
che tanta fatica non sia vana!
dal Dies irae, XIII sec.
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con due donatori (ca. 1580), Parigi, Museo del Louvre
giovedì 10 ottobre 2013
non dormitabit neque dormiet qui custodit Israël (Sal 120 [121], 4)
«E anni dopo posso dire che il Signore mi ha guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire quotidianamente la sua presenza. E’ stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto.
(Ultima Udienza Generale di Benedetto XVI - Catechesi del Santo Padre, mercoledì 27 febbraio 2013)
lunedì 7 ottobre 2013
7 ottobre: Beata Vergine Maria del Rosario (anniversario della battaglia di Lepanto del 7.10.1571)
Lorenzo Lotto (1480-1556/57), Madonna del Rosario (1539), Cingoli (MC), Chiesa di san Domenico
Alziamo i nostri occhi al cielo,
non dimentichiamo la sua clemenza.
Imploriamola con sicurezza e poniamo la nostra fiducia in lei...
Permettiamole di essere la nostra comune gioia,
la nostra comune gloria,
la nostra comune speranza,
la nostra comune consolazione,
la nostra comune riconciliazione,
ed il nostro rifugio comune.
Se siamo tristi, voliamo a lei, affinché possa rallegrarci.
Se siamo scoraggiati, voliamo a lei, affinché possa riempirci di gioia.
Se siamo disperati, voliamo a lei, affinché possa risollevarci.
Se siamo inquieti, voliamo a lei, affinché possa consolarci.
Se siamo perseguitati, voliamo a lei, affinché possa proteggerci.
Se siamo in disaccordo con suo Figlio,
voliamo a lei, affinché possa riconciliarci con lui.
Permettiamole di essere la nostra custode in questa vita,
e la nostra protettrice nell’ora della morte.
Che ci protegga dal peccato sin d’ora,
e, più tardi, ci presenti al suo amatissimo Figlio!
Beato Aelredo di Rielvaux OCist (1109/10-1166/67), Sermone 45
venerdì 4 ottobre 2013
4 ottobre: san Francesco di Assisi
Altissimo, onnipotente, bon Signore,
tue so' le laude, la gloria et l'honore
et onne benedictione.
A te solo, Altissimo, se konfanno
et nullo homo ene digno te mentovare.
Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messer lo frate sole,
lo qual è iorno; et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l'hai formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale alle tue creature dai sustentamento.
Laudato si', mi' Signore, per sora acqua,
la quale è molto utile
et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi' Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte;
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
Laudato si', mi' Signore,
per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengon infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke le sosterranno in pace
ka da te, Altissimo, saranno incoronati.
Laudato si', mi' Signore,
per sora nostra morte corporale,
da la quale nullo uomo vivente pò skappare.
Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda nol farà male.
Laudate et benedicete mi' Signore et rengratiate
et servitelo cum grande humilitate.
San Francesco, Cantico delle creature
Dal codice 338 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi con qualche minimo adattamento e la divisione in strofe
giovedì 3 ottobre 2013
Signore, donami il senso dell'umorismo!
Donami una buona digestione, Signore,
e anche qualcosa da digerire!
Ma come o quando qualcosa debba capitare,
Lo lascio decidere a te, Te, che lo sai meglio.
Donami la salute del corpo,
Lo lascio decidere a te, Te, che lo sai meglio.
Donami la salute del corpo,
e fammelo anche mantenere al meglio.
E anche un cuore che non sia infastidito
qualunque sia ciò che devo fare.
E anche un cuore che non sia infastidito
qualunque sia ciò che devo fare.
Dammi un'anima sana, Signore,
che abbia negli occhi ciò che è buono e puro,
che non si scandalizzi dei propri peccati,
ma trovi il modo di rimettere a posto le cose.
Dammi un'anima che non sia ripiegata su di sè,
che non si autocommiseri, non si lamenti né piagnucoli.
Fa' che non abbia un’eccessiva autostima,
né un esagerato amor proprio.
Signore, donami il senso dell'umorismo,
concedimi la grazia di stare agli scherzi,
così da avere un po' di allegria nella vita,
e di renderne partecipi gli altri.
Give me a good digestion, Lord,
And also something to digest;
But when or how that something comes
I leave to Thee, Who knowest best.
Give me a healthy body, Lord;
Give me the sense to keep it so;
Also a heart thatvis not bored
Whatever work I have to do.
Give me a healthy mind, good Lord,
That finds the good that dodges sight,
And, seeing sin, is not appalled,
But seeks a way to put it right.
Give me a point of view, good Lord;
Let me know what it is, and why;
Don’t let me worry over much
About the thing that’s known as ‘I’;
Give me a sense of humour, Lord;
Give me the power to see a joke,
To get some happiness from life,
And pass it on to other folk.
Thomas Henry Basil Webb (1898–1917)
L'autore morí in combattimento nel corso della 1ª guerra mondiale. A dodici anni compose questa preghiera ("Chester Cathedral Refectory Prayer"), spesso erroneamente attribuita a San Tommaso Moro.




















