Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

giovedì 19 marzo 2015

19 marzo: San Giuseppe

Rappelle-toi que tu nommas ton père
L'humble Joseph qui par ordre du Ciel
Sans t'éveiller, sur le sein de ta mère
Sut t'arracher aux fureurs d'un mortel.
...... Verbe Dieu, souviens-toi de ce mystère étrange
Tu gardas le silence et fis parler un ange !
De ton lointain exil
Sur les rives du Nil
Rappelle-toi. 

Ricordati che hai chiamato tuo padre 
l'umile Giuseppe, che per ordine del Cielo, 
senza svegliarti, sul seno di tua madre, 
seppe strapparti alle furie di un mortale. 
…Verbo-Dio, ricordati di questo strano mistero: 
hai tenuto il silenzio e fatto parlare un angelo! 
Del tuo lontano esilio, 
sulle rive del Nilo, 
ricordati.

Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Jesus mon Bien-Aimé, rappelle-toi (Gesù mio amato, ricordati - PN 24)
poesia completa (in francese) http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php/pn-24 


Caravaggio, Il riposo durante la Fuga in Egitto (1595-96), Roma, galleria Doria Pamphilij

mercoledì 18 marzo 2015

non enim quod volo bonum hoc facio sed quod nolo malum hoc ago (Rm 7, 19)*

«Ne prendo il primo esempio che mi s'affaccia alla mente: [...] Robespierre.
Giudicato dalla posterità, [...] immediata e contemporanea, per null'altro che un mostro di crudeltà e d'ambizione, non si tardò a vedere che quel giudizio [...] era troppo semplice [...] che, nel mostro, c'era anche del mistero.
Non si potè non riconoscere in quell'uomo una persuasione, independente da ogni suo interesse esclusivo e individuale, della possibilità d'un novo, straordinario, e rapido perfezionamento e nella condizione e nello stato morale dell'umanità; e un ardore tanto vivo e ostinato a raggiunger quello scopo, quanto la persuasione era ferma.
E di più, la probità privata, la noncuranza delle ricchezze e de' piaceri, la gravità e la semplicità de' costumi, non sono cose che s'accordino facilmente con un'indole naturalmente perversa e portata al male per genio del male; nè che possano attribuirsi a un'ipocrisia dell'ambizione [...]
Ma un'astrazione filosofica, una speculazione metafisica, che dominava i pensieri e le deliberazioni di quell'infelice, spiega, se non m'inganno, il mistero e concilia le contradizioni.
Aveva imparato da Giangiacomo Rousseau [...] che l'uomo nasce bono, senza alcuna inclinazione viziosa [...].
È vero che il catechismo gli aveva insegnato il contrario, e che glielo poteva insegnare l'esperienza.
Ma il catechismo, via, non occorre parlarne; e l'esperienza, tutt'altro che disprezzata in parole, anzi esaltata, raccomandata, prescritta, era, in fatto, da quelli che non si curavano del catechismo, contata, e consultata quanto il catechismo [...].»
Alessandro Manzoni, Dell'invenzione 
testo completo: http://www.classicitaliani.it/manzoni/invenzione.html

* io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio (Rm 7, 19)

domenica 15 marzo 2015

Eternellement il est là parmi nous autant qu’au premier jour. Eternellement tous les jours (Charles Péguy)*


Jan van Eyck († 1441), Trittico di Dresda (pannello centrale), Dresda, Gemäldegalerie
Van Eyck traduce qui in immagine l'idea corrente secondo la quale Maria rappresenta l'altare ed il Bambino Gesù raffigura l'ostia e l'Eucarestia. 
Questo è messo in risalto dal panno poggiato sul mantello rosso di Maria sul quale è seduto il Bambino nudo […]: questo motivo evoca il corporale, quel panno liturgico su cui è posata l'ostia durante la messa e rimanda al sacramento dell'Eucarestia che commemora il sacrificio di Cristo e la Resurrezione. 
Till-Holger Borchert, Van Eyck, Colonia 2008 (mia traduzione dal francese)

* Eternamente lui è qui fra noi come il primo giorno.
Eternamente ogni giorno.  
È qui fra noi per tutti i giorni della sua eternità. 
(dal Mistero della carità di Giovanna d'Arco)

venerdì 13 marzo 2015

il punto indicato (Lc 6,8) – IV



fotografia di Robert Capa, Troina (Sicilia), 1943

domenica 8 marzo 2015

La risposta del Signore a Kafka - nova et vetera* III

Es gibt ein Ziel, aber keinen Weg 

C'è un punto di arrivo, ma nessuna via. 


Franz Kafka, 17. 9. 1920


Se il Signore tuo Dio ti avesse detto: Io sono la verità e la vita, tu, desiderando la verità e bramando la vita, cercheresti di sicuro la via per arrivare all'una e all'altra. […]
Tu cerchi la via? Ascolta il Signore che ti dice in primo luogo: Io sono la via. Prima di dirti dove devi andare, ha premesso per dove devi passare: «Io sono», disse «la via»!
La via per arrivare dove? Alla verità e alla vita. Prima ti indica la via da prendere, poi il termine dove vuoi arrivare.
«Io sono la via, Io sono la verità, Io sono la vita». Rimanendo presso il Padre, era verità e vita; rivestendosi della nostra carne, è diventato la via.
Non ti vien detto: devi affaticarti a cercare la via per arrivare alla verità e alla vita; non ti vien detto questo.
S. Agostino (395-430), Trattati su Giovanni

La Chiesa è il metodo con cui Cristo si comunica nel tempo e nello spazio analogamente al fatto che Cristo è il metodo con cui Dio ha ritenuto opportuno comunicarsi agli uomini per determinarne la modalità di salvezza.
Ricordo che parecchi anni fa sono stato incaricato di svolgere una lezione a un gruppo di sacerdoti […] e un po’ irruentemente ho iniziato la lezione dicendo: «Cristo non è la verità». 
Ho provocato così una ribellione immediata e clamorosa di tutta l’assemblea. 
Mi sono poi spiegato meglio dicendo più precisamente che la verità è il Verbo e che Cristo rappresenta il metodo con cui la verità si è comunicata agli uomini, perciò è la verità incarnata, come Egli stesso dice di sé: «Sono la verità, la vita», ma a queste espressioni premette: «Io sono la via».
Egli è dunque la verità in quanto via, metodo, uomo e accessibile agli uomini, Dio che a essi si accompagna. 
Poteva scegliere altro per comunicarsi agli uomini: l’opinione della coscienza, come afferma il razionalismo, un’esperienza interiore dettata dallo Spirito, come sottolineano i protestanti. Ha scelto questo, ha sorpreso la mente e la fantasia dell’umanità incarnandosi, indicando se stesso come via, come metodo. Cristo è il metodo che Dio ha scelto per salvare l’uomo. 
 Luigi Giussani (1922-2005), Perché la Chiesa
* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

venerdì 6 marzo 2015

La tunica inconsutile di Cristo - nova et vetera* II

[Cristo] lascia alla Chiesa, sua sposa, come caparra dell’eredità [Ef 1, 14.] la sua tunica: una tunica, cioè, polimita [=tessuta con fili di diversi colori come la tunica di Giuseppe, cfr. Gn 37,3 (Vulg.)], quella stessa tunica senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo [Gv 19, 23], variopinta a causa della molteplice distinzione dei numerosi Ordini che ci sono in lei, inconsutile, invero, a causa dell'unità indivisibile della carità.
Chi, dice, mi separerà dall'amore di Cristo? [Rm 8, 35]
Ho udito in che senso la tunica è polimita: Vi sono poi diversità di carismi, dice, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore [1 Cor 12, 4-5].
Quindi i diverti carismi che si annoverano nella Chiesa sono come i vari colori della tunica, per cui essa è polimita; per mostrare anche che è senza cuciture, ed inoltre tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo [= inconsutile], aggiunge: Ma queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole [1 Cor 12, 11].


San Bernardo di Chiaravalle, Apologia, c. III


Quelli piccoli piccoli, di quattro o cinque anni, che lo attorniavano e gli agganciavano le gambe, e mettevano il muretto tra le Sue vesti, e non vedevano il volto, non trattenevano la faccia, non la vedevano neanche, forse.

Ma erano lì da Lui.
Così che il vestito, la tunica inconsutibile di cui Gesù era vestito,, restava nei loro occhi più che la Sua faccia. Così a noi Gesù si rende sensibile, si rende percepibile nella comunità ecclesiale come se essa fosse il vestito con cui la nostra piccolezza prende rapporto con la Sua presenza reale.


Luigi Giussani




* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

martedì 3 marzo 2015

sabato 28 febbraio 2015

Algo se muere en el alma, cuando un amigo se va...

Voici le lieu du monde où tout devient facile,
Le regret, le départ, même l’événement,
Et l’adieu temporaire et le détournement,
Le seul coin de la terre où tout devient docile,

Ecco il luogo ove tutto diviene facile, 
Il rimpianto, la partenza e anche l’evento, 
E l’addio temporaneo e la separazione, 
Il solo angolo della terra ove tutto si fa docile. 

Charles Péguy, Prière de résidence in: "Cinq prières dans la Cathédrale de Chartres" 


… È la Chiesa!

giovedì 26 febbraio 2015

"perché mi vuole bene": una semplicità disarmante...

...il Signore fu mio sostegno;
mi liberò perché mi vuol bene. 

Cfr. Sal. 18,19-20

lunedì 23 febbraio 2015

la Quaresima: un viaggio paradossale…

Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion. 

Sal 83 (84), 8

martedì 17 febbraio 2015

non ... dominamur fidei vestrae sed adiutores sumus gaudii vestri

Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia 
2 Cor 1, 24

Un punto di svolta decisivo in quella storia più antica si ebbe quando uomini e donne di buona volontà si distolsero dal compito di puntellare l’imperium romano e smisero di identificare la continuazione della civiltà e della comunità morale con la conservazione di tale imperium. Il compito che invece si prefissero (spesso senza rendersi conto pienamente di ciò che stavano facendo) fu la costruzione di nuove forme di comunità entro cui la vita morale potesse essere sostenuta, in modo che sia la civiltà sia la morale avessero la possibilità di sopravvivere all’epoca incipiente di barbarie e di oscurità.
Se la mia interpretazione della nostra situazione morale è esatta, dovremmo concludere che da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto questo punto di svolta. Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che già incombono su di noi. 


Alasdair McIntyre

mercoledì 4 febbraio 2015

il battesimo del Signore: il cielo ha fatto pace con la terra*

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Mc 1, 7-11

Nel momento in cui Giovanni Battista conferisce il battesimo a Gesù, il cielo si apre [...] È così finito il tempo dei “cieli chiusi”, che stanno ad indicare la separazione tra Dio e l’uomo, conseguenza del peccato. [...] I cieli aperti indicano che Dio ha donato la sua grazia perché la terra dia il suo frutto (cfr Sal 85,13). Così la terra è diventata la dimora di Dio fra gli uomini e ciascuno di noi ha la possibilità di incontrare il Figlio di Dio, sperimentandone tutto l’amore e l’infinita misericordia.
papa Francesco, Angelus dell'11 gennaio 2015, festa del battesimo del signore (testo completo: http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/angelus/2015/documents/papa-francesco_angelus_20150111.html)


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Battesimo di Cristo (1608–28), Toledo, Ospedale di Tavera

* trappiste di Vitorchiano, inno Sole che t'alzi...

"Sole che t'alzi nell'ombra di morte/oggi Tu splendi alto sul creato/e fai brillare su tutti i nostri volti/la primitiva immagine divina.//Parola eterna che rifletti il Padre/sei l'uomo nuovo in una carne santa,/il compimento di promesse antiche/la gioia e la//salvezza della terra./Agnello mite nato da Maria,/in Te la creazione è liberata:/il cielo ha fatto pace con la terra/e l'universo canta la Tua gloria.//Per Te segnati con sigillo eterno/siamo rinati ormaie a nuova vita/e nella gioia d'esser resi figli/possiam chiamare Dio col nome "Padre".//Emmanuele dolce Dio vicino/che hai posto la Tua tenda in mezzo a noi,/in Te, che sei il "sì" senza riserva/noi rispondiamo a Dio il nostro Amen"

martedì 3 febbraio 2015

Per la prima volta, per la prima volta dopo Gesù, noi abbiamo visto, sotto i nostri occhi, noi stiamo per vedere un nuovo mondo sorgere, se non una città; una società nuova formarsi, se non una città; la società moderna, il mondo moderno; un mondo, una società costituirsi, o almeno assemblarsi, (nascere e) ingrandirsi, dopo Gesù, senza Gesù. 
E ciò che è più tremendo, amico mio, non bisogna negarlo, è che ci sono riusciti.

Quello che dà alla nostra generazione, amico mio, alla vostra generazione, e al tempo in cui noi viviamo una importanza capitale: è ciò che pone voi ad una svolta unica nella storia del mondo, nel trascorrere della storia del mondo. 
È ciò che vi pone in una situazione tragica, unica. Voi siete i primi.

Voi siete i primi dei moderni. 
Voi siete i primi di fronte ai quali, davanti a cui, sotto i cui occhi si sia fatto e che voi stessi avete fatto, questa singolare opera, questa instaurazione del mondo moderno e questo stabilirsi del governo del partito intellettuale nel mondo moderno.
Charles Péguy, da: Dialogo della storia con l'anima carnale (o Véronique); citato da: Charles Péguy, Lui è qui, Milano 1997

lunedì 2 febbraio 2015

2 febbraio: Presentazione di Gesù al Tempio





Rembrandt Harmenszoon van Rijn, Simeone col col Bambino Gesù al Tempio di Gerusalemme (1669), Stoccolma, Museo Nazionale svedese

Mais lui, ce vieillard, ce vieillard de ce pays-là, on ne sait pas qu' il ait rien vu ensuite. Et heureux il ne connut plus aucune histoire. Heureux, le plus heureux de tous, il ne connut plus nulle autre histoire de la terre.
[…]
Il avait tenu, car il avait tenu, dans ses faibles mains […], le fils du plus grand roi; roi lui même Jésus Christ […].
Il ne connut plus aucune histoire. Heureux, le plus heureux de tous, il ne connut plus nulle autre histoire de la terre.
Car au soir de sa vie, au soir de sa journée, d’un seul coup, du premier coup il avait connu la plus grande histoire de la terre. 

Et aussi la plus grande histoire des cieux.
La plus grande histoire du monde.
La plus grande histoire de jamais.
La seule grande histoire de jamais, la plus grande histoire de tout le monde.
La seule histoire intéressante qui soit jamais arrivée.


Ma lui, quel vecchio, quel vecchio di quel paese, non si sa che abbia visto altro in in seguito. E felice non conobbe più altra storia. Felice, il più felice di tutti, non conobbe più nessun'altra storia sulla terra.
[…]
Aveva tenuto, perché aveva tenuto, nelle sue deboli mani […], il figlio del più grande re, re egli stesso Gesù Cristo […].
E non conobbe più nessun’altra storia della terra. Poiché alla sera della sua vita, alla sera della sua giornata, di un sol colpo, al primo colpo aveva conosciuto la più grande storia della terra.
E anche la più grande storia dei cieli.
La più grande storia del mondo.
La più grande storia del tempo.
La sola grande storia del tempo.
La più grande storia di tutte.
La sola storia interessante che sia mai accaduta. 

Charles Péguy, Le Mystère de la charité de Jeanne d’Arc (It.: Il Mistero della carità di Giovanna d’Arco, trad. di Mimmi Cassola)


venerdì 30 gennaio 2015

quid est homo, quod memor es ejus? aut filius hominis, quoniam visitas eum? {Sal 8,5; cfr. Sal 143 [144],3} - IV

Quid est homo, quod memor es ejus ?
aut filius hominis, quoniam visitas eum ?
Minuisti eum paulominus ab angelis ;
gloria et honore coronasti eum ;

che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi?
Davvero l'hai fatto poco meno di un dio,

di gloria e di onore lo hai coronato. 
Salmo 8, 5-6
Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza. 
Lo fornì di intelligenza e di ragione a differenza di tutti gli altri viventi della terra.

San Basilio Magno
L’io, l’uomo, è quel livello della natura in cui essa si accorge di non farsi da sé. Così che il cosmo intero è come la grande periferia del mio corpo senza soluzione di continuità.
don Luigi Giussani

giovedì 29 gennaio 2015

nova et vetera*



* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

Dicebat Bernardus Carnotensis nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea

Diceva Bernardo di Chartres che noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'acume della vista o l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.

Giovanni di Salisbury (1120 ca.-1180), Metalogicon: III, 4 (citato da Wikipedia


Cattedrale di Chartres: i quattro evangelisti ciascuno sulle spalle di uno dei quattro profeti maggiori (Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele). Al centro la Vergine Maria, Regina dei profeti e degli Evangelisti (ha letteralmente portato la Buona Novella)



















mercoledì 28 gennaio 2015


[Deus] 
Incomprensibilis erat et inaccessibilis, 
invisibilis et inexcogitabilis omnino. 

Nunc vero comprehendi voluti, 
videri voluit, 
cogitari voluit. 

[Dio] 
era incomprensibile ed inaccessibile, 
invisibile e del tutto inescogitabile. 

Ora ha voluto essere afferrato, 
ha voluto essere visto, 
ha voluto essere pensato. 

san Bernardo di Chiaravalle 
Omelia in Nativitate Virginis Mariae (Sermo de aquaeductu)



 
Jan van Eyck (e atelier?), Madonna col Bambino che legge (1433), National Gallery of Victoria, Melbourne

lunedì 26 gennaio 2015

Parvulus factus est, 
tenera membra Virgo mater pannis alligat; 
et adhuc timore trepidas? 

Vel in hoc scies 

quia non venit perdere te, 
sed salvare; 
eripere, 
et non ligare. 

Si è fatto un piccolo bambino, 
la Vergine madre avvolge in panni le tenere membra, 
e tu trepidi ancora, impaurito? 

Non è piuttosto perché in questo tu sappia 

che non è venuto per perderti, 
ma per salvarti, 
è venuto per liberarti, 
non per legarti. 

San Bernardo di Chiaravalle, Omelia in Nativitate Domini 

Georges de La Tour, Le Nouveau-Né (ca. 1648), Rennes, Musée des beaux-arts

domenica 9 novembre 2014

Bisogna essere preparati a tutto, anche alla felicità.

Emmanuel Mounier, in una lettera a Paulette Leclercq, 12 febbraio 1933 
(citato da: E. Mounier, Lettere sul dolore. Milano 1995) 

non voglio vivere inutilmente! (don Luigi Giussani) – II

...desideriamo una vita felice, cioè feconda!


venerdì 31 ottobre 2014

“È toccata loro una grande disgrazia”. Invece non si tratta di una disgrazia: siamo stati visitati da qualcuno molto grande.  

Emmanuel Mounier parlando della figlia Françoise, gravemente handicappata, 28 agosto 1940
(citato da: E. Mounier, Lettere sul dolore. Milano 1995)

giovedì 30 ottobre 2014

in patientia vestra possidebitis animas vestras (Lc 21, 19)* I

Nada te turbe
nada te espante,
todo se pasa,
Dios no se muda;
la paciencia
todo lo alcanza;
quien a Dios tiene
nada le falta.
Solo Dios basta.

Nulla ti turbi, 
nulla ti spaventi; 
tutto passa, 
Dio non cambia; 
la pazienza 
ottiene tutto; 
chi possiede Dio 
non manca di nulla. 
Solo Dio basta.  
santa Teresa di Avila
 * la traduzione letterale dalla Vulgata suona: nella vostra pazienza possederete le vostre anime

martedì 7 ottobre 2014

et ignobilia mundi et contemptibilia elegit Deus et quae non sunt ut eaquae sunt destrueret (I Cor 1, 28)*

Dum Phaethontea formica vagatur in umbra,
inplicuit tenuem sucina gutta feram.
sic modo quae fuerat vita contempta manente,
funeribus facta est nunc pretiosa suis.

Mentre una formica vagava nell'ombra del sole, 
crudele una goccia di ambra avvolse il debole insetto: 
allo stesso modo ciò che in vita fu disprezzato, 
ora, dopo la morte, è prezioso agli occhi dei suoi. 
Marziale, Epigramma VI, 15 



* quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono

mercoledì 1 ottobre 2014

1º ottobre: santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo II

...Sì, lo sento, quando sono caritatevole è Gesù solo che agisce in me; 
più sono unita a Lui, più amo tutte le mie sorelle. 
Quando voglio aumentare in me questo amore, soprattutto quando il demonio tenta di mettermi davanti agli occhi i difetti di questa o quella sorella che mi è meno simpatica, mi affretto a ricercare le sue virtù, i suoi buoni desideri, mi dico che quando l'ho vista cadere una volta, lei può anche aver ottenuto un gran numero di vittorie, che nasconde per uniltà, 
e che anche quello che mi sembra un errore può benissimo essere, a causa dell'intenzione, un atto di virtù. 

santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Storia di un'anima, Ms. C, fol. 12v-13r 




domenica 28 settembre 2014

Vivo autem iam non ego, vivit vero in me Christus (Gal 2, 20)

Lord Jesus, 
I have the joy and the responsibility of believing 
that ever since my baptism we are one. 
Don't extinguish the light of Your Presence within me. 
O Lord, look through my eyes, 
listen through my ears, 
speak through my lips, 
walk with my feet. 
Lord, may my poor human presence
be a reminder,
however weak,
of Your Divine Presence. 

Signore Gesù, 
ho la gioia e la responsabilità di credere 
che dal giorno del mio battesimo siamo una cosa sola. 
Non lasciare che si estingua in me la luce della Tua Presenza. 
Signore, guarda con i miei occhi, 
ascolta con le mie orecchie, 
parla con le mie labbra, 
cammina con i miei piedi. 
Signore, possa la mia povera presenza umana, 
essere un segno, 
anche se debole, 
della Tua Divina Presenza. 
beato John Henry Newman

giovedì 25 settembre 2014

Wir suchen überall das Unbedingte, und finden immer nur Dinge

Cerchiamo ovunque l'Assoluto, 
e troviamo  sempre soltanto le cose. 

Novalis, poeta romantico tedesco (1761-1802), Blütenstaub § 1

lunedì 22 settembre 2014

Dilige, et quod vis fac

Ama, e fa' ciò che vuoi: 
se taci, taci per amore; 
se parli, parla per amore;  
se correggi, correggi per amore;
se hai riguardo, abbi riguardo per amore. 

All'origine ci sia l'amore,
da questa radice non può uscire se non il bene.

sant'Agostino, Tactatus in Ioannis epistola, tract. 7, 8

sabato 20 settembre 2014

per-donare: donare fino in fondo — II

- C'è qualcosa che la rinfranca? 
- Soprattutto la fede e l'amore di questa gente. È commovente sentirli parlare di perdono. 
- Perdono? Per gli estremisti dell'Isis? 
- Sì, oggi l'Isis, ma prima anche gli altri gruppi fondamentalisti che l'hanno preceduto. Pregano che il Signore li converta… È incredibile! Se il Signore salverà la Chiesa e il Paese, ci salverà grazie alla fede di questa gente. 
  
Monsignor Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo in Siria, in un'intervista. Tracce, settembre 2014)


giovedì 18 settembre 2014

La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono dellelingue cesserà e la conoscenza svanirà. (I Cor 13, 8)

Il monaco Notker III "Labeo" (noto anche come "Teutonico") del monastero di San Gallo, accortosi che i suoi scolari faticavano a capire quanto stavano studiando a causa delle difficoltà che ancora avevano con la lingua latina, lo tradusse in tedesco.

Non solo: aggiunse commenti in lingua volgare, e arrivò anche a cambiare l'ordine delle parole di alcuni esametri latini a favore dell'ordine naturale, più facilmente comprensibile. 


Cod. Sang. 21, p. 368: Un esempio dalla traduzione dei salmi. In rosso il testo latino (Sal 101 [102]), in nero la traduzione ed i commenti in alto tedesco antico. 

Tradusse in questo modo il salterio, Boezio (De consolatione philosophiae), Marziano Capella, l'Organon di Aristotele. 
Morì nel 1022 a causa di un'epidemia, si dice sopra l'ultima "traduzione" che stava ultimando, il libro di Giobbe (più probabilmente le Moralia in Hiob di san Gregorio Magno). 

Il suo discepolo Ekkehart IV ci informa che fece tutto questo 

propter caritatem discipulorum: 

per amore dei discepoli. 




lunedì 15 settembre 2014

hoc enim sentite in vobis quod et in Christo Iesu*

*Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù (Fil 2, 5) 

Mi piace credere che è pensando a questo che un anonimo monaco del IX secolo ha annotato a margine di un manoscritto il verso di Virgilio (Bucoliche, X, 69)  

Omnia vincit amor et nos cedamus amori  

(L'Amore vince tutto, e noi cediamo all'Amore)  

domenica 14 settembre 2014

14 settembre: Esaltazione della Santa Croce

 

Rabano Mauro, Liber de laudibus Sanctae Crucis (ca. 810). 

Si tratta di un componimento in esametri. All'interno delle lettere che compongono le parole CRUX SALUS (CROCE SALVEZZA) sono scritti i nomi dei nove cori angelici. 

Cfr. Fil 2, 6-11: 

[Gesù Cristo] pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce. 
Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

sabato 13 settembre 2014

per-donare: donare fino in fondo — I

Tutte le domeniche il parroco della mia infanzia pregava

"per i cristiani perseguitati e per la conversione dei loro persecutori" 

 

tende di sfollati ad Erbil (Kurdistan iracheno)

martedì 26 agosto 2014

...verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.
E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.  

Gv 16, 2b-3 


Mosul (Iraq), sui muri la lettera Nun, iniziale di Nassarah, la parola usata per i seguaci di Gesù. 



mercoledì 30 luglio 2014

...e se rischiassimo l'audacia di credere che la Meta si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi?!

XXXV.

THE GOAL (ca. 1863)

Each life converges to some centre
Expressed or still;
Exists in every human nature
A goal,

Admitted scarcely to itself, it may be,
Too fair
For credibility's temerity
To dare.

Adored with caution, as a brittle heaven,
To reach
Were hopeless as the rainbow's raiment
To touch,

Yet persevered toward, surer for the distance;
How high
Unto the saints' slow diligence
The sky!

Ungained, it may be, by a life's low venture,
But then,
Eternity enables the endeavoring
Again.

Emily Dickinson (1830-1883)

Ogni vita converge a qualche centro,
Dichiarato o taciuto. 
Esiste in ogni cuore umano 
Una mèta 

Ch'esso forse osa appena riconoscere, 
Troppo bella 
Per rischiare l'audacia 
Di credervi. 

Cautamente adorata come un fragile cielo, 
Raggiungerla 
Sarebbe impresa disperata come 
Toccar la veste dell'arcobaleno. 

Ma più sicura quanto più distante 
Per chi persevera: 
E come alto alla lenta pazienza 
Dei santi è il cielo! 

Non l'otterrà forse la breve prova 
Della vita, ma poi 
L'eternità rende ancora possibile 
L'ardente slancio. 

da Emily Dickinson, Poesie, trad. Margherita Guidacci, Milano 1979, p. 217

domenica 6 luglio 2014

venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis et ego reficiam vos


"Disco" (diametro 194, 5 cm) duomo di Costanza, XI sec. 

Sul libro che Cristo ha in mano sta scritto (in latino): 

«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11, 28)

mercoledì 18 giugno 2014

Gli disse Nicodèmo: "Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?" (Gv 3, 4)

Jan van Eyck, Madonna allattante (particolare), Francoforte sul Meno, Museo Städel
Così succhierete al suo petto
e vi sazierete delle sue consolazioni;
succhierete, deliziandovi,
all'abbondanza del suo seno.
Is 66,11


sabato 14 giugno 2014

sitivit in Te anima mea (Sal 62 [63], 2) – II

... 
La sete natural che mai non sazia
se non con l'acqua onde la femminetta
samaritana domandò la grazia
Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, XXI, 1-3 
Rembrandt, Gesù e la Samaritana (1755), New York, Metropolitan Museum of Art
Marc Chagall, Le Cantique des Cantiques I
L’amato mio somiglia a una gazzella
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate.
Ora l’amato mio prende a dirmi:
"Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto! 
Cantico dei Cantici 2, 9-10

venerdì 13 giugno 2014

Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo

Nessuna società ha potuto abolire la tristezza, 
nessuna politica ci può liberare da un malessere esistenziale, 
dalla paura della morte, 
dalla nostra sete d’assoluto; 
è la condizione umana che determina la condizione sociale e non viceversa. 
Eugène Jonesco 

Kiev, Majdan, febbraio 2014

giovedì 24 aprile 2014

Pasqua!

Se non fossi Tu, o, mio Cristo, mi sentirei creatura finita. 
Sono nato e mi sento dissolvere. 
Mangio, dormo, riposo e cammino, mi ammalo e guarisco. 
Mi assalgono senza numero brame e tormenti, godo del sole e di quanto la terra fruttifica. 
Poi, io muoio e la carne diventa polvere come quella degli animali, che non hanno peccati. 
Ma io, cosa ho di più di loro? 
Nulla, se non Dio. 
Se non fossi Tu, o, Cristo mio, mi sentirei creatura finita. 
O nostro Gesù, guidaci dalla Croce alla resurrezione e insegnaci che il male non avrà l’ultima parola, 
ma l’amore, la misericordia e il perdono. 
O Cristo, aiutaci a esclamare nuovamente: 
“Ieri ero crocifisso con Cristo; 
oggi sono glorificato con Lui. 
Ieri ero morto con Lui, oggi sono vivo con Lui. 
Ieri ero sepolto con Lui, oggi sono risuscitato con Lui”.

san Gregorio Nazianzeno 



sabato 19 aprile 2014

Sabato Santo

Cristo è penetrato nel nascondimento (Verborgenheit), ma nello stesso tempo, proprio nel cuore del buio impenetrabile, egli è penetrato nella sicurezza (Geborgenheit), anzi egli è diventato la sicurezza ultima. 
Ormai è diventata vera la parola ardita del salmista*: e anche se mi volessi nascondere nell’inferno, anche là sei tu. 
E quanto più si percorre questa liturgia, tanto più si scorgono brillare in essa, come un’aurora del mattino, le prime luci della Pasqua 
Joseph Ratzinger [Benedetto XVI]

[*Sal 138 (139), 8-12: 
   Se salgo in cielo, là tu sei;
     se scendo negli inferi, eccoti.
   Se prendo le ali dell’aurora
      per abitare all’estremità del mare,
   

   anche là mi guida la tua mano
     e mi afferra la tua destra.
   

   Se dico: "Almeno le tenebre mi avvolgano
     e la luce intorno a me sia notte",
   

   nemmeno le tenebre per te sono tenebre
     e la notte è luminosa come il giorno;

     per te le tenebre sono come luce] 

venerdì 18 aprile 2014

quid est homo, quod memor es ejus? aut filius hominis, quoniam visitas eum? {Sal 8,5; cfr. Sal 143 [144],3}* – III

O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell'antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, 
rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; 
e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l'immagine dell'uomo terreno, 
così per l'azione del tuo Spirito, fa' che portiamo l'immagine dell'uomo celeste. 
Per Cristo nostro Signore.

Deus, qui peccáti véteris hereditáriam mortem, 
in qua posteritátis genus omne succésserat, Christi Fílii tui, Dómini nostri, passióne solvísti, 
da, ut confórmes eídem facti, sicut imáginem terréni hóminis natúræ necessitáte portávimus,
irta  imáginem cæléstis grátiæ sanctificatióne portémus. 
Per Christum Dóminum nostrum. 

Orazione della liturgia del Venerdì Santo



Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con Sua Madre, la Maddalena e san Giovanni Evangelista (ca. 1588), Atene, Galleria Nazionale
* che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,il figlio dell'uomo, perché te ne curi?

mercoledì 16 aprile 2014

Venerdì Santo



Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Pietà, 1571-76, Philadelphia Museum of Art, Philadelphia

Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, La Trinità (Trono di Grazia), 1577, Madrid, Prado

Giovedì Santo: Gesù fa la Prima Comunione agli Apostoli


Beato Angelico, Istituzione dell'Eucaristia (1448-1455), Firenze, Museo di San Marco

domenica 13 aprile 2014

Gesù viene spogliato delle sue vesti

Il vestito conferisce all’uomo la sua posizione sociale; gli dà il suo posto nella società, lo fa essere qualcuno. 
Essere spogliato in pubblico significa che Gesù non è più nessuno, non è nient’altro che un emarginato, disprezzato da tutti. 
Il momento della spoliazione ci ricorda anche la cacciata dal paradiso: lo splendore di Dio è venuto meno nell’uomo, che ora si trova lì, nudo ed esposto, denudato, e si vergogna. 
Gesù, in questo modo, assume ancora una volta la situazione dell’uomo caduto. 
Il Gesù spogliato ci ricorda il fatto che tutti noi abbiamo perso la “prima veste”, e cioè lo splendore di Dio. [...]
Il Signore sperimenta tutti gli stadi e i gradi della perdizione degli uomini, e ognuno di questi gradi è, in tutta la sua amarezza, un passo della redenzione [....]. 

Joseph Ratzinger, Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo 2005 


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, El Espolio (1577-79). Toledo, sacrestia della cattedrale