Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

sabato 8 aprile 2017

Pedagogia della Misericordia nei medaglioni dei confessionali della Cattedrale di San Gallo Ib: L'unzione di Betania



«...le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato»


Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: una peccatrice". Gesù allora gli disse:"Simone, ho una cosa da dirti". Ed egli: "Maestro, di' pure". "Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?". Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha condonato di più". Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene". E volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m' hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco". Poi disse a lei:"Ti sono perdonati i tuoi peccati".

Lc 7, 36-48
Baciamo dunque i piedi del Redentore quando amiamo con tutto il cuore il mistero della sua incarnazione.
san Gregorio Magno, Omelia XXV

Pedagogia della Misericordia nei medaglioni dei confessionali della Cattedrale di San Gallo I: Zaccheo

Al di sopra di ognuno degli otto confessionali barocchi della cattedrale di San Gallo (1769) si trova un medaglione che rappresenta personaggi biblici (con l’eccezione di santa Margherita da Cortona) oppure episodi e parabole del Vangelo.
Sul lato destro guardando verso l’altare i protagonisti sono di sesso maschile, mentre su quello sinistro sono di sesso femminile (ciò che all’epoca corrispondeva alla suddivisione dei fedeli).
Si tratta di un richiamo alla Misericordia che, secondo gli insegnamenti della Chiesa cattolica, il penitente sperimenta nel sacramento della Penitenza.




«...scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua»

Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È andato ad alloggiare da un peccatore!". Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".
Lc 19, 2-10
...E il Signore vide proprio Zaccheo: questi fu visto e vide; ma se non fosse stato veduto, non avrebbe visto. [...] Affinché potessimo vedere, siamo stati visti; affinché potessimo amare, siamo stati amati.

sant'Agostino, Discorso 174

sabato 1 aprile 2017

nichilismo gaio

...la caratteristica della disperazione è precisamente di non sapere di essere disperazione
Søren Kierkegaard, La malattia mortale

mercoledì 15 febbraio 2017

Je l’avise et il m’avise

Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Volto Santo  (1580-82), collezione privata.
Il y avait un homme qui ne passait jamais devant l’église sans y entrer.
Le matin quand il allait au travail, le soir quand il en revenait, il laissait à la porte sa pelle et sa pioche, et il restait longtemps en adoration devant le Saint Sacrement. J’aimais bien ça.
Je lui ai demandé une fois ce qu’il disait à Notre Seigneur pendant ses longues visites qu’il lui faisait.
Savez-vous ce qu’il m’a répondu ?
"Monsieur le Curé, je ne lui dis rien. Je l’avise et il m’avise. Je le regarde, il me regarde."

C'era un uomo che non passava mai davanti alla chiesa senza entrarvi. 
Al mattino quando andava al lavoro e la sera quando rientrava, lasciava la sua pala e la sua zappa fuori dalla porta e stava a lungo in adorazione davanti al Santo Sacramento. Questo mi piaceva molto. 
Una volta gli chiesi cosa dicesse a nostro Signore durante quelle sue lunghe visite. 
Sapete cosa mi rispose?
"Signor curato, non gli dico niente. Io lo vedo, e lui mi vede. Lo guardo, mi guarda."
San Giovanni Maria Vianney (Curato d'Ars) 

giovedì 2 febbraio 2017

Desiderio* I

Quand tu veux construire un bateau, ne commence pas par rassembler du bois, couper des planches et distribuer du travail, mais reveille au sein des hommes le desir de la mer grande et large. 

Quando vuoi costruire una barca, non cominciare raccogliendo del legno, tagliando assi e distribuendo lavoro, ma desta nel cuore degli uomini il desiderio del mare grande e vasto.
Antoine de Saint-Exupéry

* etimologicamente, la parola è imparentata con il latino sīdŭs, sidĕris: stella



martedì 8 novembre 2016

adoro Te devote, latens Deitas*

Ma chi vuole amare Dio assai in cielo, bisogna che prima l'ami assai in questa terra. 
Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Novena del Santo Natale, Discorso VIII
Caravaggio, Le sette opere di misericordia [corporale], Napoli, Pio Monte della Misericordia
Raffaello, Disputa del Sacramento (1509), Vaticano, Stanza della Segnatura 
* "Adoro Te devotamente, o Deità che Ti nascondi", inizio dell'inno eucaristico per la solennità del Corpus Domini del 1264 attribuito a san Tommaso d'Aquino.

nova et vetera* XI




Chiesa Mart Shimony di Bartella (vicno a Mosul, Iraq) profanata da miliziani del sedicente Stato Islamico (2016)



Basilica di Santa Maria Maddalena a Vézelay (Francia), profanata durante la Rivoluzione Francese


 *  cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

sabato 15 ottobre 2016

16 ottobre: san Gallo – II


Allmächtiger Gott,
du hast den heiligen Gallus berufen,
als Mönch und Glaubensbote
unter den Alemannen
die Wahrheit des Evangeliums auszubreiten.
Erhalte uns die Freude, die aus dem Glauben kommt,
und stärke unsere Treue zu Jesus Christus,
der in der Einheit des Heiligen Geistes
mit dir lebt und herrscht in alle Ewigkeit.

Dio onnipotente,
hai chiamato san Gallo 
a diffondere come monaco e messaggero della fede 
la verità del Vangelo tra gli Alemanni.
Mantieni in noi la gioia che viene dalla fede,
e rafforza la nostra fedeltà a Gesù Cristo, 
che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, 
per tutti i secoli dei secoli. 
Orazione del giorno nella celebrazione della memoria di San Gallo (mia traduzione dal tedesco) 


San Gallo, icona di padre Igor’ (al secolo Egon) Sendler (1.8.1923 - 17.3.2014) 

giovedì 18 agosto 2016

86 anni per il Signore – nova et vetera* X – martiri, cioè testimoni VI

Il capo della polizia insistendo diceva: «Giura e io ti libero. Maledici il Cristo». Policarpo rispose: «Da ottantasei anni lo servo, e non mi ha fatto alcun male. Come potrei bestemmiare il mio re che mi ha salvato?».

dal Martirio di san Policarpo di Smirne (69-155) 


padre Jacques Hamel (Darnétal, 30 novembre 1930 – Saint-Étienne-du-Rouvray, 26 luglio 2016),
martirizzato da terroristi del sedicente Stato Islamico

 *  cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

venerdì 13 maggio 2016

adiutores gaudii* - #teamfratellomaggiore 2

Qual è dunque l'oggetto della parabola [del Figliol prodigo, Lc XV, 11-32]? [...]

Poco più innanzi, san Luca stesso ha detto del Salvatore di noi tutti:


Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: "Costui accoglie i peccatori e mangia con loro". [Lc XV, 1-2].


Siccome i farisei e gli scribi mormoravano contro la Sua gentilezza ed il Suo amore all'uomo

e Lo criticavano in modo malvagio ed empio perché riceveva ed istruiva uomini la cui condotta di vita era impura,
Cristo dovette necessariamente raccontare loro quella parabola,
per mostrare loro con chiarezza
che il Dio di tutti chiede anche a chi è del tutto fermo e risoluto
e sa come vivere santamente,
meritandosi le più grandi lodi per la sobrietà della sua condotta,
aderendo seriamente alla la Sua volontà,
di rallegrarsi
quando qualcuno è chiamato a pentirsi,
anche se è una persona del tutto riprovevole,
e non trattarlo male e senza amore. [...].

Perciò è nostro dovere conformarci alla volontà di Dio,

che guarisce gli ammalati,
rialza colui che è caduto,
porge la mano per sostenere coloro che vacillano,
riporta a casa i dispersi,
ridona una vita degna di lode
a coloro che vagavano nell'ombra del peccato,
cerca ti chi si è perduto,
richiama alla vita chi ha subito una morte spirituale.

Rallegriamoci dunque,

lodiamoLo insieme agli angeli
perché è buono e amorevole verso gli uomini,
benevolo
e dimentico del male,
perché se la disposizione del nostro animo è questa,
Cristo ci accoglierà [...]


San Cirillo di Alessandria (370-444), Commento al Vangelo secondo Luca, discorso CVII


Cattedrale di Chartres, vetrata del Figliol Prodigo: il Padre Misericordioso festeggia con i suoi due figli il ritorno del figlio minore.

Papa Francesco ha dedicato al Padre Misericordioso l'udienza generale dell'11 maggio 2016: http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/audiences/2016/documents/papa-francesco_20160511_udienza-generale.html


* cfr . 2 Cor 1, 24: siamo ... i collaboratori della vostra gioia 



martedì 10 maggio 2016

Dio debitore dell'uomo – nova et vetera* IX

Scrive S. Giovanni Crisostomo
che quando il Signore dona ad alcuno la grazia di patire,
gli fa maggior grazia
che se gli donasse la podestà di risuscitare i morti,
perchè nel far miracoli l'uomo resta debitore a Dio,
ma nel patire
Dio si rende debitore all'uomo.
citato da sant'Alfonso de' Liguori. Pratica di amar Gesù Cristo, V, 4

Per l’uomo di oggi, [...]
le cose si sono in un certo senso capovolte,
ovvero non è più l’uomo che crede di aver bisogno della giustificazione al cospetto di Dio,
bensì egli è del parere
che sia Dio che debba giustificarsi
a motivo di tutte le cose orrende presenti nel mondo
e di fronte alla miseria dell’essere umano,
tutte cose che in ultima analisi dipenderebbero da lui.
papa Benedetto XVI intervistato da Jacques Servais SJ, L'Osservatore Romano, 16 marzo 2016

 *  cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

mercoledì 23 marzo 2016

“Ti salutiamo, Croce santa, nostra unica speranza!”

Così la Chiesa ci fa dire nel tempo di passione dedicato alla contemplazione delle amare sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo. […]

Contempla il Signore che pende davanti a te sul legno, perché è stato obbediente fino alla morte di Croce.
Egli venne nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre. […]

Di fronte a te il Redentore pende dalla Croce spogliato e nudo, perché ha scelto la povertà. […]

Il mondo è in fiamme […], ma al di sopra di tutte le fiamme si erge la Croce che non può essere bruciata. 
La Croce è la via che dalla terra conduce al Cielo.
Chi l’abbraccia con fede, amore, speranza viene portato in alto, fino al seno della Trinità.

Il mondo è in fiamme: desideri spegnerle?
Contempla la Croce: dal Cuore aperto sgorga il sangue del Redentore, sangue capace di spegnere anche le fiamme dell’inferno. […]

Attraverso la potenza della Croce puoi essere presente su tutti i luoghi del dolore, dovunque ti porta la tua compassionevole carità, quella carità che attingi dal Cuore Divino e che ti rende capace di spargere ovunque il suo preziosissimo sangue per lenire, salvare, redimere.

[...] 

Ave Crux, Spes unica!
Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), 14 settembre 1941, Festa dell’Esaltazione della Croce

mercoledì 30 dicembre 2015

...et incarnatus est III

Un giorno chiesero a p. de Lubac [...]
perché la devozione mariana era tanto "in crisi".
«Perché stiamo riducendo il cristianesimo ad un'astrazione»
rispose il grande teologo
«e le astrazioni non hanno bisogno di essere portate nove mesi nel grembo di una donna per essere generate».
È [la devozione a] Maria
che impedisce di ridurre il cristianesimo a pura dottrina e a noiosa morale.
S. E. Mons. Carlo Card. Caffarra, Prefazione a: Francesco Ventorino, Luigi Giussani. La virtù della fede

lunedì 28 dicembre 2015

28 dicembre: i Santi Innocenti – martire, cioè testimone V

...ces innocents ont payé pour mon fils.
Pendant qu'ils gisaient sur le pavé des routes, sur le pavé des villes, sur le pavé des bourgs, 
Dans la poussière et dans la boue, moins considérés que des agneaux et des chevreaux et des cochonneaux, 
(Car les agneaux et les chevreaux et les cochonneaux Sont très considérés par le boucher et par le consommateur), 
Abandonnés sur les corps de leurs mères, Pendant ce temps-là mon fils fuyait. Il faut le dire. C'est donc, c'est une sorte de quiproquo. Il faut le dire. 
C'est un malentendu
Voulu, ce qui est grave. Il faut le dire.
Ils furent pris pour lui. Ils furent massacrés pour lui.
En son lieu. A sa place.
Non seulement à cause de lui, mais pour lui, comptant pour lui,
Le représentant pour ainsi dire. Étant substitués à lui. Étant comme lui. Presque étant (d'autres) luis. 

..questi innocenti hanno pagato per mio figlio.
Mentre loro giacevano sul selciato delle strade, sul selciato delle città, sul selciato dei paesi,
Nella polvere e nel fango, stimati meno di agnelli, capretti e porcellini,
(Perché agnelli, capretti e porcellini
sono molto stimati dal beccaio e dal consumatore),
Abbandonati sui corpi delle loro madri,
In quel tempo stesso mio Figlio fuggiva. Bisogna dirlo.
E’ dunque un specie di quiproquo. Bisogna dirlo.
E’ un malinteso.
Voluto. E questo è grave. Bisogna dirlo.
Essi furono presi per lui: Furono massacrati per lui. Invece di lui. Al suo posto. 

Non  soltanto a caos a di lui, ma per lui, contando per lui.
rappresentandolo  Per così dire. Sostituiti a lui. Essendo come lui. Quasi essendo (degli altri) lui. 
Charles Péguy, da: Il Mistero dei Santi Innocenti

sabato 26 dicembre 2015

26 dicembre: Santo Stefano – martire, cioè testimone IV

Considerate ancora una cosa alla quale forse non avete mai pensato.
Non soltanto nella festa di Natale celebriamo insieme la nascita di nostro    Signore e la sua morte:
ma nel giorno che segue noi celebriamo il martirio del suo primo martire, il beato Stefano.
È per caso, credete voi, che il giorno del primo martire segue immediatamente quello della nascita di Cristo ?
Assolutamente no.
Proprio come noi ci rallegriamo e ci rattristiamo insieme, per la nascita e la passione del nostro Signore,
così –  fatte le debite proporzioni – noi ci rallegriamo e rattristiamo insieme per la morte dei martiri.
Noi che ora ci rattristiamo per i peccati del mondo che li ha martirizzati
ci rallegriamo perché un’altra anima si annovera tra i santi in Paradiso, a gloria di Dio per la salvezza degli uomini.
T.S. Eliot, Assassino nella Cattedrale (traduzione di Tommaso Giglio e Raffaele La Capria)


Walters Ms. W.547, Innario armeno (1678) 

venerdì 25 dicembre 2015

Errata corrige

Per un deplorevole errore la traduzione italiana dello Stabat mater speciosa era incompleta.
Adesso ho rimediato all'errore.
Chiedo scusa!

http://stefaniaortelli.blogspot.ch/2015/12/25-dicembre-e-nato-e-nato-il-dio-che-ci.html

25 dicembre: è nato! è nato! il Dio che ci ha creato!

Forse non tutti sanno che, speculare rispetto allo Stabat Mater dolorosa, esiste anche uno Stabat Mater speciosa, risalente al XIII secolo ed attribuita anch'essa a Jacopone da Todi, che contempla il mistero della nascita del Salvatore.
Musicata anche da Franz Lizst nel 1872. Cliccare per ascoltare


Stava la Madre beata
Gioiosa presso il fieno
Dove giaceva il Piccolino.

La sua anima gioiosa
Lieta e fervente (d’amore)
Fu pervasa dal giubilo.

O quanto lieta e beata
Fu l’Immacolata
Madre dell’Unigenito.

Ella gioiva e sorrideva,
Esultava mentre guardava
Il suo glorioso Figlio .

Chi mai v’è che non gioisce
Nel vedere la Madre di Cristo
In tanta consolazione?

Chi non parteciperebbe alla sua  gioia,
contemplando la madre di Cristo
che gioca con il Figlio?

Per i peccati del suo popolo
Vide Cristo tra il bestiame,
Al  freddo.

Vide il suo dolce Nato
Vagire, adorato,
In una povera stalla.

Nato Cristo nella mangiatoia,
i cittadini del Cielo cantano lieti
Con immensa gioia.

Il vecchio e la ragazza
Stavano insieme senza parole
Con il cuore colmo di stupore.

Deh, o Madre, fonte dell’Amore,
Fammi sentire la forza dell’ardore,
Affinché io lo possa sentire insieme a te.

Fa che arda il mio cuore
Per l’amato Cristo Dio,
Perché possa compiacerlo.

Santa Madre, fa’ questo:
Introduci nel mio cuore
Le piaghe fissandole con forza.

Dividi con me le pene
Del tuo nato caduto dal cielo
Che ora si è degnato di nascere sul fieno.

Fammi veramente gioire con te,
Seguire il piccolo Gesù
Finché avrò vita..

In me vi sia il tuo ardore,
Fammi beneficiare del Piccolino
Per tutta la durata del mio esilio.

Vergine gloriosa fra le vergini
Non essere amara con me :
Fammi rapire il Bambino !

Fa che porti il bell’Infante,
Che nascendo vinse la morte
Per darci la vita.

Fammi saziare con te,
Inebriare del tuo Figlio,
Tripudiando.

Infiammato e acceso
Si stupisca ogni senso
Per un così gran commercio.

Fammi custodire dal tuo Figlio,
Proteggere dal Verbo di Dio,
Conservare nella grazia.

Quando il corpo morirà,
Fa’ che all’anima sia donata
La gloria del tuo Figlio. Amen


Originale latino:

STABAT Mater speciosa
iuxta faenum gaudiosa,
dum iacebat parvulus.

Cuius animam gaudentem 
laetabundam et ferventem 
pertransivit iubilus. 

O quam laeta et beata 
fuit illa immaculata, 
mater Unigeniti! 

Quae gaudebat et ridebat, 
exultabat, cum videbat 
nati partum inclyti. 

Quisquam est, qui non gauderet, 
Christi matrem si videret 
in tanto solatio? 

Quis non posset collaetari, 
Christi Matrem contemplari 
ludentem cum Filio?

Pro peccatis suae gentis
Christum vidit cum iumentis 
et algori subditum. 

Vidit suum dulcem Natum 
vagientem, adoratum, 
vili deversorio. 

Nato Christo in praesepe 
caeli cives canunt laete 
cum immenso gaudio. 

Stabat senex cum puella 
non cum verbo nec loquela 
stupescentes cordibus. 

Eia, Mater, fons amoris 
me sentire vim ardoris, 
fac, ut tecum sentiam. 

Fac, ut ardeat cor meum 
in amatum Christum Deum 
ut sibi complaceam. 

Sancta Mater, istud agas, 
prone introducas plagas 
cordi fixas valide. 

Tui Nati caelo lapsi, 
iam dignati faeno nasci, 
poenas mecum divide. 

Fac me vere congaudere, 
Iesulino cohaerere, 
donec ego vixero. 

In me sistat ardor tui, 
puerino fac me frui 
dum sum in exilio. 

Virgo virginum praeclara, 
mihi iam non sis amara, 
fac me parvum rapere. 

Fac, ut pulchrum infantem portem, 
qui nascendo vicit mortem, 
volens nos vitam tradere. 

Fac me tecum satiari, 
Nato me inebriari, 
stantem in tripudio. 

Inflammatus et accensus, 
obstupescit omnis sensus 
tali me commercio. 

Fac, me Nato custodiri, 
verbo Dei praemuniri 
conservari gratia. 

Quando corpus morietur, 
fac, ut animae donetur 
tui nati gloria. Amen. 




Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Adotazione dei pastori (1612), Madrid, museo del Prado

giovedì 24 dicembre 2015

24 dicembre: Vigilia di Natale

Volgiti a noi, tu che guidi Israele,
assiso sui Cherubini,
mostrati in faccia  a Efraim, ridesta
la tua potenza e vieni.

O Redentore delle genti, vieni:
rivela al mondo il parto della Vergine,
ogni età della storia stupisca:
è questo un parto che si addice a Dio.

Non da seme virile,
ma per l'azione arcana dello Spirito
il Verbo di Dio si è fatto carne,
fiorito a noi come frutto di un grembo.

Il verginale corpo s’inturgida,
senza che il puro chiostro si disserri,
brillano le virtù come vessilli:
Dio nel suo tempio ha fissato dimora.

Esca da questo talamo nuziale,
aula regia di santo pudore,
il Forte Che sussiste in due nature
E sollecito compia il suo cammino.

A noi viene dal Padre
e al Padre fa ritorno;
si slancia fino agli inferi
e riguadagna la sede di Dio

Consostanziale e coeterno al Padre,
Dell’umiltà della carne rivèstiti:
con il tuo indefettibile vigore
Rinsalda in poi la corporea fiacchezza.

Già il tuo presepe rifulge e la notte
spira una luce nuova;
nessuna tenebra più la contamini
la rischiari perenne la fede.

Intende, qui regis Israel,
super cherubini qui sedes,
adpare Ephraem coram, excita
potentiam  tuam et veni.

Veni, redémptor géntium,
osténde partum Vírginis;
mirétur omne sæculum:
talis decet partus Deum.

Non ex viríli sémine,
sed mýstico spirámine”
“Verbum Dei factum est caro
fructúsque ventris flóruit.

Alvus tuméscit Vírginis,
claustrum pudóris pérmanet
vexílla virtútum micant,
versàtur in templo Deus.

Procédat e thálamo suo,
pudóris aula régia,
gémirnæ gigas substántiæ
álacris ut currat viam.

Egressus eius  a Patre, 
regressus eius ad Patrem, 
excursus usque  ad inferos, 
recursus ad sedem Dei.

Æquális aetérno Patri,
carnis tropæo cíngere,
infírma nostri córporis
virtúte firmans pérpeti.

Præsépe iam fulget tuum
luménque nox spirat novum,
quod nulla nox intérpolet
fidéque iugi lúceat.
Sant'Ambrogio, Veni Redemptor gentium (Traduzione di Giacomo e Inos Biffi) 
Maria gravida, Svevia superiore,  ca . 1520 

mercoledì 23 dicembre 2015

23 dicembre


O Emmanuel,
Rex et legifer noster, expectatio gentium,
et Salvator earum:
veni ad salvandum nos, Domine, Deus noster. 


O Emmanuele,
nostro re e legislatore, speranza delle genti, e loro Salvatore: vieni e salvaci, Signore, nostro Dio. 

martedì 22 dicembre 2015

22 dicembre


O Rex Gentium,
et desideratus earum, lapisque angularis,
qui facis utraque unum: veni, et salva hominem, quem de limo formasti. 


O Re delle Genti,
da loro bramato,
e pietra angolare,
che riunisci tutti in uno: vieni, e salva l'uomo,
che hai plasmato dal fango. 

lunedì 21 dicembre 2015

21 dicembre


O Oriens,
splendor lucis aeternae, et sol justitiae:
veni, et illumina sedentes in tenebris,
et umbra mortis.


O (astro) Sorgente, splendore di luce eterna, e sole di giustizia:
vieni ed illumina
chi è nelle tenebre,
e nell'ombra della morte. 

domenica 20 dicembre 2015

20 dicembre


O Clavis David
et sceptrum domus Israël, qui aperis, et nemo claudit, claudis, et nemo aperuit: veni, et educ vinctum
de domo carceris, sedentem in tenebris,
et umbra mortis.


O Chiave di David,
e scettro della casa di Israele, che apri e nessuno chiude, chiudi e nessuno apre:
vieni e libera
lo schiavo dal carcere,
che è nelle tenebre,
e nell'ombra della morte. 

sabato 19 dicembre 2015

19 dicembre


O Radix Jesse,
qui stas in signum populorum,
super quem continebunt reges os suum, quem gentes deprecabuntur:
veni ad liberandum nos,
jam noli tardare. 


O Radice di Jesse,
che sei un segno per i popoli,
innanzi a te i re della terra non parlano, e le nazioni ti acclamano:
vieni e liberaci,
non fare tardi. 

venerdì 18 dicembre 2015

18 dicembre


O Adonai,
et dux domus Israël,
qui Moyse in igne flammae rubi apparuisti, et ei in Sina legem dedisti:
veni ad redimendum nos in brachio extento.


O Adonai,
e condottiero di Israele,
che sei apparso a Mosè tra le fiamme, e sul Sinai gli donasti la legge: redimici col tuo braccio potente. 

giovedì 17 dicembre 2015

17 dicembre


O Sapientia,
quae ex ore Altissimi prodiisti, attingens a fine usque ad finem,
fortiter suaviterque disponens omnia: veni ad docendum nos viam prudentiae. 


O Sapienza,
che esci dalla bocca dell'Altissimo,
ed arrivi ai confini della terra,
e tutto disponi con dolcezza:
vieni ad insegnarci la via della prudenza. 

un countdown medievale

Nella Chiesa tra poche ore comincia il tempo delle Antifone Maggiori o Antifone O  (17-23 dicembre)

Il testo latino, per gli uomini del Medioevo, appassionati di simboli, permetteva di costruire un conto alla rovescia:
se si prende l'iniziale della prima parola di ogni antifona (dopo la "o") nella versione latina,
si ottiene

S A R C O R E


(Sapientia- Adonai - Radix - Clavis - Oriens - Rex - Emmanuel) 

Letto al contrario si ottiene "ero cras", cioè "sarò domani"

lunedì 16 novembre 2015

testimoniare la Speranza

En ces jours d’épreuve, chacun de ceux qui croient au Christ est appelé au témoignage de l’espérance pour lui-même et tous ceux qu’il essaie d’accompagner et de soulager. 

In questi giorni di prova, ogni credente in Cristo è chiamato a testimoniare la speranza per se stesso e per tutti coloro che cerca di accompagnare e confortare.

Card. André Vingt-Trois, S. Messa all'intenzione delle vittime degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, dei loro cari e di tutta la Francia. Parigi, cattedrale di Notre-Dame, 15 novembre 2015
http://www.paris.catholique.fr/homelie-du-cardinal-andre-vingt-37982.html
La fede non mi stupisce 
Non è stupefacente
Risplendo talmente nella mia creazione.
Nel sole e nella luna e nelle stelle.
In tutte le mie creature 
[...] 

La carità, dice Dio, non mi sorprende.
non è stupefacente.
Queste povere creature sono così miserabili che a meno di avere un cuore di pietra, come potrebbero non avere me non potrebbero avere carità gli uni degli altri.
Conme  potrebbero non avere carità verso i loro fratelli.
[...]
E mio figlio ha avuto per loro una tale carità. 

Mio figlio loro fratello.
Una carità così grande.

Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce.
Me stesso.
Questo è stupefacente. 

La foi, ça ne m'étonne pas.
Ça n'est pas étonnant.
J'éclate tellement dans ma création.
Dans le soleil et dans la lune et dans les étoiles.
Dans toutes mes créatures. [...] 

La charité, dit Dieu, ça ne m'étonne pas.
Ça n'est pas étonnant.
Ces pauvres créatures sont si malheureuses qu'à
moins d'avoir un cœur de pierre, comment n'auraient-elles point charité les unes des autres.
Comment n'auraient-ils point charité de leur frères.
[...]
Et mon fils a eu d'eux une telle charité.

Mon fils leur frère.
Une si grande charité.

Mais l'espérance, dit Dieu, voilà ce qui m'étonne.
Moi-même.
Ça c'est étonnant.

Charles Péguy, Le Porche du mystère de la deuxième vertu (it. Il portico del mistero della seconda virtù), 1912

domenica 1 novembre 2015

1º novembre: tutti i Santi — martire, cioè testimone - III

La palma è l'insegna de' martiri, ma non tutti i santi hanno avuto il martirio;
come tutti i santi portano le palme in mano?
Risponde S. Gregorio che tutti i santi sono stati martiri o di ferro o di pazienza;
e così poi soggiunge: Nos sine ferro martyres esse possumus, si patientiam custodimus [= noi possiamo essere martiri senza il ferro, se custodiamo la pazienza].
sant' Alfonso de' Liguori. Pratica di amar Gesù Cristo, capitolo  V

Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone

sabato 31 ottobre 2015

Presenza reale — et incarnatus est II

Una volta, cinque o sei anni fa, alcuni amici mi hanno portato a cena da Mary McCarthy e dal marito, Mr Broadwater (…).
Lei è una Grande Intellettuale e aveva abbandonato la Chiesa all’età di 15 anni.
Arrivati alle otto, all’una io ancora non avevo aperto bocca; cosa potevo dire in una simile compagnia? (…).
Beh, verso l’alba si finì a parlare di Eucarestia, e ovviamente tutti si aspettavano che io, essendo cattolica, la difendessi.
La signora Broadwater disse che da piccola, quando prendeva l’ostia, pensava che fosse lo Spirito Santo, la persona “più portatile” della Trinità; ora invece la considerava un simbolo, intendendo un gran bel simbolo».
È a quel punto che, con voce tremante, ho detto: “Beh, se è un simbolo, che vada al diavolo”. 


 I was once, five or six years ago, taken by some friends to have dinner with Mary McCarthy and her husband, Mr. Broadwater. [...]
She departed the Church at the age of 15 and is a Big Intellectual.
We went at eight and at one, I hadn’t opened my mouth once, there being nothing for me in such company to say. [...]
Well, toward morning the conversation turned on the Eucharist, which I, being the Catholic, was obviously supposed to defend.
Mrs. Broadwater said when she was a child and received the Host, she thought of it as the Holy Ghost, He being the “most portable” person of the Trinity; now she thought of it as a symbol and implied that it was a pretty good one. I then said, in a very shaky voice, “Well, if it’s a symbol, to hell with it.”
Flannery O' Connor in una lettera ad A., 15. 12. 1955

mercoledì 2 settembre 2015

La probabilità di apprendere dal giornale una vicenda straordinaria è molto maggiore di quella di viverla personalmente;
in altre parole, oggi l'essenziale accade nell'astratto,
e l'irrilevante accade nella realtà.

Die Wahrscheinlichkeit, etwas Ungewöhnliches durch die Zeitung zu erfahren,
ist weit größer als die, es zu erleben; mit anderen Worten,
im Abstrakten ereignet sich heute das Wesentlichere,
und das Belanglosere im Wirklichen.
Robert Musil, Der Mann ohne Eigenschaften (it.: L'uomo senza qualità)
Che Dio si sia rivelato all'uomo in un modo più immediato,
in un modo più adeguato alla natura dell'uomo,
che Dio sia diventato uomo e si sia fatto conoscere così come ci conosciamo tra noi,
che questo sia avvenuto è certamente l'avviso,
la notizia più grossa che la storia dell'umanità possa ricordare.
don Luigi Giussani

martedì 25 agosto 2015

ragionevolezza — III

Confondere ragione con razionalismo è come confondere i polmoni con la polmonite.
Card. Giacomo Biffi (1928-2015)

domenica 23 agosto 2015

...semper gaudete* (1 Ts 5, 16) – II

Tiens, je vais te définir un peuple chrétien par son contraire.
Le contraire d’un peuple chrétien, c’est un peuple triste, un peuple de vieux. 
Tu me diras que la définition n’est pas trop théologique. 
D’accord. 
Mais elle a de quoi faire réfléchir les messieurs qui bâillent â la messe du dimanche. Bien sûr qu’ils bâillent ! 
Tu ne voudrais pas qu’en une malheureuse demi-heure par semaine, l’Église puisse leur apprendre la joie ! 
Et même s’ils savaient par cœur le catéchisme du Concile de Trente, ils n’en seraient probablement pas plus gais.

Ecco, ti definirò un popolo cristiano per mezzo del suo contrario.
Il contrario di un popolo cristiano è un popolo triste, un popolo di vecchi.
Mi dirai che la definizione non è troppo teologica.
D'accordo.
Ma ha di che far riflettere i signori che sbadigliano alla messa della domenica.
Certo che sbadigliano!
Non vorrai mica che in una una miserabile mezz'ora alla settimana la Chiesa possa insegnar loro la gioia!
E anche sapessero memoria il catechismo di del concilio di Trento, probabilmente non sarebbero più contenti.
Georges Bernanos, Le Journal d'un curé de campagne (it.: Diario di un curato di campagna)

* siate sempre lieti

mercoledì 19 agosto 2015

et incarnatus est...

Dice S. Francesco di Sales: 

«Che se per impossibile vi fosse una bontà infinita, 
cioè un Dio, 
a cui non appartenessimo in alcun modo 
e con cui non potessimo avere alcuna unione e comunicazione, 
noi certamente la stimeremmo più di noi stessi; 
onde potremmo aver desideri di poterla amare, 
ma non l'ameremmo».
citato da: sant'Alfonso Maria de' Liguori,  Pratica di amar Gesù Cristo, cap. XVI, 5

venerdì 14 agosto 2015

fratello Pergolesi*

Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne. 
Emmanuel Mounier 
Giovanni Battista Pergolesi compose lo Stabat Mater durante i suoi ultimi mesi di vita, prima di morire di tisi a ventisei anni, nel 1736.

http://youtu.be/xHQVtYzjLao

* cfr. Luigi Giussani: «Pergolesi è come un fratello che sostiene nel nostro cammino la fede comune, la memoria comune, la fedeltà comune alla Madre da cui l'avvenimento, ogni momento, parte per investire la nostra vita». (libretto allegato a:   Giovanni Battista Pergolesi: Stabat Mater, Lucia Valentini Terrani, Margaret Marshall, London Symphony Orchestra diretta da Claudio Abbado, Deutsche Grammophon, 1997)

giovedì 13 agosto 2015

heri et hodie et in saecula*

[Nel Santissimo Sacramento] egli sta come dietro un muro,
e di là ci guarda come per mezzo di stretti cancelli:
En ipse stat post parietem nostrum, respiciens per fenestras, prospiciens per cancellos
[Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate] (Cant. II, 9).
Sì che noi non lo vediamo,
ma egli di là ci guarda,
ed ivi è realmente presente:
è presente per lasciarsi da noi possedere,
ma si nasconde per farsi da noi desiderare.
sant'Alfonso de'Liguori, Pratica di amar Gesù Cristo, cap. II

"curioso", XI sec. chiesa abbaziale di Conques (Francia)
* cfr. Eb 13, 8: Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!


sabato 1 agosto 2015

1º agosto: sant'Alfonso Maria de' Liguori (1696-1797)

...Ma quel che più fa stupire è che [Cristo] ben poteva salvarci senza morire e senza patire; 
ma no, si elesse una vita afflitta e disprezzata, 
ed una morte amara ed ignominiosa, sino a morire su d'una croce, patibolo infame destinato agli scellerati [...] 

Ma perchè, potendo redimerci senza patire, volle eleggersi la morte e morte di croce? 

Per dimostrarci l'amore che ci portava   [...] 

Ci amò e, perchè ci amava, si diede in mano de' dolori, dell'ignominie e della morte più penosa che abbia patito alcun uomo sovra la terra.
Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Pratica di amar Gesù Cristo, I, 7 


martedì 28 luglio 2015

in labore requies*

Domine Deus meus,
una spes mea,
exaudi me,
ne fatigatus nolim te quaerere,
sed quaeram faciem tuam semper ardenter.

Signore mio Dio,
mia unica speranza,
esaudiscimi
e fa’ sì che non cessi di cercarti per stanchezza,
ma cerchi sempre la tua faccia con ardore.

sant'Agostino, De Trinitate, XV, 28, 51

Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, Sant'Agostino e il Bambino Gesù in riva al mare (1495-1496), Perugia, Galleria Nazionale Umbra
* nella fatica, riposo (dalla sequenza gregoriana Veni Sancte Spiritus)



mercoledì 8 luglio 2015

homo quidam habuit duos filios* (Lc 15, 11): apologia del fratello maggiore #teamfratellomaggiore 1

Un homme avait deux fils. Et moi, dit Dieu, j'ai deux races de saints.
J'ai ceux qui viennent des saints et ceux qui viennent des pénitents.
J'ai ceux qui sortent des saints et ceux qui sortent des pénitents.
J'ai ceux qui sortent des saints et ceux qui sortent des pécheurs.
Ce sont deux grandes écoles, dit Dieu, et j'ai placé mes fils dans l'une et dans l'autre.

Un uomo aveva due figli. E io, dice Dio, ho due razze di santi.
Ho quelli che vengono dai santi e quelli che vengono dai santi e quelli che vengono dai penitenti.
Ho quelli che escono dai santi e quelli che escono dai penitenti.
Ho quelli che escono dai santi e quelli che vengono dai peccatori.
Sono due grandi scuole, dice Dio, e ho messo i miei figli nell'una e nell'altra.

Charles Péguy
Sembra che, terminato il Mistero dei santi innocenti, Péguy abbia iniziato un quarto Mistero, dandogli il titolo di Mistero del Figliol Prodigo, abbandonandolo però dopo poche ore di lavoro.
Nel Vangelo (Lc 15, 11-32) la parabola dei due fratelli e del Padre misericordioso - più nota come parabola del Figliol prodigo - come è noto, si conclude con il dialogo tra il Padre ed il figlio maggiore, che, sdegnato e geloso, non vuole partecipare ai festeggiamenti in onore del fratello minore.
Lungi dal rimproverarlo, lo rassicura riguardo alla sua parte nei beni paterni.
Senza la partecipazione del figlio maggiore, la Sua gioia non avrebbe potuto essere completa.
A me piace pensare che il maggiore, commosso dall'attenzione del padre nei suoi confronti, sia andato alla festa e, come prima cosa, abbia abbracciato il fratello minore, desideroso di imitare l'abbraccio che aveva visto fare da suo Padre.


Sens (Francia), cattedrale St.-Étienne, Vetrata del Figliol prodigo (XIII sec.)













Particolare della stessa vetrata: il Padre torna a cercare il figlio maggiore e, prendendolo per mano, lo conduce alla festa in onore del minore, perduto e ritrovato. 
* un uomo aveva due figli…

lunedì 6 luglio 2015

Homo viator

La vita dell'uomo assomiglia a una trasferta, breve e piena di responsabilità.
Non possiamo considerarci a dimora fissa né caricarci di troppa roba.
Non è permessa una vita sottogamba, passarsela come in licenza.
Ci sono scadenze e somme da pagare.
E ciò non vale solo per te; nessuno è ospite o padrone, turista o residente della terra.
Siamo tutti in trasferta. 
Andrej Sinjavskij (Abram Terz), Pensieri improvvisi (1966). Traduzione italiana di Alberto Pescetto. Milano 1967 


domenica 5 luglio 2015

Non conformatevi! Mè syschematízesthe!* (Rm 12,2)

Di questa età superba,
Che di vote speranze si nutrica,
Vaga di ciance, e di virtù nemica;
Stolta, che l'util chiede,
E inutile la vita
Quindi più sempre divenir non vede;
Maggior mi sento [...].

Giacomo Leopardi, Il pensiero dominante, V. 59-65
* cfr. "E non vogliate conformarvi a questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, affinché possiate distinguere qual è la volontà di Dio, ciò che è bene, ciò che gli è gradito, ciò che è perfetto" (Rm 12,2). 
Non conformatevi! Mè syschematízesthe! 
Come è ben mostrata in questa parola la radice verbale e perenne: schema.
Josef Zverìna, Lettera ai cristiani d’Occidente (1970) (http://www.tracce.it/?id=266&id2=169&id_n=4846)

sabato 4 luglio 2015

A Dio spiacenti e a' nemici sui (Dante, Inferno, III, 63)

Fratelli, voi avete la presunzione di portare utilità al Regno di Dio assumendo quanto più possibile il saeculum, la sua vita, le sue parole, i suoi slogans, il suo modo di pensare.
Ma riflettete, vi prego, cosa significa accettare questa parola.
Forse significa che vi siete lentamente perduti in essa?
Purtroppo sembra che facciate proprio così.
È ormai difficile che vi ritroviamo e vi distinguiamo in questo vostro strano mondo.
Probabilmente vi riconosciamo ancora perché in questo processo andate per le lunghe, per il fatto che vi assimilate al mondo, adagio o in fretta, ma sempre in ritardo.
Josef Zverìna, Lettera ai cristiani di occidente (1970). Testo completo: http://www.tracce.it/?id=266&id2=169&id_n=4846



Il corvo superbo ed i pavoni, miniatura del XIV sec.

venerdì 3 luglio 2015

veritas liberabit vos* (Gv 8, 32)

Per me un dogma è solo una via d’accesso alla contemplazione
ed è strumento di libertà, 
non di costrizione.

For me a dogma is only a gateway to contemplation 
and is an instrument of freedom 
and not of restriction.
Flannery O'Connor
* La verità vi farà liberi

Non nobis, Domine, sed Nomini Tuo da gloriam.

“I'm nobody! Who are you?
Are you nobody, too?
Then there 's a pair of us — don't tell!
They 'd banish us, you know.

How dreary to be somebody!
How public, like a frog
To tell your name the livelong day
To an admiring bog!”

Emily Dickinson
Io sono Nessuno – e tu chi sei? 
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due – non dirlo,  

potrebbero spargere la voce!

Com’è pesante essere Qualcuno! 

Così volgare – come una rana
che gracida il tuo nome tutto il giorno 

ad un Pantano in estasi di lei!
(traduzione di Silvio Raffo)
* Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria 

lunedì 8 giugno 2015

mensuram bonam confersam et coagitatam et supereffluentem dabunt in sinum vestrum* (Lc 6, 38) – nova et vetera** VIII

Chi potrà mai parlare dell'amore all'uomo proprio di Cristo, traboccante di pace?
[Pseudo-]Dionigi l'Areopagita (V o VI sec.) 

O Mio Dio!
... 
[Lasciate] traboccare nella mia anima i fiotti di tenerezza infinita
Che sono racchiusi in voi.

Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo (1873-1897), Offerta di se stessa come vittima di Olocausto all'Amore Misericordioso del Buon Dio (Preghiera 6; testo completo, in francese: http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php/pri-6)
Signore,
…
Datemi la mia razione quotidiana di amore e misuratemela molto generosamente,
a causa degli altri :
affinché io vada, satollo, verso coloro che non vi amano,
e mi insultano;
così che io dica:questa è la sua liberalità.
Perché questi non sono i doni del suo cuore,
ma solo le briciole spazzate della sua mensa; 
ed ecco quel che resta nella scodella del servo indegno e sazio. 
Oscar V. Milosz, Miguel Mañara, VI  (traduzione italiana di Mimmi Cassola)

*  una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo

**  cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

domenica 31 maggio 2015

Solennità della Santissima Trinità – sic dilexit* II

...vides Trinitatem, si caritatem vides

...vedi la Trinità, se vedi la carità
sant'Agostino, De Trinitate, lib. VIII
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, La Trinità (Trono di Grazia), 1577, Madrid, Prado 

 * Cfr. Gv 3, 16: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (sic enim dilexit Daus mundum ut Filium suum unigenitum daret ut omnis qu credit in eum non pereat sed habeat vitram aeternam)

venerdì 22 maggio 2015

Il Signore faccia di noi un sacrificio perenne a Lui gradito - nova et vetera* VII

...Offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività.
Facciamo come le parole stesse ci suggeriscono.
Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze, cioè la passione, di Cristo.
Con il nostro sangue onoriamo il sangue di Cristo.
Saliamo anche noi di buon animo sulla sua croce.
Dolci sono infatti i suoi chiodi, benché duri.
san Gregorio Nazianzeno (IV sec.)

O Mio Dio!
... rimanete in me come nel tabernacolo,
Non allontanatevi mai dalla vostra piccola Ostia…
Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo (1873-1897), Offerta di se stessa come vittima di Olocausto all'Amore Misericordioso del Buon Dio (Preghiera 6; testo completo, in francese: http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php/pri-6)

Cosa significa "partecipare alla liturgia"?
Significa entrare pienamente nella preghiera di Cristo. [...]
si tratta di entrare nella preghiera di Gesù,
di immolarsi con lui,
di essere in un certo senso transustanziati
E diventare noi stessi ostie viventi, sante, gradite a Dio.
Cardinal Robert Sarah (*1945), Intervista a L'Homme Nouveau, 9 aprile 2015 http://www.hommenouveau.fr/1209/religion/dieu-ou-rien---grand-entretien-avec-le-cardinal-robert-sarah.htm. Mia traduzione dal francese. 

 * cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

giovedì 14 maggio 2015

martire, cioè testimone - II

Anche noi dunque, 
circondati da tale moltitudine di testimoni, 
avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, 
corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, 
tenendo fisso lo sguardo su Gesù, 
colui che dà origine alla fede 
e la porta a compimento. 
Eb 12, 1-2 
L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, [...] 
o se ascolta i maestri 
lo fa perché sono dei testimoni. 
beato Paolo VI 

mercoledì 13 maggio 2015

martire, cioè testimone - I

Il martire, in effetti, è il più genuino testimone della verità sull'esistenza. Egli sa di avere trovato nell'incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza.
San Giovanni Paolo II, Enciclica Fides et ratio, 32

Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone

venerdì 1 maggio 2015

sic dilexit*


Dominikos Theotokopoulos detto El Greco, Cristo porta la croce (1577-87), New York, Metropolitan Museum of Art
"E noi siamo capaci di lasciarlo per altro amore questo Cristo che si inoltra nella morte per salvarci dal male, cioè affinché noi cambiamo, perché il Padre eterno rigeneri in noi quello che il delitto della dimenticanza ha surclassato! Quest’uomo che si avventa sulla croce per brandirla, per abbracciarla, per inchiodarvisi sopra, per morire, una cosa con quel legno, «lasceremolo noi per altro amore»? Si svena quell’Uomo per noi e noi dobbiamo lasciarlo per altro amore?"
don Luigi Giussani
* Cfr. Gv 3, 16: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (sic enim dilexit Daus mundum ut Filium suum unigenitum daret ut omnis qu credit in eum non pereat sed habeat vitram aeternam)

giovedì 9 aprile 2015

mit brennender Sorge

Il sacro tempo della Quaresima e di Pasqua, che predica raccoglimento e penitenza e fa rivolgere più che mai lo sguardo del cristiano alla Croce, ma insieme anche allo splendore del Risorto,
sia per tutti e per ciascuno di voi un’occasione che saluterete con gioia e sfrutterete con ardore, per riempire tutto l’animo dello spirito eroico, paziente e vittorioso che si irradia dalla croce di Cristo.
Allora i nemici di Cristo — di ciò siamo sicuri — che vaneggiano sulla scomparsa della Chiesa, riconosceranno che troppo presto hanno giubilato e troppo presto hanno voluto seppellirla.
Allora verrà il giorno, in cui invece dei prematuri inni di trionfo dei nemici di Cristo, 
si eleverà al Cielo dai cuori e dalle labbra dei fedeli il "Te Deum" della liberazione: un "Te Deum" di ringraziamento all’Altissimo, 
un "Te Deum" di giubilo [...],
e si accingerà, 
in lotta contro i rinnegatori e i distruttori dell’Occidente cristiano, 
in armonia con tutti gli uomini ben pensanti delle altre nazioni,
a compiere la missione che i piani dell’Eterno gli hanno assegnato.
Pio XI, Enciclica Mit brennender Sorge [= con viva ansia] sulla situazione della Chiesa nel Reich germanico (dato in Vaticano, nella Domenica di Passione, 14 Marzo 1937), X


Mosul (Iraq), sui muri la lettera Nun, iniziale di Nassarah, la parola usata per i seguaci di Gesù (estate 2014)

Garissa (Kenya), 5.4.2015: in una chiesa si prega per le vittime della strage al campus del 2 aprile