papa Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Divini Amoris scientia
Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.
sant'Agostino, Discorso 141
mercoledì 2 ottobre 2013
1º ottobre: santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo
«Teresa [...] ci ha consegnato una originale autobiografia che è la storia della sua anima. Da essa traspare come la sua sia stata un'esistenza nella quale Dio ha offerto un preciso messaggio al mondo, indicando una via evangelica, la "piccola via", che tutti possono percorrere, perché tutti sono chiamati alla santità».
lunedì 30 settembre 2013
et ducam cæcos in viam quam nesciunt, et in semitis quas ignoraverunt ambulare eos faciam (Is 42,16)
«Dio [...] viene visto da coloro che lo possono vedere, cioè da quelli che hanno gli occhi.
Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole.
Tuttavia per il fatto che i ciechi non vedono, non si può concludere che la luce del sole non brilla».
san Teofilo di Antiochia, dal Libro ad Autolico
venerdì 27 settembre 2013
spes autem non confundit (Rm 5,5)
«Ma la speranza è un’altra cosa, non è ottimismo.
La speranza è un dono, è un regalo dello Spirito Santo e per questo Paolo dirà: ‘Mai delude’.
La speranza mai delude, perché?
Perché è un dono che ci ha dato lo Spirito Santo.
Ma Paolo ci dice che la speranza ha un nome.
La speranza è Gesù.
Non possiamo dire: 'Io ho speranza nella vita, ho speranza in Dio', no: se tu non dici: 'Ho speranza in Gesù, in Gesù Cristo, Persona viva, che adesso viene nell’Eucaristia, che è presente nella sua Parola', quella non è speranza.
E’ buon umore, ottimismo».
La speranza è un dono, è un regalo dello Spirito Santo e per questo Paolo dirà: ‘Mai delude’.
La speranza mai delude, perché?
Perché è un dono che ci ha dato lo Spirito Santo.
Ma Paolo ci dice che la speranza ha un nome.
La speranza è Gesù.
Non possiamo dire: 'Io ho speranza nella vita, ho speranza in Dio', no: se tu non dici: 'Ho speranza in Gesù, in Gesù Cristo, Persona viva, che adesso viene nell’Eucaristia, che è presente nella sua Parola', quella non è speranza.
E’ buon umore, ottimismo».
Messa mattutina celebrata da Papa Francesco nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 9 settembre 2013
- Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/09/09/il_papa:_la_speranza_cristiana_non_%C3%A8_ottimismo,_%C3%A8_molto_di_pi%C3%B9,_%C3%A8_ges%C3%B9/it1-726837 del sito Radio Vaticana
il punto indicato (Lc 6,8) – I
«...ma quella via,
Su cui ci pose il ciel, correrla intera
Convien, qual ch'ella sia, fino all'estremo.»
Alessandro Manzoni, Adelchi IV,1
giovedì 26 settembre 2013
mercoledì 25 settembre 2013
...nihil habentes, et omnia possidentes (2 Cor 6,12)
«Povertate è nulla avere — e nulla cosa poi volere;
ed omne cosa possedere — en spirito de libertate.»
Jacopone da Todi (ca. 1233–1306)
martedì 24 settembre 2013
redde mihi lætitiam salutaris tui (Sal 50 [51], 14)*
«Dio Padre onnipotente,
che ci dai la grazia di celebrare
il mistero della risurrezione del tuo Figlio,
concedi a noi di testimoniare con la vita
la gioia di essere salvati».
Colletta del martedì della IVª settimana di Pasqua* Rendimi la gioia di essere salvato
lunedì 23 settembre 2013
Utinam me quoque, suum sérvulum, dignarétur de somno inértiæ excitáre!
«Volesse il cielo che il Signore si degnasse di scuotere anche me, meschino suo servo, dal sonno della mia mediocrità e accendermi talmente della sua divina carità da farmi divampare del suo amore sin sopra le stelle, sicché ardessi dal desiderio di amarlo sempre più, né mai più in me questo fuoco si estinguesse!
Volesse il cielo che i miei meriti fossero così grandi che la mia lucerna risplendesse continuamente di notte nel tempio del mio Dio, sì da poter illuminare tutti quelli che entrano nella casa del mio Signore!
O Dio Padre, ti prego nel nome del tuo Figlio Gesù Cristo, donami quella carità che non viene mai meno, perché la mia lucerna si mantenga sempre accesa, né mai si estingua; arda per me, brilli per gli altri».
san Colombano, abate (ca. 540-615), Istr. sulla compunzione, 12, 2-3
domenica 22 settembre 2013
Tu le sais, ô mon Dieu ! pour t'aimer sur la terre je n'airienqu'aujourd'hui! ! ..
«Tu lo sai, o mio Dio,
per amarti in terra
non ho che oggi!»
santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Mon chant d'aujourd'hui, 1º giugno 1894
per amarti in terra
non ho che oggi!»
santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Mon chant d'aujourd'hui, 1º giugno 1894
sabato 21 settembre 2013
21 settembre: san Matteo evangelista -
Gesù vide Matteo al banco delle imposte.
Gli disse: «Seguimi».
Ed egli si alzò e lo seguì.
Gli disse: «Seguimi».
Ed egli si alzò e lo seguì.
cfr. Mt 9,9
sabato 14 settembre 2013
troppo perde il tempo...
«Sarebbe tempo perso quello in cui non avessimo vissuto come uomini, fatto esperienza, imparato, costruito, goduto e sofferto.
Perso è il tempo incompiuto, vuoto.
Certamente non lo sono stati gli anni scorsi».
Dietrich Bonhoeffer (1906-1945)
gratitudine – II
«Gratias tibi ago,
dulcissime Deus,
quod hodie et in omnibus horis sociasti desiderium meum»
«Ti rendo grazie,
o Dio dolcissimo,
perché oggi ed in ogni ora ti sei associato al mio desiderio»
trovato in un manoscritto del XV secolo
venerdì 13 settembre 2013
gratitudine – I
«O cor, non essere engrato — tanto ben che Dio t’ha dato!
vive sempre ennamorato — con la vita angelicata».
Jacopone da Todi (ca. 1233—1306)
giovedì 12 settembre 2013
The most incredible thing...
«The most incredible thing about miracles is that they happen»
G. K. Chesterton, The Blue Cross, in: “The Innocence of Father Brown.”
«La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono»
G. K. Chesterton, La croce azzurra, in: "L'innocenza di padre Brown"
sabato 7 settembre 2013
...qui amat non laborat
«Quando si ama, non ci si sottrae allo sforzo.
Sapete infatti che chi ama non sente fatica, mentre anche la minima fatica è pesante per chi non ama.
Se tante fatiche impone la cupidigia agli avari, la carità non dovrà esigere da noi alcuna fatica?»
Sant'Agostino, Trattati su Giovanni, XLVIII
sabato 31 agosto 2013
domenica 25 agosto 2013
...Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno (Fil 1, 21)
«Credo che coloro i quali gustano la croce di Cristo nostro Signore, si riposino giungendo a queste tribolazioni e muoiano quando da esse fuggano o se ne trovino fuori.
È peggio della morte vivere, lasciando il Cristo, dopo averLo conosciuto, per seguire le proprie opinioni o inclinazioni!»
È peggio della morte vivere, lasciando il Cristo, dopo averLo conosciuto, per seguire le proprie opinioni o inclinazioni!»
San Francesco Saverio ai compagni residenti in Roma (Goa, 29 settembre 1542)
mercoledì 21 agosto 2013
la morte di Cristo e la fede
«F. M. Dostoevskij, nella sua opera L’Idiota, fa dire al protagonista, il principe Myskin, alla vista del dipinto di Cristo morto nel sepolcro, opera di Hans Holbein il Giovane:
"Quel quadro potrebbe anche far perdere la fede a qualcuno".
Il dipinto rappresenta infatti, in modo molto crudo, gli effetti distruttivi della morte sul corpo di Cristo.
E tuttavia, è proprio nella contemplazione della morte di Gesù che la fede si rafforza e riceve una luce sfolgorante, quando essa si rivela come fede nel suo amore incrollabile per noi, che è capace di entrare nella morte per salvarci.
In questo amore, che non si è sottratto alla morte per manifestare quanto mi ama, è possibile credere; la sua totalità vince ogni sospetto e ci permette di affidarci pienamente a Cristo».
Papa Francesco, Lumen Fidei, I, 16
Hans Holbein il Giovane, Cristo morto nel sepolcro, 1521 (l'originale è a Basilea, una pregevole copia alla Biblioteca abbaziale di San Gallo)
giovedì 15 agosto 2013
15 agosto: Assunzione della Beata Vergine Maria - Come Io ho amato voi (III)
«La Madonna ci insegna ad aprirci all’azione di Dio, per guardare gli altri come li guarda Lui: a partire dal cuore. E a guardarli con misericordia, con amore, con tenerezza infinita».
Benedetto XVI, Atto di venerazione all’Immacolata a Piazza di Spagna, 8 dicembre 2009










