Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

lunedì 23 febbraio 2015

la Quaresima: un viaggio paradossale…

Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion. 

Sal 83 (84), 8

martedì 17 febbraio 2015

non ... dominamur fidei vestrae sed adiutores sumus gaudii vestri

Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia 
2 Cor 1, 24

Un punto di svolta decisivo in quella storia più antica si ebbe quando uomini e donne di buona volontà si distolsero dal compito di puntellare l’imperium romano e smisero di identificare la continuazione della civiltà e della comunità morale con la conservazione di tale imperium. Il compito che invece si prefissero (spesso senza rendersi conto pienamente di ciò che stavano facendo) fu la costruzione di nuove forme di comunità entro cui la vita morale potesse essere sostenuta, in modo che sia la civiltà sia la morale avessero la possibilità di sopravvivere all’epoca incipiente di barbarie e di oscurità.
Se la mia interpretazione della nostra situazione morale è esatta, dovremmo concludere che da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto questo punto di svolta. Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che già incombono su di noi. 


Alasdair McIntyre

mercoledì 4 febbraio 2015

il battesimo del Signore: il cielo ha fatto pace con la terra*

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Mc 1, 7-11

Nel momento in cui Giovanni Battista conferisce il battesimo a Gesù, il cielo si apre [...] È così finito il tempo dei “cieli chiusi”, che stanno ad indicare la separazione tra Dio e l’uomo, conseguenza del peccato. [...] I cieli aperti indicano che Dio ha donato la sua grazia perché la terra dia il suo frutto (cfr Sal 85,13). Così la terra è diventata la dimora di Dio fra gli uomini e ciascuno di noi ha la possibilità di incontrare il Figlio di Dio, sperimentandone tutto l’amore e l’infinita misericordia.
papa Francesco, Angelus dell'11 gennaio 2015, festa del battesimo del signore (testo completo: http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/angelus/2015/documents/papa-francesco_angelus_20150111.html)


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Battesimo di Cristo (1608–28), Toledo, Ospedale di Tavera

* trappiste di Vitorchiano, inno Sole che t'alzi...

"Sole che t'alzi nell'ombra di morte/oggi Tu splendi alto sul creato/e fai brillare su tutti i nostri volti/la primitiva immagine divina.//Parola eterna che rifletti il Padre/sei l'uomo nuovo in una carne santa,/il compimento di promesse antiche/la gioia e la//salvezza della terra./Agnello mite nato da Maria,/in Te la creazione è liberata:/il cielo ha fatto pace con la terra/e l'universo canta la Tua gloria.//Per Te segnati con sigillo eterno/siamo rinati ormaie a nuova vita/e nella gioia d'esser resi figli/possiam chiamare Dio col nome "Padre".//Emmanuele dolce Dio vicino/che hai posto la Tua tenda in mezzo a noi,/in Te, che sei il "sì" senza riserva/noi rispondiamo a Dio il nostro Amen"

martedì 3 febbraio 2015

Per la prima volta, per la prima volta dopo Gesù, noi abbiamo visto, sotto i nostri occhi, noi stiamo per vedere un nuovo mondo sorgere, se non una città; una società nuova formarsi, se non una città; la società moderna, il mondo moderno; un mondo, una società costituirsi, o almeno assemblarsi, (nascere e) ingrandirsi, dopo Gesù, senza Gesù. 
E ciò che è più tremendo, amico mio, non bisogna negarlo, è che ci sono riusciti.

Quello che dà alla nostra generazione, amico mio, alla vostra generazione, e al tempo in cui noi viviamo una importanza capitale: è ciò che pone voi ad una svolta unica nella storia del mondo, nel trascorrere della storia del mondo. 
È ciò che vi pone in una situazione tragica, unica. Voi siete i primi.

Voi siete i primi dei moderni. 
Voi siete i primi di fronte ai quali, davanti a cui, sotto i cui occhi si sia fatto e che voi stessi avete fatto, questa singolare opera, questa instaurazione del mondo moderno e questo stabilirsi del governo del partito intellettuale nel mondo moderno.
Charles Péguy, da: Dialogo della storia con l'anima carnale (o Véronique); citato da: Charles Péguy, Lui è qui, Milano 1997

lunedì 2 febbraio 2015

2 febbraio: Presentazione di Gesù al Tempio





Rembrandt Harmenszoon van Rijn, Simeone col col Bambino Gesù al Tempio di Gerusalemme (1669), Stoccolma, Museo Nazionale svedese

Mais lui, ce vieillard, ce vieillard de ce pays-là, on ne sait pas qu' il ait rien vu ensuite. Et heureux il ne connut plus aucune histoire. Heureux, le plus heureux de tous, il ne connut plus nulle autre histoire de la terre.
[…]
Il avait tenu, car il avait tenu, dans ses faibles mains […], le fils du plus grand roi; roi lui même Jésus Christ […].
Il ne connut plus aucune histoire. Heureux, le plus heureux de tous, il ne connut plus nulle autre histoire de la terre.
Car au soir de sa vie, au soir de sa journée, d’un seul coup, du premier coup il avait connu la plus grande histoire de la terre. 

Et aussi la plus grande histoire des cieux.
La plus grande histoire du monde.
La plus grande histoire de jamais.
La seule grande histoire de jamais, la plus grande histoire de tout le monde.
La seule histoire intéressante qui soit jamais arrivée.


Ma lui, quel vecchio, quel vecchio di quel paese, non si sa che abbia visto altro in in seguito. E felice non conobbe più altra storia. Felice, il più felice di tutti, non conobbe più nessun'altra storia sulla terra.
[…]
Aveva tenuto, perché aveva tenuto, nelle sue deboli mani […], il figlio del più grande re, re egli stesso Gesù Cristo […].
E non conobbe più nessun’altra storia della terra. Poiché alla sera della sua vita, alla sera della sua giornata, di un sol colpo, al primo colpo aveva conosciuto la più grande storia della terra.
E anche la più grande storia dei cieli.
La più grande storia del mondo.
La più grande storia del tempo.
La sola grande storia del tempo.
La più grande storia di tutte.
La sola storia interessante che sia mai accaduta. 

Charles Péguy, Le Mystère de la charité de Jeanne d’Arc (It.: Il Mistero della carità di Giovanna d’Arco, trad. di Mimmi Cassola)


venerdì 30 gennaio 2015

quid est homo, quod memor es ejus? aut filius hominis, quoniam visitas eum? {Sal 8,5; cfr. Sal 143 [144],3} - IV

Quid est homo, quod memor es ejus ?
aut filius hominis, quoniam visitas eum ?
Minuisti eum paulominus ab angelis ;
gloria et honore coronasti eum ;

che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi?
Davvero l'hai fatto poco meno di un dio,

di gloria e di onore lo hai coronato. 
Salmo 8, 5-6
Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza. 
Lo fornì di intelligenza e di ragione a differenza di tutti gli altri viventi della terra.

San Basilio Magno
L’io, l’uomo, è quel livello della natura in cui essa si accorge di non farsi da sé. Così che il cosmo intero è come la grande periferia del mio corpo senza soluzione di continuità.
don Luigi Giussani

giovedì 29 gennaio 2015

nova et vetera*



* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

Dicebat Bernardus Carnotensis nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea

Diceva Bernardo di Chartres che noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'acume della vista o l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.

Giovanni di Salisbury (1120 ca.-1180), Metalogicon: III, 4 (citato da Wikipedia


Cattedrale di Chartres: i quattro evangelisti ciascuno sulle spalle di uno dei quattro profeti maggiori (Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele). Al centro la Vergine Maria, Regina dei profeti e degli Evangelisti (ha letteralmente portato la Buona Novella)



















mercoledì 28 gennaio 2015


[Deus] 
Incomprensibilis erat et inaccessibilis, 
invisibilis et inexcogitabilis omnino. 

Nunc vero comprehendi voluti, 
videri voluit, 
cogitari voluit. 

[Dio] 
era incomprensibile ed inaccessibile, 
invisibile e del tutto inescogitabile. 

Ora ha voluto essere afferrato, 
ha voluto essere visto, 
ha voluto essere pensato. 

san Bernardo di Chiaravalle 
Omelia in Nativitate Virginis Mariae (Sermo de aquaeductu)



 
Jan van Eyck (e atelier?), Madonna col Bambino che legge (1433), National Gallery of Victoria, Melbourne

lunedì 26 gennaio 2015

Parvulus factus est, 
tenera membra Virgo mater pannis alligat; 
et adhuc timore trepidas? 

Vel in hoc scies 

quia non venit perdere te, 
sed salvare; 
eripere, 
et non ligare. 

Si è fatto un piccolo bambino, 
la Vergine madre avvolge in panni le tenere membra, 
e tu trepidi ancora, impaurito? 

Non è piuttosto perché in questo tu sappia 

che non è venuto per perderti, 
ma per salvarti, 
è venuto per liberarti, 
non per legarti. 

San Bernardo di Chiaravalle, Omelia in Nativitate Domini 

Georges de La Tour, Le Nouveau-Né (ca. 1648), Rennes, Musée des beaux-arts

domenica 9 novembre 2014

Bisogna essere preparati a tutto, anche alla felicità.

Emmanuel Mounier, in una lettera a Paulette Leclercq, 12 febbraio 1933 
(citato da: E. Mounier, Lettere sul dolore. Milano 1995) 

non voglio vivere inutilmente! (don Luigi Giussani) – II

...desideriamo una vita felice, cioè feconda!


venerdì 31 ottobre 2014

“È toccata loro una grande disgrazia”. Invece non si tratta di una disgrazia: siamo stati visitati da qualcuno molto grande.  

Emmanuel Mounier parlando della figlia Françoise, gravemente handicappata, 28 agosto 1940
(citato da: E. Mounier, Lettere sul dolore. Milano 1995)

giovedì 30 ottobre 2014

in patientia vestra possidebitis animas vestras (Lc 21, 19)* I

Nada te turbe
nada te espante,
todo se pasa,
Dios no se muda;
la paciencia
todo lo alcanza;
quien a Dios tiene
nada le falta.
Solo Dios basta.

Nulla ti turbi, 
nulla ti spaventi; 
tutto passa, 
Dio non cambia; 
la pazienza 
ottiene tutto; 
chi possiede Dio 
non manca di nulla. 
Solo Dio basta.  
santa Teresa di Avila
 * la traduzione letterale dalla Vulgata suona: nella vostra pazienza possederete le vostre anime

martedì 7 ottobre 2014

et ignobilia mundi et contemptibilia elegit Deus et quae non sunt ut eaquae sunt destrueret (I Cor 1, 28)*

Dum Phaethontea formica vagatur in umbra,
inplicuit tenuem sucina gutta feram.
sic modo quae fuerat vita contempta manente,
funeribus facta est nunc pretiosa suis.

Mentre una formica vagava nell'ombra del sole, 
crudele una goccia di ambra avvolse il debole insetto: 
allo stesso modo ciò che in vita fu disprezzato, 
ora, dopo la morte, è prezioso agli occhi dei suoi. 
Marziale, Epigramma VI, 15 



* quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono

mercoledì 1 ottobre 2014

1º ottobre: santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo II

...Sì, lo sento, quando sono caritatevole è Gesù solo che agisce in me; 
più sono unita a Lui, più amo tutte le mie sorelle. 
Quando voglio aumentare in me questo amore, soprattutto quando il demonio tenta di mettermi davanti agli occhi i difetti di questa o quella sorella che mi è meno simpatica, mi affretto a ricercare le sue virtù, i suoi buoni desideri, mi dico che quando l'ho vista cadere una volta, lei può anche aver ottenuto un gran numero di vittorie, che nasconde per uniltà, 
e che anche quello che mi sembra un errore può benissimo essere, a causa dell'intenzione, un atto di virtù. 

santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Storia di un'anima, Ms. C, fol. 12v-13r 




domenica 28 settembre 2014

Vivo autem iam non ego, vivit vero in me Christus (Gal 2, 20)

Lord Jesus, 
I have the joy and the responsibility of believing 
that ever since my baptism we are one. 
Don't extinguish the light of Your Presence within me. 
O Lord, look through my eyes, 
listen through my ears, 
speak through my lips, 
walk with my feet. 
Lord, may my poor human presence
be a reminder,
however weak,
of Your Divine Presence. 

Signore Gesù, 
ho la gioia e la responsabilità di credere 
che dal giorno del mio battesimo siamo una cosa sola. 
Non lasciare che si estingua in me la luce della Tua Presenza. 
Signore, guarda con i miei occhi, 
ascolta con le mie orecchie, 
parla con le mie labbra, 
cammina con i miei piedi. 
Signore, possa la mia povera presenza umana, 
essere un segno, 
anche se debole, 
della Tua Divina Presenza. 
beato John Henry Newman

giovedì 25 settembre 2014

Wir suchen überall das Unbedingte, und finden immer nur Dinge

Cerchiamo ovunque l'Assoluto, 
e troviamo  sempre soltanto le cose. 

Novalis, poeta romantico tedesco (1761-1802), Blütenstaub § 1

lunedì 22 settembre 2014

Dilige, et quod vis fac

Ama, e fa' ciò che vuoi: 
se taci, taci per amore; 
se parli, parla per amore;  
se correggi, correggi per amore;
se hai riguardo, abbi riguardo per amore. 

All'origine ci sia l'amore,
da questa radice non può uscire se non il bene.

sant'Agostino, Tactatus in Ioannis epistola, tract. 7, 8

sabato 20 settembre 2014

per-donare: donare fino in fondo — II

- C'è qualcosa che la rinfranca? 
- Soprattutto la fede e l'amore di questa gente. È commovente sentirli parlare di perdono. 
- Perdono? Per gli estremisti dell'Isis? 
- Sì, oggi l'Isis, ma prima anche gli altri gruppi fondamentalisti che l'hanno preceduto. Pregano che il Signore li converta… È incredibile! Se il Signore salverà la Chiesa e il Paese, ci salverà grazie alla fede di questa gente. 
  
Monsignor Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo in Siria, in un'intervista. Tracce, settembre 2014)