Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

venerdì 4 ottobre 2013

4 ottobre: san Francesco di Assisi


Altissimo, onnipotente, bon Signore,
tue so' le laude, la gloria et l'honore
et onne benedictione.

A te solo, Altissimo, se konfanno
et nullo homo ene digno te mentovare.

Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messer lo frate sole,
lo qual è iorno; et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l'hai formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale alle tue creature dai sustentamento.

Laudato si', mi' Signore, per sora acqua,
la quale è molto utile
et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi' Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte;
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.

Laudato si', mi' Signore,
per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengon infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke le sosterranno in pace
ka da te, Altissimo, saranno incoronati.

Laudato si', mi' Signore,
per sora nostra morte corporale,
da la quale nullo uomo vivente pò skappare.

Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda nol farà male.

Laudate et benedicete mi' Signore et rengratiate
et servitelo cum grande humilitate.

San Francesco, Cantico delle creature

Dal codice 338 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi con qualche minimo adattamento e la divisione in strofe 


Giotto, San Francwsco predica agli uccelli (ca. 1295-1299), Assisi, Basilica superiore

giovedì 3 ottobre 2013

Signore, donami il senso dell'umorismo!

Donami una buona digestione, Signore,
e anche qualcosa da digerire! 
Ma come o quando qualcosa debba capitare,
Lo lascio decidere a te, Te, che lo sai meglio. 


Donami la salute del corpo, 
e fammelo anche mantenere al meglio. 
E anche un cuore che non sia infastidito
qualunque sia ciò che devo fare.

Dammi un'anima sana, Signore,
che abbia negli occhi ciò che è buono e puro, 
che non si scandalizzi dei propri peccati, 
ma trovi il modo di rimettere a posto le cose. 

Dammi un'anima che non sia ripiegata su di sè, 
che non si autocommiseri, non si lamenti né piagnucoli. 
Fa' che non abbia un’eccessiva autostima, 
né un esagerato amor proprio.

Signore, donami il senso dell'umorismo, 
concedimi la grazia di stare agli scherzi, 
così da avere un po' di allegria nella vita, 
e di renderne partecipi gli altri. 

Give me a good digestion, Lord,
And also something to digest; 
But when or how that something comes 
I leave to Thee, Who knowest best. 

Give me a healthy body, Lord; 
Give me the sense to keep it so; 
Also a heart thatvis not bored 
Whatever work I have to do. 

Give me a healthy mind, good Lord, 
That finds the good that dodges sight, 
And, seeing sin, is not appalled, 
But seeks a way to put it right. 

Give me a point of view, good Lord; 
Let me know what it is, and why; 
Don’t let me worry over much 
About the thing that’s known as ‘I’; 

Give me a sense of humour, Lord; 
Give me the power to see a joke, 
To get some happiness from life, 
And pass it on to other folk.
Thomas Henry Basil Webb (1898–1917)

L'autore morí  in combattimento nel corso della 1ª guerra mondiale. A dodici anni compose questa preghiera ("Chester Cathedral Refectory Prayer"), spesso erroneamente attribuita a San Tommaso Moro.


mercoledì 2 ottobre 2013

1º ottobre: santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo

«Teresa [...] ci ha consegnato una originale autobiografia che è la storia della sua anima. Da essa traspare come la sua sia stata un'esistenza nella quale Dio ha offerto un preciso messaggio al mondo, indicando una via evangelica, la "piccola via", che tutti possono percorrere, perché tutti sono chiamati alla santità». 

papa Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Divini Amoris scientia 



lunedì 30 settembre 2013

et ducam cæcos in viam quam nesciunt, et in semitis quas ignoraverunt ambulare eos faciam (Is 42,16)

«Dio [...] viene visto da coloro che lo possono vedere, cioè da quelli che hanno gli occhi.
Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole. 
Tuttavia per il fatto che i ciechi non vedono, non si può concludere che la luce del sole non brilla». 
san Teofilo di Antiochia, dal Libro ad Autolico

venerdì 27 settembre 2013

spes autem non confundit (Rm 5,5)

«Ma la speranza è un’altra cosa, non è ottimismo. 
La speranza è un dono, è un regalo dello Spirito Santo e per questo Paolo dirà: ‘Mai delude’. 
La speranza mai delude, perché? 
Perché è un dono che ci ha dato lo Spirito Santo. 
Ma Paolo ci dice che la speranza ha un nome. 
La speranza è Gesù. 
Non possiamo dire: 'Io ho speranza nella vita, ho speranza in Dio', no: se tu non dici: 'Ho speranza in Gesù, in Gesù Cristo, Persona viva, che adesso viene nell’Eucaristia, che è presente nella sua Parola', quella non è speranza. 
E’ buon umore, ottimismo». 
Messa mattutina celebrata da Papa Francesco nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 9 settembre 2013

il punto indicato (Lc 6,8) – I

«...ma quella via, 
Su cui ci pose il ciel, correrla intera 
Convien, qual ch'ella sia, fino all'estremo.» 

Alessandro Manzoni, Adelchi IV,1

giovedì 26 settembre 2013

«Perché temi di perdere ciò che ha saputo trovarti? 
Penitenza non è dolore. 
È amore».

Oscar V. Milosz, Miguel Mañara, Quarto quadro

mercoledì 25 settembre 2013

...nihil habentes, et omnia possidentes (2 Cor 6,12)

«Povertate è nulla avere — e nulla cosa poi volere;
ed omne cosa possedere — en spirito de libertate.»
Jacopone da Todi  (ca. 1233–1306)

martedì 24 settembre 2013

redde mihi lætitiam salutaris tui (Sal 50 [51], 14)*

«Dio Padre onnipotente, 
che ci dai la grazia di celebrare 
il mistero della risurrezione del tuo Figlio, 
concedi a noi di testimoniare con la vita 
la gioia di essere salvati».
Colletta del martedì della IVª settimana di Pasqua 
* Rendimi la gioia di essere salvato  

lunedì 23 settembre 2013

Utinam me quoque, suum sérvulum, dignarétur de somno inértiæ excitáre!

«Volesse il cielo che il Signore si degnasse di scuotere anche me, meschino suo servo, dal sonno della mia mediocrità e accendermi talmente della sua divina carità da farmi divampare del suo amore sin sopra le stelle, sicché ardessi dal desiderio di amarlo sempre più, né mai più in me questo fuoco si estinguesse! 
Volesse il cielo che i miei meriti fossero così grandi che la mia lucerna risplendesse continuamente di notte nel tempio del mio Dio, sì da poter illuminare tutti quelli che entrano nella casa del mio Signore! 
O Dio Padre, ti prego nel nome del tuo Figlio Gesù Cristo, donami quella carità che non viene mai meno, perché la mia lucerna si mantenga sempre accesa, né mai si estingua; arda per me, brilli per gli altri».

san Colombano, abate (ca. 540-615), Istr. sulla compunzione, 12, 2-3


domenica 22 settembre 2013

Tu le sais, ô mon Dieu ! pour t'aimer sur la terre je n'airienqu'aujourd'hui! ! ..

«Tu lo sai, o mio Dio, 
per amarti in terra 
non ho che oggi!»

santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Mon chant d'aujourd'hui, 1º giugno 1894

sabato 21 settembre 2013

21 settembre: san Matteo evangelista -

Gesù vide Matteo al banco delle imposte.
Gli disse: «Seguimi».
Ed egli si alzò e lo seguì.
 

cfr. Mt 9,9 



Gesù lo guardò con sentimento di misericordia e lo scelse  – miserando atque eligendo 
cfr. San Beda il Venerabile, omelia 21



sabato 14 settembre 2013

troppo perde il tempo...

«Sarebbe tempo perso quello in cui non avessimo vissuto come uomini, fatto esperienza, imparato, costruito, goduto e sofferto.
Perso è il tempo incompiuto, vuoto. 
Certamente non lo sono stati gli anni scorsi».

Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) 



gratitudine – II

«Gratias tibi ago, 
dulcissime Deus, 
quod hodie et in omnibus horis sociasti desiderium meum»

«Ti rendo grazie, 
o Dio dolcissimo, 
perché oggi ed in ogni ora ti sei associato al mio desiderio» 
trovato in un manoscritto del XV secolo

venerdì 13 settembre 2013

gratitudine – I

«O cor, non essere engrato — tanto ben che Dio t’ha dato!
vive sempre ennamorato — con la vita angelicata».
Jacopone da Todi  (ca. 1233—1306)

giovedì 12 settembre 2013

The most incredible thing...

«The most incredible thing about miracles is that they happen»
G. K. Chesterton, The Blue Cross, in: “The Innocence of Father Brown.” 


«La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono» 
G. K. Chesterton, La croce azzurra, in: "L'innocenza di padre Brown"

sabato 7 settembre 2013

...qui amat non laborat

«Quando si ama, non ci si sottrae allo sforzo. 
Sapete infatti che chi ama non sente fatica, mentre anche la minima fatica è pesante per chi non ama. 
Se tante fatiche impone la cupidigia agli avari, la carità non dovrà esigere da noi alcuna fatica?»

Sant'Agostino, Trattati su Giovanni, XLVIII

sabato 31 agosto 2013

"Voi siete nel numero delle vergini folli [...]  o delle vergini sagge; nel primo caso la comunità vi è necessaria, nel secondo è la comunità che ha bisogno di voi"

san Bernardo di Chiaravalle, Epistola 115 


domenica 25 agosto 2013

...Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno (Fil 1, 21)

«Credo che coloro i quali gustano la croce di Cristo nostro Signore, si riposino giungendo a queste tribolazioni e muoiano quando da esse fuggano o se ne trovino fuori. 
È peggio della morte vivere, lasciando il Cristo, dopo averLo conosciuto, per seguire le proprie opinioni o inclinazioni!»

San Francesco Saverio ai compagni residenti in Roma (Goa, 29 settembre 1542) 



mercoledì 21 agosto 2013

la morte di Cristo e la fede

«F. M. Dostoevskij, nella sua opera L’Idiota, fa dire al protagonista, il principe Myskin, alla vista del dipinto di Cristo morto nel sepolcro, opera di Hans Holbein il Giovane: 
"Quel quadro potrebbe anche far perdere la fede a qualcuno".
Il dipinto rappresenta infatti, in modo molto crudo, gli effetti distruttivi della morte sul corpo di Cristo. 
E tuttavia, è proprio nella contemplazione della morte di Gesù che la fede si rafforza e riceve una luce sfolgorante, quando essa si rivela come fede nel suo amore incrollabile per noi, che è capace di entrare nella morte per salvarci. 
In questo amore, che non si è sottratto alla morte per manifestare quanto mi ama, è possibile credere; la sua totalità vince ogni sospetto e ci permette di affidarci pienamente a Cristo».
Papa  Francesco, Lumen Fidei, I, 16

 
Hans Holbein il Giovane, Cristo morto nel sepolcro, 1521 (l'originale è a Basilea, una pregevole copia alla Biblioteca abbaziale di San Gallo)