Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.
sant'Agostino, Discorso 141
lunedì 11 novembre 2013
Jugum meum suave est, et onus meum leve (Mt 11, 30)
Alla figura dell'Atlante stoico del mondo antico, che porta il mondo sulle spalle, un miniatore del monastero di San Gallo ha sostuito quella dell'evangelista che porta la Buona Novella: il suo significato si è fatto uomo.
venerdì 8 novembre 2013
giovedì 7 novembre 2013
Est-ce que le but de la vie est de vivre? est-ce que les pieds des enfants de Dieu seront attachés à cette terre misérable?
Il n'est pas de vivre, mais de mourir, et non point de charpenter la croix mais d'y monter, et de donner ce que nous avons en riant!
Forse che fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con fermi piedi su questa miserabile terra?
Non vivere, ma morire, e non digrossar la croce ma salirvi e dare in letizia ciò che abbiamo.
Il n'est pas de vivre, mais de mourir, et non point de charpenter la croix mais d'y monter, et de donner ce que nous avons en riant!
Forse che fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con fermi piedi su questa miserabile terra?
Non vivere, ma morire, e non digrossar la croce ma salirvi e dare in letizia ciò che abbiamo.
Paul Claudel, L'annonce faite à Marie. (It.: L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati), IV, V
giovedì 24 ottobre 2013
il punto indicato (Lc 6,8) – II
La sainteté n'est pas d'aller se faire lapider chez les Turcs ou de baiser un lépreux sur la bouche.
Mais de faire le commandement de Dieu aussitôt,
Qu'il soit
De rester à notre place, ou de monter plus haut
Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca, ma fare la volontà di Dio con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più alto.
Paul Claudel, L'annonce faite à Marie, (L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati)
mercoledì 16 ottobre 2013
16 ottobre: san Gallo – I
Dilecte Deo, Galle,
perenni!
Hominibusque
et coetibus angelorum
Qui
Jesu Christi oboediens arduae suasioni
Praedia patris, gremium matris,
Coniugis curam, ludicra nati
Sprevisti pauperem pauper dominum sequens
Et
crucem gaudiis praetulisti lubicris.
Sed Christus pretio centuplicato
Haec compensat, ut dies iste testatur.
Dum tibi nos omnes filios dulci subdit affectu
Sueviamque
suavem patriam tibi, Galle, donavit,
Nec non et iudicem in caelis apostolorum choro
iunctum te fecit sedere.
Te
nunc suppliciter precamur,
ut nobis Jesum Christum, Galle, postules favere
ut nobis Jesum Christum, Galle, postules favere
Et locum corporis eius pace repleas
Ac tuos supplices crebra preces subleves,
Ut tibi debitam honorificentiam
Laetabundi semper mereamur solvere.
O GALLE, DEO DILECTE!».
Notker Balbulus, monaco a San Gallo, † 912
Libera traduzione:
Gallo,
amato da Dio, dagli uomini e dagli angeli,
che
obbedendo all’arduo consiglio di Gesù Cristo hai rinunciato ai beni paterni,
agli affetti di una madre, alla cura di una moglie, ai giochi dei figli,
per
seguire, povero, il Signore povero, preferendo la croce ai giochi vani.
Ma
di tutto questo Cristo ti ricompensa con il centuplo come attesta questo
giorno: ti ha dato l’affetto di noi, tuoi figli, ti ha donato la dolce Svevia
come patria, ti ha fatto sedere come giudice nel coro degli apostoli.
Ora
ti supplichiamo di intercedere per noi presso Gesù Cristo,
e
di riempire di pace il luogo ove riposi,
cosicché noi, “lietabondi” [un neologismo inventato da Notker], possiamo continuare a prestarti gli onori
a te dovuti
piatto di legatura del Cod. Sang. 53
sabato 12 ottobre 2013
gratutudine – III
Infine, anche se i fratelli arrivano a dare la vita per i fratelli, il sangue di un martire non viene sparso per la remissione dei peccati dei fratelli, cosa che invece [Cristo] ha fatto per noi.
E con questo ci ha dato non un esempio da imitare, ma un dono di cui essergli grati.
Dai Trattati su Giovanni di sant'Agostino
Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone
venerdì 11 ottobre 2013
non voglio vivere inutilmente! (don Luigi Giussani) – I
Quaerens me, sedisti lassus,
redemisti Crucem passus:
tantum labor non sit cassus!
Per cercarmi sedesti stanco,
mi hai redento con la Passione sulla croce:
che tanta fatica non sia vana!
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con due donatori (ca. 1580), Parigi, Museo del Louvre
redemisti Crucem passus:
tantum labor non sit cassus!
Per cercarmi sedesti stanco,
mi hai redento con la Passione sulla croce:
che tanta fatica non sia vana!
dal Dies irae, XIII sec.
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con due donatori (ca. 1580), Parigi, Museo del Louvre
giovedì 10 ottobre 2013
non dormitabit neque dormiet qui custodit Israël (Sal 120 [121], 4)
«E anni dopo posso dire che il Signore mi ha guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire quotidianamente la sua presenza. E’ stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto.
(Ultima Udienza Generale di Benedetto XVI - Catechesi del Santo Padre, mercoledì 27 febbraio 2013)
lunedì 7 ottobre 2013
7 ottobre: Beata Vergine Maria del Rosario (anniversario della battaglia di Lepanto del 7.10.1571)
Lorenzo Lotto (1480-1556/57), Madonna del Rosario (1539), Cingoli (MC), Chiesa di san Domenico
Alziamo i nostri occhi al cielo,
non dimentichiamo la sua clemenza.
Imploriamola con sicurezza e poniamo la nostra fiducia in lei...
Permettiamole di essere la nostra comune gioia,
la nostra comune gloria,
la nostra comune speranza,
la nostra comune consolazione,
la nostra comune riconciliazione,
ed il nostro rifugio comune.
Se siamo tristi, voliamo a lei, affinché possa rallegrarci.
Se siamo scoraggiati, voliamo a lei, affinché possa riempirci di gioia.
Se siamo disperati, voliamo a lei, affinché possa risollevarci.
Se siamo inquieti, voliamo a lei, affinché possa consolarci.
Se siamo perseguitati, voliamo a lei, affinché possa proteggerci.
Se siamo in disaccordo con suo Figlio,
voliamo a lei, affinché possa riconciliarci con lui.
Permettiamole di essere la nostra custode in questa vita,
e la nostra protettrice nell’ora della morte.
Che ci protegga dal peccato sin d’ora,
e, più tardi, ci presenti al suo amatissimo Figlio!
Beato Aelredo di Rielvaux OCist (1109/10-1166/67), Sermone 45
venerdì 4 ottobre 2013
4 ottobre: san Francesco di Assisi
Altissimo, onnipotente, bon Signore,
tue so' le laude, la gloria et l'honore
et onne benedictione.
A te solo, Altissimo, se konfanno
et nullo homo ene digno te mentovare.
Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messer lo frate sole,
lo qual è iorno; et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l'hai formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale alle tue creature dai sustentamento.
Laudato si', mi' Signore, per sora acqua,
la quale è molto utile
et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi' Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte;
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
Laudato si', mi' Signore,
per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengon infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke le sosterranno in pace
ka da te, Altissimo, saranno incoronati.
Laudato si', mi' Signore,
per sora nostra morte corporale,
da la quale nullo uomo vivente pò skappare.
Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda nol farà male.
Laudate et benedicete mi' Signore et rengratiate
et servitelo cum grande humilitate.
San Francesco, Cantico delle creature
Dal codice 338 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi con qualche minimo adattamento e la divisione in strofe
giovedì 3 ottobre 2013
Signore, donami il senso dell'umorismo!
Donami una buona digestione, Signore,
e anche qualcosa da digerire!
Ma come o quando qualcosa debba capitare,
Lo lascio decidere a te, Te, che lo sai meglio.
Donami la salute del corpo,
Lo lascio decidere a te, Te, che lo sai meglio.
Donami la salute del corpo,
e fammelo anche mantenere al meglio.
E anche un cuore che non sia infastidito
qualunque sia ciò che devo fare.
E anche un cuore che non sia infastidito
qualunque sia ciò che devo fare.
Dammi un'anima sana, Signore,
che abbia negli occhi ciò che è buono e puro,
che non si scandalizzi dei propri peccati,
ma trovi il modo di rimettere a posto le cose.
Dammi un'anima che non sia ripiegata su di sè,
che non si autocommiseri, non si lamenti né piagnucoli.
Fa' che non abbia un’eccessiva autostima,
né un esagerato amor proprio.
Signore, donami il senso dell'umorismo,
concedimi la grazia di stare agli scherzi,
così da avere un po' di allegria nella vita,
e di renderne partecipi gli altri.
Give me a good digestion, Lord,
And also something to digest;
But when or how that something comes
I leave to Thee, Who knowest best.
Give me a healthy body, Lord;
Give me the sense to keep it so;
Also a heart thatvis not bored
Whatever work I have to do.
Give me a healthy mind, good Lord,
That finds the good that dodges sight,
And, seeing sin, is not appalled,
But seeks a way to put it right.
Give me a point of view, good Lord;
Let me know what it is, and why;
Don’t let me worry over much
About the thing that’s known as ‘I’;
Give me a sense of humour, Lord;
Give me the power to see a joke,
To get some happiness from life,
And pass it on to other folk.
Thomas Henry Basil Webb (1898–1917)
L'autore morí in combattimento nel corso della 1ª guerra mondiale. A dodici anni compose questa preghiera ("Chester Cathedral Refectory Prayer"), spesso erroneamente attribuita a San Tommaso Moro.
mercoledì 2 ottobre 2013
1º ottobre: santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo
«Teresa [...] ci ha consegnato una originale autobiografia che è la storia della sua anima. Da essa traspare come la sua sia stata un'esistenza nella quale Dio ha offerto un preciso messaggio al mondo, indicando una via evangelica, la "piccola via", che tutti possono percorrere, perché tutti sono chiamati alla santità».
papa Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Divini Amoris scientia
lunedì 30 settembre 2013
et ducam cæcos in viam quam nesciunt, et in semitis quas ignoraverunt ambulare eos faciam (Is 42,16)
«Dio [...] viene visto da coloro che lo possono vedere, cioè da quelli che hanno gli occhi.
Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole.
Tuttavia per il fatto che i ciechi non vedono, non si può concludere che la luce del sole non brilla».
san Teofilo di Antiochia, dal Libro ad Autolico
venerdì 27 settembre 2013
spes autem non confundit (Rm 5,5)
«Ma la speranza è un’altra cosa, non è ottimismo.
La speranza è un dono, è un regalo dello Spirito Santo e per questo Paolo dirà: ‘Mai delude’.
La speranza mai delude, perché?
Perché è un dono che ci ha dato lo Spirito Santo.
Ma Paolo ci dice che la speranza ha un nome.
La speranza è Gesù.
Non possiamo dire: 'Io ho speranza nella vita, ho speranza in Dio', no: se tu non dici: 'Ho speranza in Gesù, in Gesù Cristo, Persona viva, che adesso viene nell’Eucaristia, che è presente nella sua Parola', quella non è speranza.
E’ buon umore, ottimismo».
La speranza è un dono, è un regalo dello Spirito Santo e per questo Paolo dirà: ‘Mai delude’.
La speranza mai delude, perché?
Perché è un dono che ci ha dato lo Spirito Santo.
Ma Paolo ci dice che la speranza ha un nome.
La speranza è Gesù.
Non possiamo dire: 'Io ho speranza nella vita, ho speranza in Dio', no: se tu non dici: 'Ho speranza in Gesù, in Gesù Cristo, Persona viva, che adesso viene nell’Eucaristia, che è presente nella sua Parola', quella non è speranza.
E’ buon umore, ottimismo».
Messa mattutina celebrata da Papa Francesco nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 9 settembre 2013
- Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/09/09/il_papa:_la_speranza_cristiana_non_%C3%A8_ottimismo,_%C3%A8_molto_di_pi%C3%B9,_%C3%A8_ges%C3%B9/it1-726837 del sito Radio Vaticana
il punto indicato (Lc 6,8) – I
«...ma quella via,
Su cui ci pose il ciel, correrla intera
Convien, qual ch'ella sia, fino all'estremo.»
Alessandro Manzoni, Adelchi IV,1
giovedì 26 settembre 2013
mercoledì 25 settembre 2013
...nihil habentes, et omnia possidentes (2 Cor 6,12)
«Povertate è nulla avere — e nulla cosa poi volere;
ed omne cosa possedere — en spirito de libertate.»
Jacopone da Todi (ca. 1233–1306)
martedì 24 settembre 2013
redde mihi lætitiam salutaris tui (Sal 50 [51], 14)*
«Dio Padre onnipotente,
che ci dai la grazia di celebrare
il mistero della risurrezione del tuo Figlio,
concedi a noi di testimoniare con la vita
la gioia di essere salvati».
Colletta del martedì della IVª settimana di Pasqua* Rendimi la gioia di essere salvato
lunedì 23 settembre 2013
Utinam me quoque, suum sérvulum, dignarétur de somno inértiæ excitáre!
«Volesse il cielo che il Signore si degnasse di scuotere anche me, meschino suo servo, dal sonno della mia mediocrità e accendermi talmente della sua divina carità da farmi divampare del suo amore sin sopra le stelle, sicché ardessi dal desiderio di amarlo sempre più, né mai più in me questo fuoco si estinguesse!
Volesse il cielo che i miei meriti fossero così grandi che la mia lucerna risplendesse continuamente di notte nel tempio del mio Dio, sì da poter illuminare tutti quelli che entrano nella casa del mio Signore!
O Dio Padre, ti prego nel nome del tuo Figlio Gesù Cristo, donami quella carità che non viene mai meno, perché la mia lucerna si mantenga sempre accesa, né mai si estingua; arda per me, brilli per gli altri».
san Colombano, abate (ca. 540-615), Istr. sulla compunzione, 12, 2-3
domenica 22 settembre 2013
Tu le sais, ô mon Dieu ! pour t'aimer sur la terre je n'airienqu'aujourd'hui! ! ..
«Tu lo sai, o mio Dio,
per amarti in terra
non ho che oggi!»
santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Mon chant d'aujourd'hui, 1º giugno 1894
per amarti in terra
non ho che oggi!»
santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Mon chant d'aujourd'hui, 1º giugno 1894










