Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

giovedì 5 dicembre 2013

O Maria, speranza mia, 
se poc'amo il tuo Gesù, 
non ti sdegnare 
amalo tu per me, s'io non so amare! 
sant'Alfonso Maria de'Liguori (1696-1787), Tu scendi dalle stelle 
Jan van Eyck (e atelier?), Madonna col Bambino che legge (1433), Melbourne, National Gallery of Victoria

mercoledì 4 dicembre 2013

Alvus tumescit virginis, 
claustrum pudori permanet, 
vexilla virtutum micant: 
versatur in templo Deus. 

Si ingrossa il ventre della Vergine, 
ma resta chiuso il pudico chiostro, 
brillano i vessilli della virtù: 
Dio dimora nel suo tempio. 

Sant'Ambrogio di Milano


martedì 3 dicembre 2013

signatum est super nos lumen vultus tui, Domine (Sal 4, 7)*

«Nella prima venuta [il Signore] venne nella debolezza della carne, in questa intermedia viene nella potenza dello Spirito, nell'ultima verrà nella maestà della gloria.
[...] 
Questa sua venuta intermedia farà in modo che «come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, così porteremo l'immagine dell'uomo celeste» (1 Cor 15, 49)»

san Bernardo di Chiaravalle, Discorso 5 sull'Avvento

* Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. 

lunedì 2 dicembre 2013

alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina (Lc21, 28) - I

Il labirinto è un po' l'immagine del cammino della vita, spesso contorta e che sembra farci tornare indietro invece di condurci alla meta. 

Quello "cristiano" però, a volte rappresentato nelle cattedrali (nell'immagine il pavimento della cattedrale di Chartres), porta sempre alla meta: per quanto contorta possa essere la strada, essa è una sola, non è possibile sbagliare.

Aiuta a percorrerla il pensiero che, dall'Alto, essa venga vista nella sua interezza; senza mai perdere di vista il punto di arrivo. 

Si sa poi che guardando negli occhi di colui che guarda si vede riflesso l'oggetto guardato: guardiamo a Lui per non perderci! 



domenica 1 dicembre 2013

Avvento: "ti porterò io a salvezza, non temere!"

Rorate coeli desuper
et nubes pluant iustum


Ne irascaris Domine,
ne ultra memineris iniquitatis;
ecce civitas Sancti facta est deserta,
Sion deserta facta est;
Jerusalem desolata est,
domus sanctificationis tuae et gloriae tuae, 

ubi laudaverunt te Patres nostri. 

Peccavimus, et facti sumus tamquam immundus nos, 
et cecidimus quasi folium universi,
et iniquitates nostrae quasi ventus abstulerunt nos, abscondisti faciem tuam a nobis, 

et allisisti nos in manu iniquitatis nostrae. 

Vide Domine afflictionem populi tui
et mitte quem missurus es;
emitte Agnum dominatorem Terrae;
et petra deserti ad montem filiae Sion;
ut auferat ipse jugum captivitatis nostrae. 


Consolamini, consolamini, popule meus 
cito veniet salus tua;
quare moerore consumeris,
quia innovavit te dolor?

Salvabo te, noli timere;
ego enim sum Dominus Deus tuus, sanctus Israel Redemptor tuus. 



Come rugiada scenda dal cielo, dall’alto venga chi ci renda giustizia. Non adirarti Signore, non soffermarti sulla nostra inettitudine. Ecco io sono come una città desolata, vuota è questa mia vita; come abbandonato io mi sento, questa creatura fatta per un destino di gioia perfetta e di amore, sì che ogni genio ne ha tratto motivo di lode a te. Abbiamo ceduto al male, ci siamo complicati, siamo crollati come vento vorticoso, ci hai inariditi abandonandoci alle nostre miserie. Guarda, o Signore, l’angoscia del tuo popolo, manda colui che ci fai così aspettare. Mandaci quell’essere dolce e forte come dominatore, dalla bruma dell’orizzonte fallo comparire aglio occhi ansiosi di questo mio e tuo essere, perché ci liberi lui dalla prigionia. (Tu, o Signore, mi dici): confortati, confortati, o mio popolo, improvvisa verrà la tua salvezza. Perché ti struggi di amarezza, per il dolore che ti penetra? Ti porterò io a salvezza, non temere; sono infatti il tuo Signore, il tuo Creatore, l’Ideale tuo, il tuo Redentore.
(Traduzione di Luigi Giussani) 


giovedì 28 novembre 2013

9          MADELEINE

L'oiseau de sa voix pure
Chante votre grandeur
Le ruisseau qui murmure
Vous donne sa fraîcheur.
Le lys de la vallée
Vous offre avec bonheur
Sa corolle embaumée
Son parfum, sa blancheur.

10        JÉSUS

Salomon dans sa gloire 
Etait moins bien paré 
Sur son trône d'ivoire 
Que le lys embaumé*, 
Les simples pâquerettes
Surpassent le grand roi 
Et toutes ces fleurettes 
Ne brillent que pour toi. 


MADDALENA 

L'uccello con voce pura 
Canta la vostra grandezza. 
Il ruscello che mormora 
vi dona la sua freschezza. 
Il giglio della valle 
vi offre con gioia 
La sua corolla profumata, 
il suo profumo, il suo candore. 

GESÙ 

Salomone nella  sua gloria 
sul sui trono di avorio 
non vestiva 
come il giglio profumato.*  
Le semplici margheritine 
sorpassano il gran re. 
E questi fiorellini 
non brillan che per te. 

* cfr. Mt 6, 28-29; Lc 12, 27

santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Jésus à Béthanie (Gesù a Betania, recréation pieuse nº 4)

venerdì 22 novembre 2013

Non rifiutate niente alla Grazia – Non rifiutate niente alla Croce

 

immagine fatta da santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo

giovedì 21 novembre 2013

il punto indicato (Lc 6,8) – III

«...mon coeur est joyeux comme le nid qui se souvient et comme la terre qui espère sous la neige. 
A cause que je sais que toutes choses sont où elles doivent être et vont où  elles doivent aller: 
au lieu assigné par une sagesse qui (le Ciel en soit loué!) n'est pas la nôtre». 

«... il mio cuore è gioioso come il nido che ricorda e come la terra che spera sotto la neve. 
Perché so che tutto è dove deve essere e va dove deve andare: 
al luogo assegnato da una sapienza che (il Cielo ne sia lodato!) non è la nostra».
Oscar V. Milosz, Miguel Mañara, VI (traduzione italiana di Mimmi Cassola)

[Cristo] portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce (I Pt 2, 24)

 
Hieronymus Bosch, Portamento di croce (XV sec., ultimo ventennio), Vienna, Kunsthistorisches Museum

martedì 19 novembre 2013

quid est homo, quod memor es ejus? aut filius hominis, quoniam visitas eum? {Sal 8,5; cfr. Sal 143 [144],3} I*



dal vocabolario Zingarelli 


 
la creazione dell'uomo, Portale Reale della cattedrale di Chartres (XIII sec.)


* che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,il figlio dell'uomo, perché te ne curi?


umiltà – II

Un vecchio trappista ha detto: «l'umiltà è condividere i giudizi di Dio»...


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, La Trinità (Trono di Grazia), 1577, Madrid, Prado

venerdì 15 novembre 2013

Vita manifestata est, et vidimus, et testamur (I Ioh 1, 2)

Il verbo tedesco wissen (= sapere) ha la stessa radice dell'italiano vedere
Morfologicamente ha una forma passata, ma ha un significato presente: «ho visto, quindi so».

lunedì 11 novembre 2013

Jugum meum suave est, et onus meum leve (Mt 11, 30)



Alla figura dell'Atlante stoico del mondo antico, che porta il mondo sulle spalle, un miniatore del monastero di San Gallo ha sostuito quella dell'evangelista che porta la Buona Novella: il suo significato si è fatto uomo. 

venerdì 8 novembre 2013

De quel prix est le monde auprès de la vie ? et de quel prix est la vie, sinon pour la donner ? 

Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per essere data?

Paul Claudel, L'annonce faite à Marie. (It.: L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati), IV, V 

giovedì 7 novembre 2013

Est-ce que le but de la vie est de vivre? est-ce que les pieds des enfants de Dieu seront attachés à cette terre misérable?
Il n'est pas de vivre, mais de mourir, et non point de charpenter la croix mais d'y monter, et de donner ce que nous avons en riant! 


Forse che fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con fermi piedi su questa miserabile terra?
Non vivere, ma morire, e non digrossar la croce ma salirvi e dare in letizia ciò che abbiamo.


Paul Claudel, L'annonce faite à Marie. (It.: L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati), IV, V 

giovedì 24 ottobre 2013

il punto indicato (Lc 6,8) – II

La sainteté n'est pas d'aller se faire lapider chez les Turcs ou de baiser un lépreux sur la bouche. 
Mais de faire le commandement de Dieu aussitôt, 
Qu'il soit 
De rester à notre place, ou de monter plus haut

Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca, ma fare la volontà di Dio con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più alto.

Paul Claudel, L'annonce faite à Marie, (L'annunzio a Maria, traduzione di Francesco Casnati)

mercoledì 16 ottobre 2013

16 ottobre: san Gallo – I



Dilecte Deo, Galle, perenni!

 Hominibusque et coetibus angelorum
 Qui Jesu Christi oboediens arduae suasioni

 Praedia patris, gremium matris,
 Coniugis curam, ludicra nati

 Sprevisti pauperem pauper dominum sequens
 Et crucem gaudiis praetulisti lubicris.
 Sed Christus pretio centuplicato

 Haec compensat, ut dies iste testatur.
 Dum tibi nos omnes filios dulci subdit affectu

 Sueviamque suavem patriam tibi, Galle, donavit,
 Nec non et iudicem in caelis apostolorum choro iunctum te fecit sedere.

 Te nunc suppliciter precamur, 
ut nobis Jesum Christum, Galle, postules favere
 Et locum corporis eius pace repleas

 Ac tuos supplices crebra preces subleves,
 Ut tibi debitam honorificentiam
 Laetabundi semper mereamur solvere.

 O GALLE, DEO DILECTE!».

Notker Balbulus, monaco a San Gallo, † 912


Libera traduzione: 

Gallo, amato da Dio, dagli uomini e dagli angeli,
che obbedendo all’arduo consiglio di Gesù Cristo hai rinunciato ai beni paterni, agli affetti di una madre, alla cura di una moglie, ai giochi dei figli,
per seguire, povero, il Signore povero, preferendo la croce ai giochi vani.
Ma di tutto questo Cristo ti ricompensa con il centuplo come attesta questo giorno: ti ha dato l’affetto di noi, tuoi figli, ti ha donato la dolce Svevia come patria, ti ha fatto sedere come giudice nel coro degli apostoli.
Ora ti supplichiamo di intercedere per noi presso Gesù Cristo,
e di riempire di pace il luogo ove riposi,
cosicché noi, “lietabondi” [un neologismo inventato da Notker], possiamo continuare a prestarti gli onori a te dovuti 


 piatto di legatura del Cod. Sang. 53

sabato 12 ottobre 2013

gratutudine – III

Infine, anche se i fratelli arrivano a dare la vita per i fratelli, il sangue di un martire non viene sparso per la remissione dei peccati dei fratelli, cosa che invece [Cristo] ha fatto per noi. 
E con questo ci ha dato non un esempio da imitare, ma un dono di cui essergli grati.

Dai Trattati su Giovanni di sant'Agostino


Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone

venerdì 11 ottobre 2013

non voglio vivere inutilmente! (don Luigi Giussani) – I

Quaerens me, sedisti lassus, 
redemisti Crucem passus: 
tantum labor non sit cassus! 

Per cercarmi sedesti stanco, 
mi hai redento con la Passione sulla croce: 
che tanta fatica non sia vana! 
dal Dies irae, XIII sec.















Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con due donatori (ca. 1580), Parigi, Museo del Louvre