Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

martedì 26 agosto 2014

...verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.
E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.  

Gv 16, 2b-3 


Mosul (Iraq), sui muri la lettera Nun, iniziale di Nassarah, la parola usata per i seguaci di Gesù. 



mercoledì 30 luglio 2014

...e se rischiassimo l'audacia di credere che la Meta si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi?!

XXXV.

THE GOAL (ca. 1863)

Each life converges to some centre
Expressed or still;
Exists in every human nature
A goal,

Admitted scarcely to itself, it may be,
Too fair
For credibility's temerity
To dare.

Adored with caution, as a brittle heaven,
To reach
Were hopeless as the rainbow's raiment
To touch,

Yet persevered toward, surer for the distance;
How high
Unto the saints' slow diligence
The sky!

Ungained, it may be, by a life's low venture,
But then,
Eternity enables the endeavoring
Again.

Emily Dickinson (1830-1883)

Ogni vita converge a qualche centro,
Dichiarato o taciuto. 
Esiste in ogni cuore umano 
Una mèta 

Ch'esso forse osa appena riconoscere, 
Troppo bella 
Per rischiare l'audacia 
Di credervi. 

Cautamente adorata come un fragile cielo, 
Raggiungerla 
Sarebbe impresa disperata come 
Toccar la veste dell'arcobaleno. 

Ma più sicura quanto più distante 
Per chi persevera: 
E come alto alla lenta pazienza 
Dei santi è il cielo! 

Non l'otterrà forse la breve prova 
Della vita, ma poi 
L'eternità rende ancora possibile 
L'ardente slancio. 

da Emily Dickinson, Poesie, trad. Margherita Guidacci, Milano 1979, p. 217

domenica 6 luglio 2014

venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis et ego reficiam vos


"Disco" (diametro 194, 5 cm) duomo di Costanza, XI sec. 

Sul libro che Cristo ha in mano sta scritto (in latino): 

«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11, 28)

mercoledì 18 giugno 2014

Gli disse Nicodèmo: "Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?" (Gv 3, 4)

Jan van Eyck, Madonna allattante (particolare), Francoforte sul Meno, Museo Städel
Così succhierete al suo petto
e vi sazierete delle sue consolazioni;
succhierete, deliziandovi,
all'abbondanza del suo seno.
Is 66,11


sabato 14 giugno 2014

sitivit in Te anima mea (Sal 62 [63], 2) – II

... 
La sete natural che mai non sazia
se non con l'acqua onde la femminetta
samaritana domandò la grazia
Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, XXI, 1-3 
Rembrandt, Gesù e la Samaritana (1755), New York, Metropolitan Museum of Art
Marc Chagall, Le Cantique des Cantiques I
L’amato mio somiglia a una gazzella
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate.
Ora l’amato mio prende a dirmi:
"Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto! 
Cantico dei Cantici 2, 9-10

venerdì 13 giugno 2014

Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo

Nessuna società ha potuto abolire la tristezza, 
nessuna politica ci può liberare da un malessere esistenziale, 
dalla paura della morte, 
dalla nostra sete d’assoluto; 
è la condizione umana che determina la condizione sociale e non viceversa. 
Eugène Jonesco 

Kiev, Majdan, febbraio 2014

giovedì 24 aprile 2014

Pasqua!

Se non fossi Tu, o, mio Cristo, mi sentirei creatura finita. 
Sono nato e mi sento dissolvere. 
Mangio, dormo, riposo e cammino, mi ammalo e guarisco. 
Mi assalgono senza numero brame e tormenti, godo del sole e di quanto la terra fruttifica. 
Poi, io muoio e la carne diventa polvere come quella degli animali, che non hanno peccati. 
Ma io, cosa ho di più di loro? 
Nulla, se non Dio. 
Se non fossi Tu, o, Cristo mio, mi sentirei creatura finita. 
O nostro Gesù, guidaci dalla Croce alla resurrezione e insegnaci che il male non avrà l’ultima parola, 
ma l’amore, la misericordia e il perdono. 
O Cristo, aiutaci a esclamare nuovamente: 
“Ieri ero crocifisso con Cristo; 
oggi sono glorificato con Lui. 
Ieri ero morto con Lui, oggi sono vivo con Lui. 
Ieri ero sepolto con Lui, oggi sono risuscitato con Lui”.

san Gregorio Nazianzeno 



sabato 19 aprile 2014

Sabato Santo

Cristo è penetrato nel nascondimento (Verborgenheit), ma nello stesso tempo, proprio nel cuore del buio impenetrabile, egli è penetrato nella sicurezza (Geborgenheit), anzi egli è diventato la sicurezza ultima. 
Ormai è diventata vera la parola ardita del salmista*: e anche se mi volessi nascondere nell’inferno, anche là sei tu. 
E quanto più si percorre questa liturgia, tanto più si scorgono brillare in essa, come un’aurora del mattino, le prime luci della Pasqua 
Joseph Ratzinger [Benedetto XVI]

[*Sal 138 (139), 8-12: 
   Se salgo in cielo, là tu sei;
     se scendo negli inferi, eccoti.
   Se prendo le ali dell’aurora
      per abitare all’estremità del mare,
   

   anche là mi guida la tua mano
     e mi afferra la tua destra.
   

   Se dico: "Almeno le tenebre mi avvolgano
     e la luce intorno a me sia notte",
   

   nemmeno le tenebre per te sono tenebre
     e la notte è luminosa come il giorno;

     per te le tenebre sono come luce] 

venerdì 18 aprile 2014

quid est homo, quod memor es ejus? aut filius hominis, quoniam visitas eum? {Sal 8,5; cfr. Sal 143 [144],3}* – III

O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell'antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, 
rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; 
e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l'immagine dell'uomo terreno, 
così per l'azione del tuo Spirito, fa' che portiamo l'immagine dell'uomo celeste. 
Per Cristo nostro Signore.

Deus, qui peccáti véteris hereditáriam mortem, 
in qua posteritátis genus omne succésserat, Christi Fílii tui, Dómini nostri, passióne solvísti, 
da, ut confórmes eídem facti, sicut imáginem terréni hóminis natúræ necessitáte portávimus,
irta  imáginem cæléstis grátiæ sanctificatióne portémus. 
Per Christum Dóminum nostrum. 

Orazione della liturgia del Venerdì Santo



Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con Sua Madre, la Maddalena e san Giovanni Evangelista (ca. 1588), Atene, Galleria Nazionale
* che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,il figlio dell'uomo, perché te ne curi?

mercoledì 16 aprile 2014

Venerdì Santo



Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Pietà, 1571-76, Philadelphia Museum of Art, Philadelphia

Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, La Trinità (Trono di Grazia), 1577, Madrid, Prado

Giovedì Santo: Gesù fa la Prima Comunione agli Apostoli


Beato Angelico, Istituzione dell'Eucaristia (1448-1455), Firenze, Museo di San Marco

domenica 13 aprile 2014

Gesù viene spogliato delle sue vesti

Il vestito conferisce all’uomo la sua posizione sociale; gli dà il suo posto nella società, lo fa essere qualcuno. 
Essere spogliato in pubblico significa che Gesù non è più nessuno, non è nient’altro che un emarginato, disprezzato da tutti. 
Il momento della spoliazione ci ricorda anche la cacciata dal paradiso: lo splendore di Dio è venuto meno nell’uomo, che ora si trova lì, nudo ed esposto, denudato, e si vergogna. 
Gesù, in questo modo, assume ancora una volta la situazione dell’uomo caduto. 
Il Gesù spogliato ci ricorda il fatto che tutti noi abbiamo perso la “prima veste”, e cioè lo splendore di Dio. [...]
Il Signore sperimenta tutti gli stadi e i gradi della perdizione degli uomini, e ognuno di questi gradi è, in tutta la sua amarezza, un passo della redenzione [....]. 

Joseph Ratzinger, Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo 2005 


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, El Espolio (1577-79). Toledo, sacrestia della cattedrale

venerdì 11 aprile 2014

tempus breve est (I Cor 7, 29)

"No reason to get excited," 
The thief, he kindly spoke, 
"There are many here among us 
Who feel that life is but a joke. 
But you and I, we 've been through that, 
And this is not our fate, 
So let us not talk falsely now, 
The hour is getting late."

"Non c'è ragione per agitarsi,"
disse gentilmente il ladro.
"Molti tra noi credono
che la vita non sia che uno scherzo.
Ma tu ed io ci siamo passati,
e non è il nostro destino.
Non perdiamoci in vane chiacchiere,
si sta facendo tardi".  


Bob Dylan, All Along The Watchtower

pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis* (Gv 14, 27) - I

La paix, pour qui la connaît, la joie
      Et la douleur y entrent pour des parts égales.

La pace, chi la conosce, sa che gioia e dolore in parti uguali la compongono.

Paul Claudel, L'annonce faite à Marie, (L'annunzio a Maria) 


* vi lascio la pace, vi do la mia pace (Gv 14, 24)

mercoledì 9 aprile 2014

ragionevolezza - II

philologus: amator rationis 
(filologo: amante della ragione)
Glossa in un manoscritto del nono secolo.

...Καὶ ὁ λόγος σὰρξ ἐγένετο  (Gv 1, 14)
e il Verbo (Logos)  si fece carne!

martedì 8 aprile 2014

adtraxi te miserans (Ger 31, 3)


«Verrebbe da dire che la parola "misericordia" dovrebbe essere strappata dal vocabolario perché non esiste nel mondo degli uomini, non c'è niente di corrispondente a essa. La misericordia è all'origine del perdono, è il perdono affermato nella sua origine, che è infinita, è il perdono come mistero» .
Luigi Giussani


Ne è una dimostrazione la storia della parola Barmherzigkeit ("misericordia" in tedesco). 
All’inizio, quando nei monasteri, indipendentemente l'uno dall'altro, si cercava di tradurre nella lingua del popolo i concetti della fede, ci furono molti tentativi per tradurre la parola misericordia, ma nessuno di essi riusciva ad essere del tutto adeguato: non esistendo il significato, neppure può esistere il significante. 

Così si è inventato, costruito una nuova parola: prendendo il termine latino miseri-cors, e traducendo le sue parti: arm (miser) + herzi (cor), da cui armherzi. 

In tedesco moderno si dice Barmherzigkeit, la “b” iniziale è entrata in un’epoca successiva, (a partire dal 10. secolo, per una contaminazione con Erbarmen, pietà).


 




lunedì 7 aprile 2014

periferie esistenziali

De profùndis clamàvi ad te, Dòmine;
Dòmine, exàudi vocem meam.
Fiant àures tuæ intendèntes
in vocem deprecatiònis meæ.
Si iniquitàtes observàveris, Dòmine,
Dòmine, quis sustinèbit?
Quia apud te propitiàtio est
et propter legem tuam sustìnui te, Dòmine.
Sustìnuit ànima mea in verbo ejus,
speràvit ànima mea in Dòmino.
A custòdia matutìna usque ad noctem,
speret Ìsraël in Dòmino,
quia apud Dòminum misericòrdia,
et copiòsa apud eum redèmptio.
Et ipse rèdimet Ìsraël ex òmnibus iniquitàtibus ejus.

Dal profondo a te grido, o Signore;
 Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.
 Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
 Ma presso di te è il perdono:
e avremo il tuo timore.
 Io spero nel Signore,
l'anima mia spera nella sua parola.
 L'anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l'aurora.
 Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.
 Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe 

Salmo 129 (130)
.

venerdì 4 aprile 2014

sitivit in Te anima mea (Sal 62 [63], 2) – I


«...se il paradiso è la soddisfazione della propria sete, un uomo si può immaginare la sua felicità, la sua soddisfazione, come la soddisfazione che uno ha se, accaldato e assetato, mette la bocca in uno spring, in una sorgente di acqua. Mentre beve, è soddisfatto perché si soddisfa; perciò avanza sempre».
Don Luigi Giussani, L'autocoscienza del cosmo

– Bonjour, dit le petit prince.
– Bonjour, dit le marchand.
C’était un marchand de pilules perfectionnées qui apaisent la soif. On en avale une par semaine et l’on n’éprouve plus le besoin de boire.
– Pourquoi vends-tu ça ? dit le petit prince.
– C’est une grosse économie de temps, dit le marchand. Les experts ont fait des calculs. On épargne cinquante-trois minutes par semaine.

– Et que fait-on de ces cinquante-trois minutes ?
– On en fait ce que l’on veut...

« Moi, se dit le petit prince, si j’avais cinquante-trois minutes à dépenser, je marcherais tout doucement vers une fontaine... »



"Buon giorno", disse il piccolo principe.
"Buon giorno", disse il mercante.
Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete.
Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva piu' il bisogno di bere.
"Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe.
"E' una grossa economia di tempo", disse il mercante.
"Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatré minuti la settimana".

"E che cosa se ne fa di questi cinquantatré minuti?"
"Se ne fa quel che si vuole..."

"Io", disse il piccolo principe, "se avessi cinquantatré minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..."

Antoine de Saint-Éxupery, Le Petit Prince (it.: Il Piccolo Principe)


giovedì 3 aprile 2014

quos redemisti, tu conserva, Christe!*

Che cosa voglio? 
Cosa desidero? Cosa bramo? 
Perché parlo? 
Perché seggo qui? 
Perché vivo, se non con questa aspirazione, che insieme noi viviamo in Cristo? 
Questa è la mia brama, questo il mio onore, questa la mia conquista, questa la mia gioia, questa la mia gloria
... 
non voglio essere salvo senza di voi.    

Quid autem volo? 
Quid desidero? 
Quid cupio? 
Quare loquor? 
Quare hic sedeo? 
Quare vivo? nisi hac intentione, ut cum Christo simul vivamus. 
Cupiditas mea ista est, honor meus iste est, possessio mea ista est, gaudium meum hoc est, gloria mea ista est. 
... 
nolo salvus esse sine vobis.

Sant'Agostino, Discorso 17 



* O Cristo, salva coloro che hai redento! (Attende Domine, canto gregoriano)