Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

venerdì 14 agosto 2015

fratello Pergolesi*

Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne. 
Emmanuel Mounier 
Giovanni Battista Pergolesi compose lo Stabat Mater durante i suoi ultimi mesi di vita, prima di morire di tisi a ventisei anni, nel 1736.

http://youtu.be/xHQVtYzjLao

* cfr. Luigi Giussani: «Pergolesi è come un fratello che sostiene nel nostro cammino la fede comune, la memoria comune, la fedeltà comune alla Madre da cui l'avvenimento, ogni momento, parte per investire la nostra vita». (libretto allegato a:   Giovanni Battista Pergolesi: Stabat Mater, Lucia Valentini Terrani, Margaret Marshall, London Symphony Orchestra diretta da Claudio Abbado, Deutsche Grammophon, 1997)

giovedì 13 agosto 2015

heri et hodie et in saecula*

[Nel Santissimo Sacramento] egli sta come dietro un muro,
e di là ci guarda come per mezzo di stretti cancelli:
En ipse stat post parietem nostrum, respiciens per fenestras, prospiciens per cancellos
[Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate] (Cant. II, 9).
Sì che noi non lo vediamo,
ma egli di là ci guarda,
ed ivi è realmente presente:
è presente per lasciarsi da noi possedere,
ma si nasconde per farsi da noi desiderare.
sant'Alfonso de'Liguori, Pratica di amar Gesù Cristo, cap. II

"curioso", XI sec. chiesa abbaziale di Conques (Francia)
* cfr. Eb 13, 8: Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!


sabato 1 agosto 2015

1º agosto: sant'Alfonso Maria de' Liguori (1696-1797)

...Ma quel che più fa stupire è che [Cristo] ben poteva salvarci senza morire e senza patire; 
ma no, si elesse una vita afflitta e disprezzata, 
ed una morte amara ed ignominiosa, sino a morire su d'una croce, patibolo infame destinato agli scellerati [...] 

Ma perchè, potendo redimerci senza patire, volle eleggersi la morte e morte di croce? 

Per dimostrarci l'amore che ci portava   [...] 

Ci amò e, perchè ci amava, si diede in mano de' dolori, dell'ignominie e della morte più penosa che abbia patito alcun uomo sovra la terra.
Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Pratica di amar Gesù Cristo, I, 7 


martedì 28 luglio 2015

in labore requies*

Domine Deus meus,
una spes mea,
exaudi me,
ne fatigatus nolim te quaerere,
sed quaeram faciem tuam semper ardenter.

Signore mio Dio,
mia unica speranza,
esaudiscimi
e fa’ sì che non cessi di cercarti per stanchezza,
ma cerchi sempre la tua faccia con ardore.

sant'Agostino, De Trinitate, XV, 28, 51

Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, Sant'Agostino e il Bambino Gesù in riva al mare (1495-1496), Perugia, Galleria Nazionale Umbra
* nella fatica, riposo (dalla sequenza gregoriana Veni Sancte Spiritus)



mercoledì 8 luglio 2015

homo quidam habuit duos filios* (Lc 15, 11): apologia del fratello maggiore #teamfratellomaggiore 1

Un homme avait deux fils. Et moi, dit Dieu, j'ai deux races de saints.
J'ai ceux qui viennent des saints et ceux qui viennent des pénitents.
J'ai ceux qui sortent des saints et ceux qui sortent des pénitents.
J'ai ceux qui sortent des saints et ceux qui sortent des pécheurs.
Ce sont deux grandes écoles, dit Dieu, et j'ai placé mes fils dans l'une et dans l'autre.

Un uomo aveva due figli. E io, dice Dio, ho due razze di santi.
Ho quelli che vengono dai santi e quelli che vengono dai santi e quelli che vengono dai penitenti.
Ho quelli che escono dai santi e quelli che escono dai penitenti.
Ho quelli che escono dai santi e quelli che vengono dai peccatori.
Sono due grandi scuole, dice Dio, e ho messo i miei figli nell'una e nell'altra.

Charles Péguy
Sembra che, terminato il Mistero dei santi innocenti, Péguy abbia iniziato un quarto Mistero, dandogli il titolo di Mistero del Figliol Prodigo, abbandonandolo però dopo poche ore di lavoro.
Nel Vangelo (Lc 15, 11-32) la parabola dei due fratelli e del Padre misericordioso - più nota come parabola del Figliol prodigo - come è noto, si conclude con il dialogo tra il Padre ed il figlio maggiore, che, sdegnato e geloso, non vuole partecipare ai festeggiamenti in onore del fratello minore.
Lungi dal rimproverarlo, lo rassicura riguardo alla sua parte nei beni paterni.
Senza la partecipazione del figlio maggiore, la Sua gioia non avrebbe potuto essere completa.
A me piace pensare che il maggiore, commosso dall'attenzione del padre nei suoi confronti, sia andato alla festa e, come prima cosa, abbia abbracciato il fratello minore, desideroso di imitare l'abbraccio che aveva visto fare da suo Padre.


Sens (Francia), cattedrale St.-Étienne, Vetrata del Figliol prodigo (XIII sec.)













Particolare della stessa vetrata: il Padre torna a cercare il figlio maggiore e, prendendolo per mano, lo conduce alla festa in onore del minore, perduto e ritrovato. 
* un uomo aveva due figli…

lunedì 6 luglio 2015

Homo viator

La vita dell'uomo assomiglia a una trasferta, breve e piena di responsabilità.
Non possiamo considerarci a dimora fissa né caricarci di troppa roba.
Non è permessa una vita sottogamba, passarsela come in licenza.
Ci sono scadenze e somme da pagare.
E ciò non vale solo per te; nessuno è ospite o padrone, turista o residente della terra.
Siamo tutti in trasferta. 
Andrej Sinjavskij (Abram Terz), Pensieri improvvisi (1966). Traduzione italiana di Alberto Pescetto. Milano 1967 


domenica 5 luglio 2015

Non conformatevi! Mè syschematízesthe!* (Rm 12,2)

Di questa età superba,
Che di vote speranze si nutrica,
Vaga di ciance, e di virtù nemica;
Stolta, che l'util chiede,
E inutile la vita
Quindi più sempre divenir non vede;
Maggior mi sento [...].

Giacomo Leopardi, Il pensiero dominante, V. 59-65
* cfr. "E non vogliate conformarvi a questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, affinché possiate distinguere qual è la volontà di Dio, ciò che è bene, ciò che gli è gradito, ciò che è perfetto" (Rm 12,2). 
Non conformatevi! Mè syschematízesthe! 
Come è ben mostrata in questa parola la radice verbale e perenne: schema.
Josef Zverìna, Lettera ai cristiani d’Occidente (1970) (http://www.tracce.it/?id=266&id2=169&id_n=4846)

sabato 4 luglio 2015

A Dio spiacenti e a' nemici sui (Dante, Inferno, III, 63)

Fratelli, voi avete la presunzione di portare utilità al Regno di Dio assumendo quanto più possibile il saeculum, la sua vita, le sue parole, i suoi slogans, il suo modo di pensare.
Ma riflettete, vi prego, cosa significa accettare questa parola.
Forse significa che vi siete lentamente perduti in essa?
Purtroppo sembra che facciate proprio così.
È ormai difficile che vi ritroviamo e vi distinguiamo in questo vostro strano mondo.
Probabilmente vi riconosciamo ancora perché in questo processo andate per le lunghe, per il fatto che vi assimilate al mondo, adagio o in fretta, ma sempre in ritardo.
Josef Zverìna, Lettera ai cristiani di occidente (1970). Testo completo: http://www.tracce.it/?id=266&id2=169&id_n=4846



Il corvo superbo ed i pavoni, miniatura del XIV sec.

venerdì 3 luglio 2015

veritas liberabit vos* (Gv 8, 32)

Per me un dogma è solo una via d’accesso alla contemplazione
ed è strumento di libertà, 
non di costrizione.

For me a dogma is only a gateway to contemplation 
and is an instrument of freedom 
and not of restriction.
Flannery O'Connor
* La verità vi farà liberi

Non nobis, Domine, sed Nomini Tuo da gloriam.

“I'm nobody! Who are you?
Are you nobody, too?
Then there 's a pair of us — don't tell!
They 'd banish us, you know.

How dreary to be somebody!
How public, like a frog
To tell your name the livelong day
To an admiring bog!”

Emily Dickinson
Io sono Nessuno – e tu chi sei? 
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due – non dirlo,  

potrebbero spargere la voce!

Com’è pesante essere Qualcuno! 

Così volgare – come una rana
che gracida il tuo nome tutto il giorno 

ad un Pantano in estasi di lei!
(traduzione di Silvio Raffo)
* Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria 

lunedì 8 giugno 2015

mensuram bonam confersam et coagitatam et supereffluentem dabunt in sinum vestrum* (Lc 6, 38) – nova et vetera** VIII

Chi potrà mai parlare dell'amore all'uomo proprio di Cristo, traboccante di pace?
[Pseudo-]Dionigi l'Areopagita (V o VI sec.) 

O Mio Dio!
... 
[Lasciate] traboccare nella mia anima i fiotti di tenerezza infinita
Che sono racchiusi in voi.

Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo (1873-1897), Offerta di se stessa come vittima di Olocausto all'Amore Misericordioso del Buon Dio (Preghiera 6; testo completo, in francese: http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php/pri-6)
Signore,
…
Datemi la mia razione quotidiana di amore e misuratemela molto generosamente,
a causa degli altri :
affinché io vada, satollo, verso coloro che non vi amano,
e mi insultano;
così che io dica:questa è la sua liberalità.
Perché questi non sono i doni del suo cuore,
ma solo le briciole spazzate della sua mensa; 
ed ecco quel che resta nella scodella del servo indegno e sazio. 
Oscar V. Milosz, Miguel Mañara, VI  (traduzione italiana di Mimmi Cassola)

*  una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo

**  cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

domenica 31 maggio 2015

Solennità della Santissima Trinità – sic dilexit* II

...vides Trinitatem, si caritatem vides

...vedi la Trinità, se vedi la carità
sant'Agostino, De Trinitate, lib. VIII
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, La Trinità (Trono di Grazia), 1577, Madrid, Prado 

 * Cfr. Gv 3, 16: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (sic enim dilexit Daus mundum ut Filium suum unigenitum daret ut omnis qu credit in eum non pereat sed habeat vitram aeternam)

venerdì 22 maggio 2015

Il Signore faccia di noi un sacrificio perenne a Lui gradito - nova et vetera* VII

...Offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività.
Facciamo come le parole stesse ci suggeriscono.
Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze, cioè la passione, di Cristo.
Con il nostro sangue onoriamo il sangue di Cristo.
Saliamo anche noi di buon animo sulla sua croce.
Dolci sono infatti i suoi chiodi, benché duri.
san Gregorio Nazianzeno (IV sec.)

O Mio Dio!
... rimanete in me come nel tabernacolo,
Non allontanatevi mai dalla vostra piccola Ostia…
Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo (1873-1897), Offerta di se stessa come vittima di Olocausto all'Amore Misericordioso del Buon Dio (Preghiera 6; testo completo, in francese: http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php/pri-6)

Cosa significa "partecipare alla liturgia"?
Significa entrare pienamente nella preghiera di Cristo. [...]
si tratta di entrare nella preghiera di Gesù,
di immolarsi con lui,
di essere in un certo senso transustanziati
E diventare noi stessi ostie viventi, sante, gradite a Dio.
Cardinal Robert Sarah (*1945), Intervista a L'Homme Nouveau, 9 aprile 2015 http://www.hommenouveau.fr/1209/religion/dieu-ou-rien---grand-entretien-avec-le-cardinal-robert-sarah.htm. Mia traduzione dal francese. 

 * cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

giovedì 14 maggio 2015

martire, cioè testimone - II

Anche noi dunque, 
circondati da tale moltitudine di testimoni, 
avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, 
corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, 
tenendo fisso lo sguardo su Gesù, 
colui che dà origine alla fede 
e la porta a compimento. 
Eb 12, 1-2 
L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, [...] 
o se ascolta i maestri 
lo fa perché sono dei testimoni. 
beato Paolo VI 

mercoledì 13 maggio 2015

martire, cioè testimone - I

Il martire, in effetti, è il più genuino testimone della verità sull'esistenza. Egli sa di avere trovato nell'incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza.
San Giovanni Paolo II, Enciclica Fides et ratio, 32

Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone

venerdì 1 maggio 2015

sic dilexit*


Dominikos Theotokopoulos detto El Greco, Cristo porta la croce (1577-87), New York, Metropolitan Museum of Art
"E noi siamo capaci di lasciarlo per altro amore questo Cristo che si inoltra nella morte per salvarci dal male, cioè affinché noi cambiamo, perché il Padre eterno rigeneri in noi quello che il delitto della dimenticanza ha surclassato! Quest’uomo che si avventa sulla croce per brandirla, per abbracciarla, per inchiodarvisi sopra, per morire, una cosa con quel legno, «lasceremolo noi per altro amore»? Si svena quell’Uomo per noi e noi dobbiamo lasciarlo per altro amore?"
don Luigi Giussani
* Cfr. Gv 3, 16: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (sic enim dilexit Daus mundum ut Filium suum unigenitum daret ut omnis qu credit in eum non pereat sed habeat vitram aeternam)

giovedì 9 aprile 2015

mit brennender Sorge

Il sacro tempo della Quaresima e di Pasqua, che predica raccoglimento e penitenza e fa rivolgere più che mai lo sguardo del cristiano alla Croce, ma insieme anche allo splendore del Risorto,
sia per tutti e per ciascuno di voi un’occasione che saluterete con gioia e sfrutterete con ardore, per riempire tutto l’animo dello spirito eroico, paziente e vittorioso che si irradia dalla croce di Cristo.
Allora i nemici di Cristo — di ciò siamo sicuri — che vaneggiano sulla scomparsa della Chiesa, riconosceranno che troppo presto hanno giubilato e troppo presto hanno voluto seppellirla.
Allora verrà il giorno, in cui invece dei prematuri inni di trionfo dei nemici di Cristo, 
si eleverà al Cielo dai cuori e dalle labbra dei fedeli il "Te Deum" della liberazione: un "Te Deum" di ringraziamento all’Altissimo, 
un "Te Deum" di giubilo [...],
e si accingerà, 
in lotta contro i rinnegatori e i distruttori dell’Occidente cristiano, 
in armonia con tutti gli uomini ben pensanti delle altre nazioni,
a compiere la missione che i piani dell’Eterno gli hanno assegnato.
Pio XI, Enciclica Mit brennender Sorge [= con viva ansia] sulla situazione della Chiesa nel Reich germanico (dato in Vaticano, nella Domenica di Passione, 14 Marzo 1937), X


Mosul (Iraq), sui muri la lettera Nun, iniziale di Nassarah, la parola usata per i seguaci di Gesù (estate 2014)

Garissa (Kenya), 5.4.2015: in una chiesa si prega per le vittime della strage al campus del 2 aprile

martedì 7 aprile 2015

pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis* (Gv 14, 27) - II

Le piaghe di Gesù sono scandalo per la fede,
ma sono anche la verifica della fede.
Per questo nel corpo di Cristo risorto le piaghe non scompaiono, rimangono, perché quelle piaghe sono il segno permanente dell’amore di Dio per noi,
e sono indispensabili per credere in Dio. 

Non per credere che Dio esiste, ma per credere che Dio è amore, misericordia, fedeltà.
San Pietro, riprendendo Isaia, scrive ai cristiani:
«Dalle sue piaghe siete stati guariti» (1 Pt 2,24; cfr Is 53,5).
Papa Francesco, Omelia della Santa Messa di canonizzazione din Giovannii XXIII e Giovanni Paolo II, 27. 4. 2014

El Greco, Resurrezione di Cristo (1596-1600), Madrid, Museo del Prado

* Vi lascio la pace, vi do la mia pace (Gv, 14, 2)

venerdì 3 aprile 2015

Venerdì Santo - nova et vetera* VI


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con Sua Madre, la Maddalena e san Giovanni Evangelista (ca. 1588), Atene, Galleria Nazionale
Fac ut ardeat cor meum
in amando Christum Deum,
ut sibi complaceam.

Sancta Mater, istud agas,
crucifixi fige plagas
cordi meo valide.

Tui Nati vulnerati
tam dignati pro me pati
poenas mecum divide.

Fac me vere tecum flere
crucifixo condolere
donec ego vixero.


Fa’ che il mio cuore arda
di amore per Cristo,
che gli sia di consolazione.

Santa Madre, questo ti chiedo:
pianta fisse nel mio cuore
le piaghe del Crocefisso.

Dividi con me le pene del tuo Figlio tormentato
Lui che per me
ha accettato di patire.

Fa’ che possa davvero piangere con te,
e assimilarmi nel dolore del Crocefisso
finché vivrò.
Jacopone da Todi, Stabat Mater
Ho chiesto a Lui per me un’unica cosa: che mi tenga in Croce con Lui.”
Perché l’amicizia è una tal cosa che lascia irrequieti al pensiero di essere diversi dall’amico:
bisogna essere il più possibile uguali, identici: uniti ed impastati insieme,
aderenti l’uno all’altro così come la luce aderisce ai contorni delle cose: 
e se Lui è in Croce, tutto l’orgoglio mio deve consistere nel sentirmi come Lui
Luigi Giussani a Angelo Majo, 1946

giovedì 2 aprile 2015

Il rinnegamento di Pietro ‑ nova et vetera* V

Negavit primo Petrus et non flevit, quia non respexerat Dominus.
egavit secundo: non flevit, quia adhuc non respexerat Dominus.
Negavit et tertio: respexit Iesus et ille amarissime flevit.
Respice, Domine Iesu, ut sciamus nostrum deflere peccatum.
Unde etiam lapsus sanctorum utilis.
Nihil mihi nocuit quod negavit Petrus,
profuit quod emendavit.

Pietro negò per la prima volta, e non pianse, perché il Signore non lo guardava.
Negò una seconda volta, e non pianse, perché, ancora, il Signore non lo guardava.
Negò per la terza volta, Gesù lo guardò, e pianse amaramente.
Guardaci, Signore Gesù, affinché possiamo piangere il nostro peccato e lavare il delitto!
Questo episodio mostra che anche la caduta dei santi è utile: il rinnegamento di Pietro non mi nocque per nulla, invece mi giovò il suo pentimento.

sant'Ambrogio di Milano, Esposizione del Vangelo secondo Luca, X, 89
Ricordiamoci chi era Pietro per l’uomo Gesù, colui al quale avrebbe affidato la sua Chiesa, la roccia della costruzione che avrebbe garantito la Sua presenza nel mondo;
e riflettiamo sul fatto che Egli accetta Pietro com’è, lo aveva già accettato prima di vivere quei penosi momenti.
Conoscendoli in anticipo, lo accetta, e lo rigenera.
«Allora il Signore, voltandosi, guardò Pietro».
Lo guarda e lo costringe a prendere coscienza della sua Presenza.
A ricordarsi.
«E Pietro si ricordò...».
Luigi Giussani, Alla ricerca del volto umano 

* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

Rembrandt, Il rinnegamento di Pietro (1660), Amsterdam, Rijksmuseum