Passa attraverso l'uomo e arriverai a Dio. Per lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di lui per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perciò si è fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: "Cerca la via". E' la via stessa a farsi incontro a te: Alzati e cammina.

sant'Agostino, Discorso 141

domenica 1 novembre 2015

1º novembre: tutti i Santi — martire, cioè testimone - III

La palma è l'insegna de' martiri, ma non tutti i santi hanno avuto il martirio;
come tutti i santi portano le palme in mano?
Risponde S. Gregorio che tutti i santi sono stati martiri o di ferro o di pazienza;
e così poi soggiunge: Nos sine ferro martyres esse possumus, si patientiam custodimus [= noi possiamo essere martiri senza il ferro, se custodiamo la pazienza].
sant' Alfonso de' Liguori. Pratica di amar Gesù Cristo, capitolo  V

Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone

sabato 31 ottobre 2015

Presenza reale — et incarnatus est II

Una volta, cinque o sei anni fa, alcuni amici mi hanno portato a cena da Mary McCarthy e dal marito, Mr Broadwater (…).
Lei è una Grande Intellettuale e aveva abbandonato la Chiesa all’età di 15 anni.
Arrivati alle otto, all’una io ancora non avevo aperto bocca; cosa potevo dire in una simile compagnia? (…).
Beh, verso l’alba si finì a parlare di Eucarestia, e ovviamente tutti si aspettavano che io, essendo cattolica, la difendessi.
La signora Broadwater disse che da piccola, quando prendeva l’ostia, pensava che fosse lo Spirito Santo, la persona “più portatile” della Trinità; ora invece la considerava un simbolo, intendendo un gran bel simbolo».
È a quel punto che, con voce tremante, ho detto: “Beh, se è un simbolo, che vada al diavolo”. 


 I was once, five or six years ago, taken by some friends to have dinner with Mary McCarthy and her husband, Mr. Broadwater. [...]
She departed the Church at the age of 15 and is a Big Intellectual.
We went at eight and at one, I hadn’t opened my mouth once, there being nothing for me in such company to say. [...]
Well, toward morning the conversation turned on the Eucharist, which I, being the Catholic, was obviously supposed to defend.
Mrs. Broadwater said when she was a child and received the Host, she thought of it as the Holy Ghost, He being the “most portable” person of the Trinity; now she thought of it as a symbol and implied that it was a pretty good one. I then said, in a very shaky voice, “Well, if it’s a symbol, to hell with it.”
Flannery O' Connor in una lettera ad A., 15. 12. 1955

mercoledì 2 settembre 2015

La probabilità di apprendere dal giornale una vicenda straordinaria è molto maggiore di quella di viverla personalmente;
in altre parole, oggi l'essenziale accade nell'astratto,
e l'irrilevante accade nella realtà.

Die Wahrscheinlichkeit, etwas Ungewöhnliches durch die Zeitung zu erfahren,
ist weit größer als die, es zu erleben; mit anderen Worten,
im Abstrakten ereignet sich heute das Wesentlichere,
und das Belanglosere im Wirklichen.
Robert Musil, Der Mann ohne Eigenschaften (it.: L'uomo senza qualità)
Che Dio si sia rivelato all'uomo in un modo più immediato,
in un modo più adeguato alla natura dell'uomo,
che Dio sia diventato uomo e si sia fatto conoscere così come ci conosciamo tra noi,
che questo sia avvenuto è certamente l'avviso,
la notizia più grossa che la storia dell'umanità possa ricordare.
don Luigi Giussani

martedì 25 agosto 2015

ragionevolezza — III

Confondere ragione con razionalismo è come confondere i polmoni con la polmonite.
Card. Giacomo Biffi (1928-2015)

domenica 23 agosto 2015

...semper gaudete* (1 Ts 5, 16) – II

Tiens, je vais te définir un peuple chrétien par son contraire.
Le contraire d’un peuple chrétien, c’est un peuple triste, un peuple de vieux. 
Tu me diras que la définition n’est pas trop théologique. 
D’accord. 
Mais elle a de quoi faire réfléchir les messieurs qui bâillent â la messe du dimanche. Bien sûr qu’ils bâillent ! 
Tu ne voudrais pas qu’en une malheureuse demi-heure par semaine, l’Église puisse leur apprendre la joie ! 
Et même s’ils savaient par cœur le catéchisme du Concile de Trente, ils n’en seraient probablement pas plus gais.

Ecco, ti definirò un popolo cristiano per mezzo del suo contrario.
Il contrario di un popolo cristiano è un popolo triste, un popolo di vecchi.
Mi dirai che la definizione non è troppo teologica.
D'accordo.
Ma ha di che far riflettere i signori che sbadigliano alla messa della domenica.
Certo che sbadigliano!
Non vorrai mica che in una una miserabile mezz'ora alla settimana la Chiesa possa insegnar loro la gioia!
E anche sapessero memoria il catechismo di del concilio di Trento, probabilmente non sarebbero più contenti.
Georges Bernanos, Le Journal d'un curé de campagne (it.: Diario di un curato di campagna)

* siate sempre lieti

mercoledì 19 agosto 2015

et incarnatus est...

Dice S. Francesco di Sales: 

«Che se per impossibile vi fosse una bontà infinita, 
cioè un Dio, 
a cui non appartenessimo in alcun modo 
e con cui non potessimo avere alcuna unione e comunicazione, 
noi certamente la stimeremmo più di noi stessi; 
onde potremmo aver desideri di poterla amare, 
ma non l'ameremmo».
citato da: sant'Alfonso Maria de' Liguori,  Pratica di amar Gesù Cristo, cap. XVI, 5

venerdì 14 agosto 2015

fratello Pergolesi*

Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne. 
Emmanuel Mounier 
Giovanni Battista Pergolesi compose lo Stabat Mater durante i suoi ultimi mesi di vita, prima di morire di tisi a ventisei anni, nel 1736.

http://youtu.be/xHQVtYzjLao

* cfr. Luigi Giussani: «Pergolesi è come un fratello che sostiene nel nostro cammino la fede comune, la memoria comune, la fedeltà comune alla Madre da cui l'avvenimento, ogni momento, parte per investire la nostra vita». (libretto allegato a:   Giovanni Battista Pergolesi: Stabat Mater, Lucia Valentini Terrani, Margaret Marshall, London Symphony Orchestra diretta da Claudio Abbado, Deutsche Grammophon, 1997)

giovedì 13 agosto 2015

heri et hodie et in saecula*

[Nel Santissimo Sacramento] egli sta come dietro un muro,
e di là ci guarda come per mezzo di stretti cancelli:
En ipse stat post parietem nostrum, respiciens per fenestras, prospiciens per cancellos
[Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate] (Cant. II, 9).
Sì che noi non lo vediamo,
ma egli di là ci guarda,
ed ivi è realmente presente:
è presente per lasciarsi da noi possedere,
ma si nasconde per farsi da noi desiderare.
sant'Alfonso de'Liguori, Pratica di amar Gesù Cristo, cap. II

"curioso", XI sec. chiesa abbaziale di Conques (Francia)
* cfr. Eb 13, 8: Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!


sabato 1 agosto 2015

1º agosto: sant'Alfonso Maria de' Liguori (1696-1797)

...Ma quel che più fa stupire è che [Cristo] ben poteva salvarci senza morire e senza patire; 
ma no, si elesse una vita afflitta e disprezzata, 
ed una morte amara ed ignominiosa, sino a morire su d'una croce, patibolo infame destinato agli scellerati [...] 

Ma perchè, potendo redimerci senza patire, volle eleggersi la morte e morte di croce? 

Per dimostrarci l'amore che ci portava   [...] 

Ci amò e, perchè ci amava, si diede in mano de' dolori, dell'ignominie e della morte più penosa che abbia patito alcun uomo sovra la terra.
Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Pratica di amar Gesù Cristo, I, 7 


martedì 28 luglio 2015

in labore requies*

Domine Deus meus,
una spes mea,
exaudi me,
ne fatigatus nolim te quaerere,
sed quaeram faciem tuam semper ardenter.

Signore mio Dio,
mia unica speranza,
esaudiscimi
e fa’ sì che non cessi di cercarti per stanchezza,
ma cerchi sempre la tua faccia con ardore.

sant'Agostino, De Trinitate, XV, 28, 51

Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, Sant'Agostino e il Bambino Gesù in riva al mare (1495-1496), Perugia, Galleria Nazionale Umbra
* nella fatica, riposo (dalla sequenza gregoriana Veni Sancte Spiritus)



mercoledì 8 luglio 2015

homo quidam habuit duos filios* (Lc 15, 11): apologia del fratello maggiore #teamfratellomaggiore 1

Un homme avait deux fils. Et moi, dit Dieu, j'ai deux races de saints.
J'ai ceux qui viennent des saints et ceux qui viennent des pénitents.
J'ai ceux qui sortent des saints et ceux qui sortent des pénitents.
J'ai ceux qui sortent des saints et ceux qui sortent des pécheurs.
Ce sont deux grandes écoles, dit Dieu, et j'ai placé mes fils dans l'une et dans l'autre.

Un uomo aveva due figli. E io, dice Dio, ho due razze di santi.
Ho quelli che vengono dai santi e quelli che vengono dai santi e quelli che vengono dai penitenti.
Ho quelli che escono dai santi e quelli che escono dai penitenti.
Ho quelli che escono dai santi e quelli che vengono dai peccatori.
Sono due grandi scuole, dice Dio, e ho messo i miei figli nell'una e nell'altra.

Charles Péguy
Sembra che, terminato il Mistero dei santi innocenti, Péguy abbia iniziato un quarto Mistero, dandogli il titolo di Mistero del Figliol Prodigo, abbandonandolo però dopo poche ore di lavoro.
Nel Vangelo (Lc 15, 11-32) la parabola dei due fratelli e del Padre misericordioso - più nota come parabola del Figliol prodigo - come è noto, si conclude con il dialogo tra il Padre ed il figlio maggiore, che, sdegnato e geloso, non vuole partecipare ai festeggiamenti in onore del fratello minore.
Lungi dal rimproverarlo, lo rassicura riguardo alla sua parte nei beni paterni.
Senza la partecipazione del figlio maggiore, la Sua gioia non avrebbe potuto essere completa.
A me piace pensare che il maggiore, commosso dall'attenzione del padre nei suoi confronti, sia andato alla festa e, come prima cosa, abbia abbracciato il fratello minore, desideroso di imitare l'abbraccio che aveva visto fare da suo Padre.


Sens (Francia), cattedrale St.-Étienne, Vetrata del Figliol prodigo (XIII sec.)













Particolare della stessa vetrata: il Padre torna a cercare il figlio maggiore e, prendendolo per mano, lo conduce alla festa in onore del minore, perduto e ritrovato. 
* un uomo aveva due figli…

lunedì 6 luglio 2015

Homo viator

La vita dell'uomo assomiglia a una trasferta, breve e piena di responsabilità.
Non possiamo considerarci a dimora fissa né caricarci di troppa roba.
Non è permessa una vita sottogamba, passarsela come in licenza.
Ci sono scadenze e somme da pagare.
E ciò non vale solo per te; nessuno è ospite o padrone, turista o residente della terra.
Siamo tutti in trasferta. 
Andrej Sinjavskij (Abram Terz), Pensieri improvvisi (1966). Traduzione italiana di Alberto Pescetto. Milano 1967 


domenica 5 luglio 2015

Non conformatevi! Mè syschematízesthe!* (Rm 12,2)

Di questa età superba,
Che di vote speranze si nutrica,
Vaga di ciance, e di virtù nemica;
Stolta, che l'util chiede,
E inutile la vita
Quindi più sempre divenir non vede;
Maggior mi sento [...].

Giacomo Leopardi, Il pensiero dominante, V. 59-65
* cfr. "E non vogliate conformarvi a questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, affinché possiate distinguere qual è la volontà di Dio, ciò che è bene, ciò che gli è gradito, ciò che è perfetto" (Rm 12,2). 
Non conformatevi! Mè syschematízesthe! 
Come è ben mostrata in questa parola la radice verbale e perenne: schema.
Josef Zverìna, Lettera ai cristiani d’Occidente (1970) (http://www.tracce.it/?id=266&id2=169&id_n=4846)

sabato 4 luglio 2015

A Dio spiacenti e a' nemici sui (Dante, Inferno, III, 63)

Fratelli, voi avete la presunzione di portare utilità al Regno di Dio assumendo quanto più possibile il saeculum, la sua vita, le sue parole, i suoi slogans, il suo modo di pensare.
Ma riflettete, vi prego, cosa significa accettare questa parola.
Forse significa che vi siete lentamente perduti in essa?
Purtroppo sembra che facciate proprio così.
È ormai difficile che vi ritroviamo e vi distinguiamo in questo vostro strano mondo.
Probabilmente vi riconosciamo ancora perché in questo processo andate per le lunghe, per il fatto che vi assimilate al mondo, adagio o in fretta, ma sempre in ritardo.
Josef Zverìna, Lettera ai cristiani di occidente (1970). Testo completo: http://www.tracce.it/?id=266&id2=169&id_n=4846



Il corvo superbo ed i pavoni, miniatura del XIV sec.

venerdì 3 luglio 2015

veritas liberabit vos* (Gv 8, 32)

Per me un dogma è solo una via d’accesso alla contemplazione
ed è strumento di libertà, 
non di costrizione.

For me a dogma is only a gateway to contemplation 
and is an instrument of freedom 
and not of restriction.
Flannery O'Connor
* La verità vi farà liberi

Non nobis, Domine, sed Nomini Tuo da gloriam.

“I'm nobody! Who are you?
Are you nobody, too?
Then there 's a pair of us — don't tell!
They 'd banish us, you know.

How dreary to be somebody!
How public, like a frog
To tell your name the livelong day
To an admiring bog!”

Emily Dickinson
Io sono Nessuno – e tu chi sei? 
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due – non dirlo,  

potrebbero spargere la voce!

Com’è pesante essere Qualcuno! 

Così volgare – come una rana
che gracida il tuo nome tutto il giorno 

ad un Pantano in estasi di lei!
(traduzione di Silvio Raffo)
* Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria 

lunedì 8 giugno 2015

mensuram bonam confersam et coagitatam et supereffluentem dabunt in sinum vestrum* (Lc 6, 38) – nova et vetera** VIII

Chi potrà mai parlare dell'amore all'uomo proprio di Cristo, traboccante di pace?
[Pseudo-]Dionigi l'Areopagita (V o VI sec.) 

O Mio Dio!
... 
[Lasciate] traboccare nella mia anima i fiotti di tenerezza infinita
Che sono racchiusi in voi.

Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo (1873-1897), Offerta di se stessa come vittima di Olocausto all'Amore Misericordioso del Buon Dio (Preghiera 6; testo completo, in francese: http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php/pri-6)
Signore,
…
Datemi la mia razione quotidiana di amore e misuratemela molto generosamente,
a causa degli altri :
affinché io vada, satollo, verso coloro che non vi amano,
e mi insultano;
così che io dica:questa è la sua liberalità.
Perché questi non sono i doni del suo cuore,
ma solo le briciole spazzate della sua mensa; 
ed ecco quel che resta nella scodella del servo indegno e sazio. 
Oscar V. Milosz, Miguel Mañara, VI  (traduzione italiana di Mimmi Cassola)

*  una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo

**  cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

domenica 31 maggio 2015

Solennità della Santissima Trinità – sic dilexit* II

...vides Trinitatem, si caritatem vides

...vedi la Trinità, se vedi la carità
sant'Agostino, De Trinitate, lib. VIII
Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, La Trinità (Trono di Grazia), 1577, Madrid, Prado 

 * Cfr. Gv 3, 16: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (sic enim dilexit Daus mundum ut Filium suum unigenitum daret ut omnis qu credit in eum non pereat sed habeat vitram aeternam)

venerdì 22 maggio 2015

Il Signore faccia di noi un sacrificio perenne a Lui gradito - nova et vetera* VII

...Offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività.
Facciamo come le parole stesse ci suggeriscono.
Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze, cioè la passione, di Cristo.
Con il nostro sangue onoriamo il sangue di Cristo.
Saliamo anche noi di buon animo sulla sua croce.
Dolci sono infatti i suoi chiodi, benché duri.
san Gregorio Nazianzeno (IV sec.)

O Mio Dio!
... rimanete in me come nel tabernacolo,
Non allontanatevi mai dalla vostra piccola Ostia…
Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo (1873-1897), Offerta di se stessa come vittima di Olocausto all'Amore Misericordioso del Buon Dio (Preghiera 6; testo completo, in francese: http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php/pri-6)

Cosa significa "partecipare alla liturgia"?
Significa entrare pienamente nella preghiera di Cristo. [...]
si tratta di entrare nella preghiera di Gesù,
di immolarsi con lui,
di essere in un certo senso transustanziati
E diventare noi stessi ostie viventi, sante, gradite a Dio.
Cardinal Robert Sarah (*1945), Intervista a L'Homme Nouveau, 9 aprile 2015 http://www.hommenouveau.fr/1209/religion/dieu-ou-rien---grand-entretien-avec-le-cardinal-robert-sarah.htm. Mia traduzione dal francese. 

 * cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

giovedì 14 maggio 2015

martire, cioè testimone - II

Anche noi dunque, 
circondati da tale moltitudine di testimoni, 
avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, 
corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, 
tenendo fisso lo sguardo su Gesù, 
colui che dà origine alla fede 
e la porta a compimento. 
Eb 12, 1-2 
L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, [...] 
o se ascolta i maestri 
lo fa perché sono dei testimoni. 
beato Paolo VI 

mercoledì 13 maggio 2015

martire, cioè testimone - I

Il martire, in effetti, è il più genuino testimone della verità sull'esistenza. Egli sa di avere trovato nell'incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza.
San Giovanni Paolo II, Enciclica Fides et ratio, 32

Jan e Hubert van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico (1426-1432), Gand, Cattedrale di San Bavone

venerdì 1 maggio 2015

sic dilexit*


Dominikos Theotokopoulos detto El Greco, Cristo porta la croce (1577-87), New York, Metropolitan Museum of Art
"E noi siamo capaci di lasciarlo per altro amore questo Cristo che si inoltra nella morte per salvarci dal male, cioè affinché noi cambiamo, perché il Padre eterno rigeneri in noi quello che il delitto della dimenticanza ha surclassato! Quest’uomo che si avventa sulla croce per brandirla, per abbracciarla, per inchiodarvisi sopra, per morire, una cosa con quel legno, «lasceremolo noi per altro amore»? Si svena quell’Uomo per noi e noi dobbiamo lasciarlo per altro amore?"
don Luigi Giussani
* Cfr. Gv 3, 16: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (sic enim dilexit Daus mundum ut Filium suum unigenitum daret ut omnis qu credit in eum non pereat sed habeat vitram aeternam)

giovedì 9 aprile 2015

mit brennender Sorge

Il sacro tempo della Quaresima e di Pasqua, che predica raccoglimento e penitenza e fa rivolgere più che mai lo sguardo del cristiano alla Croce, ma insieme anche allo splendore del Risorto,
sia per tutti e per ciascuno di voi un’occasione che saluterete con gioia e sfrutterete con ardore, per riempire tutto l’animo dello spirito eroico, paziente e vittorioso che si irradia dalla croce di Cristo.
Allora i nemici di Cristo — di ciò siamo sicuri — che vaneggiano sulla scomparsa della Chiesa, riconosceranno che troppo presto hanno giubilato e troppo presto hanno voluto seppellirla.
Allora verrà il giorno, in cui invece dei prematuri inni di trionfo dei nemici di Cristo, 
si eleverà al Cielo dai cuori e dalle labbra dei fedeli il "Te Deum" della liberazione: un "Te Deum" di ringraziamento all’Altissimo, 
un "Te Deum" di giubilo [...],
e si accingerà, 
in lotta contro i rinnegatori e i distruttori dell’Occidente cristiano, 
in armonia con tutti gli uomini ben pensanti delle altre nazioni,
a compiere la missione che i piani dell’Eterno gli hanno assegnato.
Pio XI, Enciclica Mit brennender Sorge [= con viva ansia] sulla situazione della Chiesa nel Reich germanico (dato in Vaticano, nella Domenica di Passione, 14 Marzo 1937), X


Mosul (Iraq), sui muri la lettera Nun, iniziale di Nassarah, la parola usata per i seguaci di Gesù (estate 2014)

Garissa (Kenya), 5.4.2015: in una chiesa si prega per le vittime della strage al campus del 2 aprile

martedì 7 aprile 2015

pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis* (Gv 14, 27) - II

Le piaghe di Gesù sono scandalo per la fede,
ma sono anche la verifica della fede.
Per questo nel corpo di Cristo risorto le piaghe non scompaiono, rimangono, perché quelle piaghe sono il segno permanente dell’amore di Dio per noi,
e sono indispensabili per credere in Dio. 

Non per credere che Dio esiste, ma per credere che Dio è amore, misericordia, fedeltà.
San Pietro, riprendendo Isaia, scrive ai cristiani:
«Dalle sue piaghe siete stati guariti» (1 Pt 2,24; cfr Is 53,5).
Papa Francesco, Omelia della Santa Messa di canonizzazione din Giovannii XXIII e Giovanni Paolo II, 27. 4. 2014

El Greco, Resurrezione di Cristo (1596-1600), Madrid, Museo del Prado

* Vi lascio la pace, vi do la mia pace (Gv, 14, 2)

venerdì 3 aprile 2015

Venerdì Santo - nova et vetera* VI


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Cristo in croce con Sua Madre, la Maddalena e san Giovanni Evangelista (ca. 1588), Atene, Galleria Nazionale
Fac ut ardeat cor meum
in amando Christum Deum,
ut sibi complaceam.

Sancta Mater, istud agas,
crucifixi fige plagas
cordi meo valide.

Tui Nati vulnerati
tam dignati pro me pati
poenas mecum divide.

Fac me vere tecum flere
crucifixo condolere
donec ego vixero.


Fa’ che il mio cuore arda
di amore per Cristo,
che gli sia di consolazione.

Santa Madre, questo ti chiedo:
pianta fisse nel mio cuore
le piaghe del Crocefisso.

Dividi con me le pene del tuo Figlio tormentato
Lui che per me
ha accettato di patire.

Fa’ che possa davvero piangere con te,
e assimilarmi nel dolore del Crocefisso
finché vivrò.
Jacopone da Todi, Stabat Mater
Ho chiesto a Lui per me un’unica cosa: che mi tenga in Croce con Lui.”
Perché l’amicizia è una tal cosa che lascia irrequieti al pensiero di essere diversi dall’amico:
bisogna essere il più possibile uguali, identici: uniti ed impastati insieme,
aderenti l’uno all’altro così come la luce aderisce ai contorni delle cose: 
e se Lui è in Croce, tutto l’orgoglio mio deve consistere nel sentirmi come Lui
Luigi Giussani a Angelo Majo, 1946

giovedì 2 aprile 2015

Il rinnegamento di Pietro ‑ nova et vetera* V

Negavit primo Petrus et non flevit, quia non respexerat Dominus.
egavit secundo: non flevit, quia adhuc non respexerat Dominus.
Negavit et tertio: respexit Iesus et ille amarissime flevit.
Respice, Domine Iesu, ut sciamus nostrum deflere peccatum.
Unde etiam lapsus sanctorum utilis.
Nihil mihi nocuit quod negavit Petrus,
profuit quod emendavit.

Pietro negò per la prima volta, e non pianse, perché il Signore non lo guardava.
Negò una seconda volta, e non pianse, perché, ancora, il Signore non lo guardava.
Negò per la terza volta, Gesù lo guardò, e pianse amaramente.
Guardaci, Signore Gesù, affinché possiamo piangere il nostro peccato e lavare il delitto!
Questo episodio mostra che anche la caduta dei santi è utile: il rinnegamento di Pietro non mi nocque per nulla, invece mi giovò il suo pentimento.

sant'Ambrogio di Milano, Esposizione del Vangelo secondo Luca, X, 89
Ricordiamoci chi era Pietro per l’uomo Gesù, colui al quale avrebbe affidato la sua Chiesa, la roccia della costruzione che avrebbe garantito la Sua presenza nel mondo;
e riflettiamo sul fatto che Egli accetta Pietro com’è, lo aveva già accettato prima di vivere quei penosi momenti.
Conoscendoli in anticipo, lo accetta, e lo rigenera.
«Allora il Signore, voltandosi, guardò Pietro».
Lo guarda e lo costringe a prendere coscienza della sua Presenza.
A ricordarsi.
«E Pietro si ricordò...».
Luigi Giussani, Alla ricerca del volto umano 

* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

Rembrandt, Il rinnegamento di Pietro (1660), Amsterdam, Rijksmuseum





















A Bamberg è conservato il “coltello con cui Simon Pietro tagliò l’orecchio a Malco”.

Non sorprenderà nessuno sapere che si tratta di un manufatto del nono secolo.

Eppure desta ammirazione la certezza degli uomini medievali, che non mettevano in dubbio che è esistito un vero coltello, con cui Pietro ha mozzato un orecchio, la notte dell’arresto di Gesù.

Perché 

"Gesù Cristo […] non è venuto per dirci frivolezze, […]
non ha fatto il viaggio di venire sulla terra, […]
(E stava così bene là dove era.)[…]
Non ha fatto il viaggio di scendere sulla terra
Per venire a contarci indovinelli
E barzellette" 
(Charles Péguy). 


Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.
Gv 18, 10
Ma Gesù intervenne dicendo: "Lasciate! Basta così!". E, toccandogli l'orecchio, lo guarì.
Lc 22, 51
…Signore, aggiustami l'orecchio, come a Malco, così che io possa ascoltarTi!


mercoledì 1 aprile 2015

Ti saluto o Croce Santa ‑ nova et vetera* IV

O crux, ave, spes única!
hoc passiónis témpore
piis adáuge grátiam
reísque dele crímina.

Ave, o croce, unica speranza,
in questo tempo di passione
accresci ai fedeli la grazia,
ottieni alle genti la pace. 


dall'inno Vexilla regis prodeunt di san Venanzio Fortunato, VI sec.



“Ti salutiamo, Croce santa, nostra unica speranza!”

Così la Chiesa ci fa dire nel tempo di passione dedicato alla contemplazione delle amare sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo. […]

Contempla il Signore che pende davanti a te sul legno, perché è stato obbediente fino alla morte di Croce.
Egli venne nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre. […]

Di fronte a te il Redentore pende dalla Croce spogliato e nudo, perché ha scelto la povertà. […]

Il mondo è in fiamme […], ma al di sopra di tutte le fiamme si erge la Croce che non può essere bruciata. 
La Croce è la via che dalla terra conduce al Cielo.
Chi l’abbraccia con fede, amore, speranza viene portato in alto, fino al seno della Trinità.

Il mondo è in fiamme: desideri spegnerle?
Contempla la Croce: dal Cuore aperto sgorga il sangue del Redentore, sangue capace di spegnere anche le fiamme dell’inferno. […]

Attraverso la potenza della Croce puoi essere presente su tutti i luoghi del dolore, dovunque ti porta la tua compassionevole carità, quella carità che attingi dal Cuore Divino e che ti rende capace di spargere ovunque il suo preziosissimo sangue per lenire, salvare, redimere.

Gli occhi del Crocifisso ti fissano interrogandoti, interpellandoti.
Vuoi stringere di nuovo con ogni serietà l’alleanza con Lui?
Quale sarà la tua risposta? “Signore, dove andare? Tu solo hai parole di vita”.

Ave Crux, Spes unica!

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), 14 settembre 1941, Festa dell’Esaltazione della Croce
* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

infirmi accincti sunt robore* (I Sam, 2, 4)

Guarda, Dio onnipotente, l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa' che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio.
orazione del lunedì della settimana Santa

* i deboli si sono rivestiti di vigore (I Sam, 2, 4)

lunedì 30 marzo 2015

duc in altum! (Lc 5,4)

“La montagna di Ulisse è sempre più precisa, davanti al mio sguardo. E, grazie a Lui, so che non è “folle volo”. “Volo” sarebbe grottesca pretesa, se non fosse, coscientemente, metafora. “Volo” a colpi, come gallina e tacchino: – ma non mi importa. Importa l’anelito nella direzione esatta” 

Don Luigi Giussani in una lettera ad Angelo Majo, 21.8.1954




domenica 29 marzo 2015

Charles Péguy: una testimonianza attualissima di appartenenza alla Chiesa

Lo scomunicato non è affatto fuori dalla Chiesa, […]. 
Egli è al contrario come un testimone perpetuo, 
come un testimone eterno 
(temporalmente, eternamente eterno), 
come un testimone che mantiene se stesso […].
Ma anche al limite, anche lui lo scomunicato, 
egli è ancora, egli è anche piazzato come un testimone, 
solo come un testimone esterno. 
Ma non sono affatto (sempre) quelli che testimoniano di meno. 
Non è più estraneo al cristianesimo, al contrario, questo esiliato non è più estraneo alla vostra città […]. 
Che formidabile testimone, al contrario, benché testimone geograficamente esteriore.

Charles Péguy (1873-1914), Da Dialogo della storia con l’anima carnale (o Véronique) 

Péguy, convertitosi dopo il suo matrimonio, soltanto civile, e senza avere fatto battezzare i figli (tranne, forse, in punto di morte). 

Disse di lui il teologo Hans Urs von Balthasar (1905-1988): “Non si è mai parlato così cristiano”.


Ecce Homo (Gv 19, 5)

- Quid est veritas?

Est vir qui adest.

Gesù non risponde alla domanda di Pilato "Che cos'è la verità?" (in latino: "quid est veritas?" Gv 18, 38). 
Qualcuno (sant'Agostino?) però ha scoperto che la frase è l'anagramma perfetto di "est vir qui adest": "è l'uomo (qui) presente".


Caravaggio, Ecce Homo, Genova, Galleria di Palazzo Bianco 

Cerco un uomo…


Jacob Jordaens (1593-1678), Diogene con la lanterna, alla ricerca di un uomo (1642)

Has the Church failed mankind, or has mankind failed the Church?


È l'umanità che ha abbandonato la Chiesa, o è la Chiesa che ha abbandonato l'umanità?
T. S. Eliot, Choruses from "The Rock" (it. Cori da "La Rocca"), VII

giovedì 26 marzo 2015

antequam Abraham fieret Ego sum (Ioh 8, 58)*



... canterò sulla lira degli Angeli
l'Eterno Oggi...

...Alors je chanterai sur la lyre des Anges
L'Eternel Aujourd'hui !... 
Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Mon chant d'Aujourd'hui (PN 5; testo completo, in francese: http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php?option=com_content&view=article&id=47:pn5&catid=977:pn-et-ps&Itemid=799)

* prima che Abramo fosse, Io Sono (Gv 8, 58)

amico fideli nulla est comparatio (Sir 6, 15)* – II

...nihil est homini amicum sine homine amico.

...nulla ci è amico senza una persona amica.

sant'Agostino, Ep. 130, 4

Il paralitico e i suoi amici (Mc 2, 3-5). Duomo di Monreale (Palermo)

* Per un amico fedele, non c'è prezzo (Sir 6, 15)

venerdì 20 marzo 2015

ô Église, ô ma mère!


Jan van Eyck, Madonna nella chiesa (1438-40). Berlino, Gemäldegalerie

«La Vergine è gigantesca rispetto allo spazio della chiesa.
Il fatto è che qui Van Eyck non ci mostra Maria dentro la chiesa, ma mette in scena in maniera incisiva la metafora che identifica Maria con l'Ecclesia».

Till-Holger Borchert, Van Eyck, Colonia 2008 (mia traduzione dal francese)

«…la Chiesa è mia madre.
Sì, la Chiesa, tutta la Chiesa […], la Chiesa vivente»:
quella che lavora e che prega, che agisce e si raccoglie, che si ricorda e che cerca,
la Chiesa che crede, che spera e che ama;
che, nelle mille situazioni dell'esistenza, tesse dei legami visibili ed invisibili tra le sue membra; […]
La Chiesa è mia madre perché mi ha generato alla Vita […]».

card. Henri de Lubac, Paradoxe et Mystère de l'Église, 1967 (mia traduzione dal francese)

giovedì 19 marzo 2015

19 marzo: San Giuseppe

Rappelle-toi que tu nommas ton père
L'humble Joseph qui par ordre du Ciel
Sans t'éveiller, sur le sein de ta mère
Sut t'arracher aux fureurs d'un mortel.
...... Verbe Dieu, souviens-toi de ce mystère étrange
Tu gardas le silence et fis parler un ange !
De ton lointain exil
Sur les rives du Nil
Rappelle-toi. 

Ricordati che hai chiamato tuo padre 
l'umile Giuseppe, che per ordine del Cielo, 
senza svegliarti, sul seno di tua madre, 
seppe strapparti alle furie di un mortale. 
…Verbo-Dio, ricordati di questo strano mistero: 
hai tenuto il silenzio e fatto parlare un angelo! 
Del tuo lontano esilio, 
sulle rive del Nilo, 
ricordati.

Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Jesus mon Bien-Aimé, rappelle-toi (Gesù mio amato, ricordati - PN 24)
poesia completa (in francese) http://www.archives-carmel-lisieux.fr/carmel/index.php/pn-24 


Caravaggio, Il riposo durante la Fuga in Egitto (1595-96), Roma, galleria Doria Pamphilij

mercoledì 18 marzo 2015

non enim quod volo bonum hoc facio sed quod nolo malum hoc ago (Rm 7, 19)*

«Ne prendo il primo esempio che mi s'affaccia alla mente: [...] Robespierre.
Giudicato dalla posterità, [...] immediata e contemporanea, per null'altro che un mostro di crudeltà e d'ambizione, non si tardò a vedere che quel giudizio [...] era troppo semplice [...] che, nel mostro, c'era anche del mistero.
Non si potè non riconoscere in quell'uomo una persuasione, independente da ogni suo interesse esclusivo e individuale, della possibilità d'un novo, straordinario, e rapido perfezionamento e nella condizione e nello stato morale dell'umanità; e un ardore tanto vivo e ostinato a raggiunger quello scopo, quanto la persuasione era ferma.
E di più, la probità privata, la noncuranza delle ricchezze e de' piaceri, la gravità e la semplicità de' costumi, non sono cose che s'accordino facilmente con un'indole naturalmente perversa e portata al male per genio del male; nè che possano attribuirsi a un'ipocrisia dell'ambizione [...]
Ma un'astrazione filosofica, una speculazione metafisica, che dominava i pensieri e le deliberazioni di quell'infelice, spiega, se non m'inganno, il mistero e concilia le contradizioni.
Aveva imparato da Giangiacomo Rousseau [...] che l'uomo nasce bono, senza alcuna inclinazione viziosa [...].
È vero che il catechismo gli aveva insegnato il contrario, e che glielo poteva insegnare l'esperienza.
Ma il catechismo, via, non occorre parlarne; e l'esperienza, tutt'altro che disprezzata in parole, anzi esaltata, raccomandata, prescritta, era, in fatto, da quelli che non si curavano del catechismo, contata, e consultata quanto il catechismo [...].»
Alessandro Manzoni, Dell'invenzione 
testo completo: http://www.classicitaliani.it/manzoni/invenzione.html

* io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio (Rm 7, 19)

domenica 15 marzo 2015

Eternellement il est là parmi nous autant qu’au premier jour. Eternellement tous les jours (Charles Péguy)*


Jan van Eyck († 1441), Trittico di Dresda (pannello centrale), Dresda, Gemäldegalerie
Van Eyck traduce qui in immagine l'idea corrente secondo la quale Maria rappresenta l'altare ed il Bambino Gesù raffigura l'ostia e l'Eucarestia. 
Questo è messo in risalto dal panno poggiato sul mantello rosso di Maria sul quale è seduto il Bambino nudo […]: questo motivo evoca il corporale, quel panno liturgico su cui è posata l'ostia durante la messa e rimanda al sacramento dell'Eucarestia che commemora il sacrificio di Cristo e la Resurrezione. 
Till-Holger Borchert, Van Eyck, Colonia 2008 (mia traduzione dal francese)

* Eternamente lui è qui fra noi come il primo giorno.
Eternamente ogni giorno.  
È qui fra noi per tutti i giorni della sua eternità. 
(dal Mistero della carità di Giovanna d'Arco)

venerdì 13 marzo 2015

il punto indicato (Lc 6,8) – IV



fotografia di Robert Capa, Troina (Sicilia), 1943

domenica 8 marzo 2015

La risposta del Signore a Kafka - nova et vetera* III

Es gibt ein Ziel, aber keinen Weg 

C'è un punto di arrivo, ma nessuna via. 


Franz Kafka, 17. 9. 1920


Se il Signore tuo Dio ti avesse detto: Io sono la verità e la vita, tu, desiderando la verità e bramando la vita, cercheresti di sicuro la via per arrivare all'una e all'altra. […]
Tu cerchi la via? Ascolta il Signore che ti dice in primo luogo: Io sono la via. Prima di dirti dove devi andare, ha premesso per dove devi passare: «Io sono», disse «la via»!
La via per arrivare dove? Alla verità e alla vita. Prima ti indica la via da prendere, poi il termine dove vuoi arrivare.
«Io sono la via, Io sono la verità, Io sono la vita». Rimanendo presso il Padre, era verità e vita; rivestendosi della nostra carne, è diventato la via.
Non ti vien detto: devi affaticarti a cercare la via per arrivare alla verità e alla vita; non ti vien detto questo.
S. Agostino (395-430), Trattati su Giovanni

La Chiesa è il metodo con cui Cristo si comunica nel tempo e nello spazio analogamente al fatto che Cristo è il metodo con cui Dio ha ritenuto opportuno comunicarsi agli uomini per determinarne la modalità di salvezza.
Ricordo che parecchi anni fa sono stato incaricato di svolgere una lezione a un gruppo di sacerdoti […] e un po’ irruentemente ho iniziato la lezione dicendo: «Cristo non è la verità». 
Ho provocato così una ribellione immediata e clamorosa di tutta l’assemblea. 
Mi sono poi spiegato meglio dicendo più precisamente che la verità è il Verbo e che Cristo rappresenta il metodo con cui la verità si è comunicata agli uomini, perciò è la verità incarnata, come Egli stesso dice di sé: «Sono la verità, la vita», ma a queste espressioni premette: «Io sono la via».
Egli è dunque la verità in quanto via, metodo, uomo e accessibile agli uomini, Dio che a essi si accompagna. 
Poteva scegliere altro per comunicarsi agli uomini: l’opinione della coscienza, come afferma il razionalismo, un’esperienza interiore dettata dallo Spirito, come sottolineano i protestanti. Ha scelto questo, ha sorpreso la mente e la fantasia dell’umanità incarnandosi, indicando se stesso come via, come metodo. Cristo è il metodo che Dio ha scelto per salvare l’uomo. 
 Luigi Giussani (1922-2005), Perché la Chiesa
* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

venerdì 6 marzo 2015

La tunica inconsutile di Cristo - nova et vetera* II

[Cristo] lascia alla Chiesa, sua sposa, come caparra dell’eredità [Ef 1, 14.] la sua tunica: una tunica, cioè, polimita [=tessuta con fili di diversi colori come la tunica di Giuseppe, cfr. Gn 37,3 (Vulg.)], quella stessa tunica senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo [Gv 19, 23], variopinta a causa della molteplice distinzione dei numerosi Ordini che ci sono in lei, inconsutile, invero, a causa dell'unità indivisibile della carità.
Chi, dice, mi separerà dall'amore di Cristo? [Rm 8, 35]
Ho udito in che senso la tunica è polimita: Vi sono poi diversità di carismi, dice, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore [1 Cor 12, 4-5].
Quindi i diverti carismi che si annoverano nella Chiesa sono come i vari colori della tunica, per cui essa è polimita; per mostrare anche che è senza cuciture, ed inoltre tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo [= inconsutile], aggiunge: Ma queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole [1 Cor 12, 11].


San Bernardo di Chiaravalle, Apologia, c. III


Quelli piccoli piccoli, di quattro o cinque anni, che lo attorniavano e gli agganciavano le gambe, e mettevano il muretto tra le Sue vesti, e non vedevano il volto, non trattenevano la faccia, non la vedevano neanche, forse.

Ma erano lì da Lui.
Così che il vestito, la tunica inconsutibile di cui Gesù era vestito,, restava nei loro occhi più che la Sua faccia. Così a noi Gesù si rende sensibile, si rende percepibile nella comunità ecclesiale come se essa fosse il vestito con cui la nostra piccolezza prende rapporto con la Sua presenza reale.


Luigi Giussani




* cose nuove e cose antiche: Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52)

martedì 3 marzo 2015

sabato 28 febbraio 2015

Algo se muere en el alma, cuando un amigo se va...

Voici le lieu du monde où tout devient facile,
Le regret, le départ, même l’événement,
Et l’adieu temporaire et le détournement,
Le seul coin de la terre où tout devient docile,

Ecco il luogo ove tutto diviene facile, 
Il rimpianto, la partenza e anche l’evento, 
E l’addio temporaneo e la separazione, 
Il solo angolo della terra ove tutto si fa docile. 

Charles Péguy, Prière de résidence in: "Cinq prières dans la Cathédrale de Chartres" 


… È la Chiesa!

giovedì 26 febbraio 2015

"perché mi vuole bene": una semplicità disarmante...

...il Signore fu mio sostegno;
mi liberò perché mi vuol bene. 

Cfr. Sal. 18,19-20

lunedì 23 febbraio 2015

la Quaresima: un viaggio paradossale…

Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion. 

Sal 83 (84), 8

martedì 17 febbraio 2015

non ... dominamur fidei vestrae sed adiutores sumus gaudii vestri

Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia 
2 Cor 1, 24

Un punto di svolta decisivo in quella storia più antica si ebbe quando uomini e donne di buona volontà si distolsero dal compito di puntellare l’imperium romano e smisero di identificare la continuazione della civiltà e della comunità morale con la conservazione di tale imperium. Il compito che invece si prefissero (spesso senza rendersi conto pienamente di ciò che stavano facendo) fu la costruzione di nuove forme di comunità entro cui la vita morale potesse essere sostenuta, in modo che sia la civiltà sia la morale avessero la possibilità di sopravvivere all’epoca incipiente di barbarie e di oscurità.
Se la mia interpretazione della nostra situazione morale è esatta, dovremmo concludere che da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto questo punto di svolta. Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che già incombono su di noi. 


Alasdair McIntyre

mercoledì 4 febbraio 2015

il battesimo del Signore: il cielo ha fatto pace con la terra*

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Mc 1, 7-11

Nel momento in cui Giovanni Battista conferisce il battesimo a Gesù, il cielo si apre [...] È così finito il tempo dei “cieli chiusi”, che stanno ad indicare la separazione tra Dio e l’uomo, conseguenza del peccato. [...] I cieli aperti indicano che Dio ha donato la sua grazia perché la terra dia il suo frutto (cfr Sal 85,13). Così la terra è diventata la dimora di Dio fra gli uomini e ciascuno di noi ha la possibilità di incontrare il Figlio di Dio, sperimentandone tutto l’amore e l’infinita misericordia.
papa Francesco, Angelus dell'11 gennaio 2015, festa del battesimo del signore (testo completo: http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/angelus/2015/documents/papa-francesco_angelus_20150111.html)


Dominikos Theotokpoulos, detto El Greco, Battesimo di Cristo (1608–28), Toledo, Ospedale di Tavera

* trappiste di Vitorchiano, inno Sole che t'alzi...

"Sole che t'alzi nell'ombra di morte/oggi Tu splendi alto sul creato/e fai brillare su tutti i nostri volti/la primitiva immagine divina.//Parola eterna che rifletti il Padre/sei l'uomo nuovo in una carne santa,/il compimento di promesse antiche/la gioia e la//salvezza della terra./Agnello mite nato da Maria,/in Te la creazione è liberata:/il cielo ha fatto pace con la terra/e l'universo canta la Tua gloria.//Per Te segnati con sigillo eterno/siamo rinati ormaie a nuova vita/e nella gioia d'esser resi figli/possiam chiamare Dio col nome "Padre".//Emmanuele dolce Dio vicino/che hai posto la Tua tenda in mezzo a noi,/in Te, che sei il "sì" senza riserva/noi rispondiamo a Dio il nostro Amen"

martedì 3 febbraio 2015

Per la prima volta, per la prima volta dopo Gesù, noi abbiamo visto, sotto i nostri occhi, noi stiamo per vedere un nuovo mondo sorgere, se non una città; una società nuova formarsi, se non una città; la società moderna, il mondo moderno; un mondo, una società costituirsi, o almeno assemblarsi, (nascere e) ingrandirsi, dopo Gesù, senza Gesù. 
E ciò che è più tremendo, amico mio, non bisogna negarlo, è che ci sono riusciti.

Quello che dà alla nostra generazione, amico mio, alla vostra generazione, e al tempo in cui noi viviamo una importanza capitale: è ciò che pone voi ad una svolta unica nella storia del mondo, nel trascorrere della storia del mondo. 
È ciò che vi pone in una situazione tragica, unica. Voi siete i primi.

Voi siete i primi dei moderni. 
Voi siete i primi di fronte ai quali, davanti a cui, sotto i cui occhi si sia fatto e che voi stessi avete fatto, questa singolare opera, questa instaurazione del mondo moderno e questo stabilirsi del governo del partito intellettuale nel mondo moderno.
Charles Péguy, da: Dialogo della storia con l'anima carnale (o Véronique); citato da: Charles Péguy, Lui è qui, Milano 1997